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Violenza sulle donne: un libro raccoglie i seminari sul tema promossi da UniPa

Un volto di donna con gli occhi chiusi. Un’espressione di dignità, ma la dignità è violata da una macchia nera su un occhio che, a ben guardare, ha le sembianze di un pugno.

La grafica di copertina del libro “Violenza di Genere. Saperi Contro” è un manifesto programmatico del suo contenuto: venti saggi sul tema della violenza perpetrata nei confronti delle donne. Una prospettiva di approfondimento e un momento di riflessione sulla reale emancipazione femminile fortemente voluta dall’Università degli Studi di Palermo che, con il patrocinio di Amnesty International, ha organizzato durante l’anno accademico 2014-2015 un ciclo di incontri sul tema della violenza di genere aperti a tutti gli studenti dell’ateneo e alla città . L’iniziativa era partita in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che si celebra il 25 novembre; le iscrizioni hanno superato le 200 unità.

Ora gli interventi di docenti dell’università di Palermo, di studiose affermate delle questioni di genere e di professionisti del panorama palermitano che hanno offerto il proprio contributo al progetto sono stati raccolti in un volume pubblicato a novembre 2016 da Mimesis nella collana Eterotopie, acquistabile online e nelle librerie. Il libro racchiude in appendice anche un utile compendio dei principali testi normativi internazionali e nazionali di contrasto alla violenza di genere.
salvo vaccaroIl prof. Salvatore Vaccaro – docente di Filosofia politica alla facoltà di Lettere di Palermo e delegato del rettore alle politiche di solidarietà sociale e di tutela dei diritti umani – che ha coordinato il ciclo di incontri e curato il volume, così spiega le finalità del progetto:
«La violenza di genere costituisce una delle piaghe più virulente della nostra condizione sociale contemporanea. Anche un campus universitario, pertanto, può divenire teatro di violenza, talvolta accennata, insinuata, ammiccata, talaltra diretta, feroce, talvolta psichica, talaltra fisica.
Abbiamo così riflettuto sulla funzione che l’Università di Palermo può svolgere per contrastare in maniera puntale ed efficace tale piaga spesso rimossa, persino dalle vittime, perché inascoltata, sottaciuta, ridimensionata, in coerenza con il ruolo di alta formazione che ricopre.
L’obiettivo di sensibilizzazione ad ampio raggio è stato sostenuto da colleghe e colleghi, da alcuni professionisti esterni al mondo universitario ma vicini allo spirito della nostra iniziativa, dalla sezione palermitana di Amnesty International, nonché da alcuni studiosi dei quali abbiamo ripreso qualche lezione. Insomma, il ciclo di seminari i cui testi il lettore troverà nelle pagine di questo volume, intende costituire il primo tassello di una azione di Ateneo che sappia interpretare il meglio delle energie presenti per contrastare in maniera efficace la violenza di genere offrendosi come istituzione responsabile tanto al suo interno quanto in funzione territoriale.»

Invito digit.Parlare di violenza di genere significa mettere in luce la dimensione “sessuata” del fenomeno in quanto manifestazione di un rapporto tra uomini e donne storicamente diseguali che ha condotto gli uomini a prevaricare e discriminare le donne. Difficile dare una spiegazione che si riduca alle biografie di uomini violenti ed emotivamente analfabeti o alle storie difficili di convivenza tra partner che sfociano in atti di inaudita violenza all’annuncio del termine della relazione.
La violenza di genere è di più: è violazione dei diritti umani, un tratto patologico impressionante della civiltà contemporanea; endemica nei paesi industrializzati come in quelli in via di sviluppo; le vittime e i loro aggressori appartengono a tutte le classi sociali o culturali e a tutti i ceti economici. La violenza di genere è la violenza maschile contro le donne e le bambine che troppe storie di cronaca ci raccontano culminare nel femminicidio. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, almeno una donna su cinque ha subito abusi fisici o sessuali da parte di un uomo nel corso della sua vita. Strano pensare quindi che la violenza di genere solo da pochi anni è diventato tema di dibattito pubblico: mancano ancora politiche reali in contrasto alla violenza alle donne, ricerche, progetti di sensibilizzazione e di formazione.
Per questo l’Università di Palermo ha sentito l’esigenza d’interrogarsi su questa dinamica affrontandola da diverse prospettive: antropologica, psicologica, giuridica, politica, filosofica, sociologica, mediatica, proprio per offrire una molteplicità di apporti utili per esaminare le “ragioni” della violenza che ha come vittime designate le donne.

Il progetto promosso da UniPa però desidera proseguire in una direzione pragmatica e non esclusivamente speculativa del fenomeno, a tal proposito il prof. Vaccaro sottolinea:
«Nel corso della riflessione collettiva, abbiamo altresì convenuto quante siano le opportunità di intervento nello spazio universitario, come ad esempio un Centro di Ascolto e di prevenzione della violenza di genere che, eventualmente, possa verificarsi all’interno della “cittadella dei saperi” auspicabilmente con il coinvolgimento delle associazioni studentesche con le quali aprire una efficace interlocuzione non solo intellettuale ma soprattutto fattiva.
Se i testi che qui si offrono saranno in grado di suscitare, dentro e fuori le mura dei saperi, alcuni percorsi virtuosi di interrogazione e di azione, allora la funzione intellettuale di seminari, parole, testi, in sede tanto orale quanto scritta, in una parola, la cultura non sarà invano, ma saprà farsi corpo e vettore di pratiche collettive.»

Per la festa della donna, dunque, proponiamo non solo mimose ma anche una lettura che faccia riflettere sul ruolo femminile nella società contemporanea.

 

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Adelia Piazza

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