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Università, ultimi posti in classifica per gli atenei siciliani

Maglia nera alla Sicilia anche quest’anno secondo la classifica del Sole 24 Ore sulla qualità degli atenei italiani.

Su 61 università statali che sono state prese in considerazione, quella di Messina resta al 39esimo posto nella classifica generale dove si era già posizionata lo scorso anno, l’università di Palermo migliora lievemente salendo al 55esimo e quella di Catania peggiora fermandosi alla 56esima posizione. Per quanto riguarda le 15 università non statali analizzate, l’ultimo posto della classifica spetta alla Enna Kore.

I dati della graduatoria, che hanno preso in considerazione vari fattori, parlano chiaro: la situazione delle università siciliane è piuttosto deludente.

Ultimi due posti della classifica delle statali per Palermo e Catania – e ultimo posto di quella delle non statali per Enna – per quanto riguarda l’attrattività, fattore che viene calcolato in base alla percentuale di immatricolati provenienti da una regione diversa da quella in cui ha sede il corso di laurea. Nelle due università siciliane, infatti, solo lo 0,3 per cento sul totale degli immatricolati non è siciliano. Risale, conquistando un posto a metà classifica per le non statali, l’università di Enna.

La situazione rimane drammatica anche per quanto riguarda la mobilità, ovvero la percentuale di crediti formativi ottenuti all’estero sul totale di quelli necessari al raggiungimento della laurea. Fatta eccezione per Palermo che risale al 14esimo posto, sono Catania, Messina e la Enna Kore a occupare le ultime posizioni.

Quello delle borse di studio è un tasto certamente critico per gli atenei siciliani. Infatti, gli studenti idonei che le hanno ricevute sono il 54,1 per cento a Catania, il 46,6 per cento a Messina e chiude la classifica Palermo con il  29,8 per cento di studenti idonei che hanno ottenuto la borsa di studio. Per quanto riguarda le università non statali, con il 48,7 per cento, alla Enna Kore spetta il terzultimo posto. Fruto questo della politica indiscriminata dei tagli operata dal governo nazionale e regionale in materia di diritto allo studio universitario.

Altro dato certamente non positivo è quello relativo alla dispersione, cioè alla percentuale di immatricolati che al secondo anno si riscrivono nello stesso ateneo: Palermo e Catania si posizionano a metà classifica rispettivamente con un 37esimo e 36esimo posto. Male per Messina che precipita alla 55esima posizione e per la Enna Kore che, ancora una volta, occupa l’ultimo posto.

A preoccupare su tutto il territorio nazionale è la bassa percentuale di occupati a un anno dal conseguimento della laurea, un dato che in Sicilia diventa ancora più allarmante. È questa una delle concause che negli ultimi anni, sta portando al calo delle immatricolazioni soprattutto nel meridione.

Il rischio è quello di entrare in un circolo vizioso per cui più si abbassa il numero degli studenti iscritti alle università e più l’offerta formativa e didattica peggiora. Il costante aumento dei costi della formazione universitaria, inoltre, sta portando al collasso l’intero sistema universitario nazionale.

Riguardo Marta Silvestre

Marta Silvestre
Laureata in Scienze filosofiche presso l’Università Roma Tre, ho frequentato la Scuola di Giornalismo Lelio e Lisli Basso - “Inchieste, questioni internazionali, ambiente e beni comuni”. La passione per il giornalismo nasce dalla volontà di poter dar voce a realtà altrimenti destinate a rimanere non raccontate. Ho maturato esperienze di lavoro come redattrice di vari giornali locali, raccontando in particolare vicende legate ai temi di mafia e antimafia. Durante l’ultimo anno ho svolto un tirocinio presso la redazione di cronaca e giudiziaria dell’agenzia di stampa AdnKronos e uno stage nella redazione di Sky Tg24. Attualmente collaboro anche con Italpress e Meridionews.

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