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Wiener Symphoniker- Hauphof, Museums Quartier - Ph. Erika Giannusa
Wiener Symphoniker- Hauphof, Museums Quartier - Ph. Erika Giannusa

I Wiener Symphoniker suonano l’italianità

Venerdì 31 maggio scorso, i  Wiener Symphoniker hanno offerto un concerto alla cittadinanza, ad ingresso libero nel Quartiere dei Musei di Vienna. Il programma è stato dedicato all’Italia e all’italianità in musica ed a questo scopo è stata invitata una direttrice d’orchestra italiana, Speranza Scappucci. La direttrice d’orchestra già da anni si è introdotta nell’ambiente musicale viennese, essendo stata pianista corripetitore all’Opera di Vienna e prima direttrice d’orchestra a dirigere l’apertura dell’Opernball 2017.

I Wiener Symphoniker - Ph. Erika Giannusa
I Wiener Symphoniker – Ph. Erika Giannusa

Il programma si è concentrato su compositori dell’800′ cercando di rievocare alla mente del pubblico melodie già note, piuttosto che coinvolgerlo con un percorso musicale attivo che dia una immagine storico – musicale dell’Italia fino ad arrivare ai giorni nostri.

Purtroppo la cultura della musica contemporanea resta, nella maggior parte dei casi, un appannaggio di pochi, poco promossa dai teatri che preferiscono un successo sicuro garantito dai grandi nomi già storicamente affermati.  Si segna sempre più così il divario tra la musica pop -rock che ha educato intere generazioni ad una ritmica stringente e la musica proposta nei concerti dei teatri che in massima parte non esprime la varietà ritmica della vita quotidiana e della musica che ci circonda.

La direttrice d’Orchestra ha eccelso nella direzione dell’Ouverture de la “Forza del destino” di G. Verdi, dove ha dimostrato la padronanza di un gesto descrittivo ed efficace, sempre in anticipo rispetto l’Orchestra come la scuola insegna. La Sinfonia n. 4 in La maggiore di F. Mendelssohn chiamata “Italiana” non è stata eseguita nella sua interezza ma soltanto il 1° ed il 4° movimento.  Il tempo di esecuzione dell’Italiana è stato forse troppo lento, scelta che può essere dipesa da una gestione dell’acustica. E’ stato eseguito anche il brano “Wo die zitronen blühn” Walzer op. 364 di Johann Strauss,  forse omaggio ad uno degli alberi più rigogliosi in Italia, ma in stile prettamente viennese. Successivamente è stata la volta di un Pastiche di frammenti musicali dell’opera ottocentesca, dove però è mancata una connessione tra gli elementi citati che sono risultati accostati ma senza una connessione logico – musicale. Del tutto assente nel Pastiche è stata la rielaborazione dei temi, ma si è trattato di una sterile citazione sempre con lo scopo di ingraziarsi facilmente l’apprezzamento pubblico.  Ad ultimare il Concerto è stata circolarmente un’altra Ouverture tratta dal Guglielmo Tell di G. Rossini, tentativo di raffrontare nei due estremi dello spettacolo due pilastri della musica ottocentesca italiana.

Il pubblico del Concerto - Ph. Erika Giannusa
Il pubblico del Concerto – Ph. Erika Giannusa

L’interpretazione di quest’ultimo brano ha risentito di difficoltà acustiche in quanto è risultato complicato ascoltare il solo di violoncello iniziale accompagnato dagli interventi della sezione a causa di rumori di fondo. Il pezzo è stato salvato dal caratteristico crescendo rossiniano che porta all’esplosione del tutti finale e strappa il lungo applauso del pubblico. La resa totale del concerto da parte della direttrice è stata ottima anche se tradita da una progressiva stanchezza nel corso del concerto, per cui il primo brano eseguito è risultato quello meglio riuscito nella sua interezza.

Riguardo Erika Giannusa

Erika Giannusa
Erika Giannusa è nata a Palermo, il 06/12/1993. Pianista, compositrice e soprano lirico. Si dedica al giornalismo ed alle recensioni di eventi e manifestazioni in Italia ed in Europa.

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