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“Zero maggio a Palermo”, rievocazione letteraria di una Palermo degli anni ’70

In vista dell’ultima giornata del Festival delle Letterature Migranti, si è svolto ieri presso l’Archivio Storico Comunale di Palermo l’incontro dal titolo Le “zone nuove”: quando viale Strasburgo era “il centro” di Palermo.

L’autore, Fulvio Abbate, illustra il suo libro Zero maggio a Palermo, riportando alla memoria ricordi e riflessioni sul capoluogo siciliano, rendendo nostalgica la descrizione della città in una narrazione struggente. A dialogare con l’autore su quel pezzo di città che tra gli anni ’60 e ’70 si modificava da periferia a nuovo centro, Masha Sergio, curatrice editoriale della Navarra Editore.

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Pubblicato nel 1990 per la casa editrice La nave di Teseo, all’interno del libro il richiamo continuo all’idea di un futuro lontano, di una vita nuova grazie al comunismo, in un racconto di Palermo e non su Palermo. Protagonisti del romanzo Ale e Dario, due giovani con ideali rivoluzionari e tanta speranza verso un futuro migliore, che credono agli ideali del comunismo senza considerare neppure alla lontana eventualità di una delusione o addirittura alla stessa fine del PCI. Tra memorie e proiezioni, critiche e fantasie, i due giovani filtrano il quotidiano, in una città animata da se stessa, dove la vecchia borghesia, legata al passato e ad una visione conservatrice, si scontra con l’evoluzione delle zone nuove e una nuova borghesia che si camuffa.

Lo scrittore intende salvare una parte di quella memoria di Palermo, grazie all’intervento di personaggi bizzarri, attraverso il materiale magico dei ricordi, che rivivono attraverso la narrazione del cittadino e e delle emozioni dell’autore.

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

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