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Ustica, la perla nera del Mediterraneo

Tra le mete estive più ambite, Ustica occupa certamente una posizione di rilievo. Situata a pochi chilometri dalla costa palermitana, ed a poche ore di viaggio in catamarano ed aliscafo dal porto di Palermo, l’isola di Ustica è un gioiellino per ogni visitatore che si appresti a raggiungerla, con i suoi fondali limpidi e inesplorati e le numerose grotte che si stagliano fra terraferma e mare.

Conosciuta dai romani come Ustum, “bruciato”, per via delle sue origini vulcaniche, e dai greci con il nome di Osteodes, “ossario”, a causa della sfortunata fine di alcuni soldati mercenari, morti sull’isola di fame e sete, Ustica si ricollega al mito, ritenuta da alcuni come la dimora della potente maga Circe, che nell’Odissea trasformò i marinai che accompagnavano Ulisse in maiali. Oggi l’isola è conosciuta come la perla nera del Mediterraneo, per via delle sue rocche laviche, e si conferma come la capitale dei Sub, con le sue acque che sanno proporre le specie più belle e anche più rare del Mediterraneo.

ustica2Sull’isola è possibile svolgere numerose attività subacquee, ma le zone marittime che la compongono non sono ugualmente visitabili. La zona A – Riserva Integrale è una zona di protezione dell’ambiente che consente agli ecosistemi marini di esistere e ripopolarsi lontani dalla presenza dell’uomo. In questa zona è vietata ogni forma di pesca, la navigazione, l’accesso e la sosta con natanti di qualsiasi tipo e ogni attività che possa recare danno alla flora e alla fauna. È consentita la balneazione in punti specifici. La zona B – Riserva Generale è chiamata anche “Zona Cuscinetto” in quanto circonda completamente la zona A di riserva integrale. In questa zona è vietato ai subacquei qualsiasi forma di pesca. Infine, la zona C – Riserva Parziale occupa il settore meridionale dell’isola, in cui è consentita la pesca professionale su autorizzazione ed è ammessa ogni forma di pesca sportiva, nei limiti consentiti dalla legge.

Sull’isola, nella quale è presente un servizio di bus navetta che ne effettua il giro, è inoltre possibile visitare il museo archeologico locale, il quale raccoglie resti e materiali delle civiltà insediatesi nel corso dei secoli, oltre a poter gustare i prodotti tipici, fra tutti la lenticchia, riconosciuta fra le più piccole in Italia ed inserita nella lista di Slow Food tra i prodotti in via d’estinzione.

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

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