Quindici sono gli anni di vita del dottorato internazionale in “Biomedicina, Neuroscienze e Diagnostica avanzata”, attivato nel 2011 tra Palermo e Galveston (Texas), anche con il contributo dell’ERSU Palermo, in partnership tra Università degli studi di Palermo e l’Università UTMB del Texas.
In questi giorni, per le due istituzioni si intravedono nuove prospettive di collaborazione nel campo della “salute del cervello”, con uno sguardo rivolto nello specifico alla nascente “Brain economy”, modello multidisciplinare emergente che pone la salute mentale, così come le competenze cognitive, emotive e sociali, al centro dello sviluppo scientifico, spostando il focus dal capitale fisico a quello intellettuale.
Il dottorato Sicilia-Texas ha già formato più di 30 ricercatori, la stragrande maggioranza dei quali prosegue oggi la carriera accademica fra Europa e Stati Uniti, con una fiorente produzione scientifica, scambio di docenti e studenti, realizzazione di brevetti quale segno evidente del successo del sodalizio scientifico.
Proiettato verso questa esperienza – in partenza per il Texas – abbiamo incontrato il dottorando Alessandro Lo Giudice, del Dipartimento BIND, che afferisce ai laboratori dell’Istituto di Anatomia umana e Istologia dell’Università degli studi di Palermo.
Lo Giudice, cosa la spinge verso questa candidatura con il Texas?
La possibilità mi è stata suggerita dalle azioni poste in essere dal professore Francesco Cappello. Il progetto consiste nel conseguire un doppio titolo, valido in Italia e USA: lo studente trascorre a Palermo il primo anno, per poi continuare in Texas per i successivi tre anni. Il titolo italiano viene conseguito al terzo anno complessivo (2° in Texas), mentre quello americano il quarto anno (3° in Texas).
Oggi lavoro insieme a un team di ricerca che focalizza la sua attenzione sul tumore cerebrale più aggressivo che si conosce, il glioblastoma, che presenta un’aspettativa di vita di appena 15 mesi dalla diagnosi. Una corsa contro il tempo, quindi, insieme al team con cui analizziamo biopsie di pazienti operati, alla ricerca di nuovi modi per ideare trattamenti più efficaci per sconfiggere il prima possibile questo tipo di tumore.
Giovani donne e giovani uomini che frequentano il dottorato, da quali paesi provengono?
E’ un’occasione che rende Palermo sede internazionale, con presenza di molti italiani ma con la possibilità di ospitare dottorandi che provengono un po’ da tutto il mondo, a partire dai nostri partner Statunitensi, ma anche dal Libano, dall’Iran, dalla Russia, dall’Ucraina, da Paesi dell’Est Europa come Polonia, Romania, Serbia.
Al momento il mio interesse è quello di espandere le mie conoscenze e crescere: si tratta di un percorso fortemente attrattivo, il migliore inizio possibile in questo senso che possa essere offerto in Italia.
Per me che sono un biologo molecolare, laureato in biologia molecolare e della salute all’Università degli studi di Palermo, quella che si apre è una grande occasione di crescita che mi proietta verso un ambito di esperienza internazionale che supera ampiamente ogni luogo comune sulle università del Mezzogiorno d’Italia.
Come nasce la passione per questi studi?
Non è una passione innata, nel mio caso: ho iniziato la laurea triennale senza grosse aspettative, la passione è nata col tempo, e posso dire che al termine del percorso sapevo già di voler fare il ricercatore. Per questo motivo mi sono quindi iscritto senza esitazione al corso di laurea magistrale in Biologia molecolare che, a Palermo, è incentrato maggiormente sulla ricerca; e sono molto soddisfatto di questa scelta perchè mi ha consentito di arrivare fin qui.
Per maggiori informazioni sul dottorato internazionale D079 – BIOMEDICINA, NEUROSCIENZE E DIAGNOSTICA AVANZATA (079 – PhD School of BIOMEDICINE, NEUROSCIENCE AND ADVANCED DIAGNOSTICS) visitare il sito https://www.unipa.it/dipartimenti/bi.n.d./dottorati/biomedicinaneuroscienzeediagnosticaavanzata/ oppure scrivere al coordinatore, prof. Filippo Macaluso all’indirizzo mail filippo.macaluso@unipa.it
