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Università Italia, pochi servizi e il diritto rischia di restare una chimera

Per diritto allo studio universitario, in senso stretto, si intende il sostegno economico fornito agli studenti meritevoli ma privi di mezzi. È un diritto sancito dalla Costituzione che individua nella borsa di studio lo strumento per renderlo effettivo. La borsa può essere corrisposta in parte in soldi e in parte sotto forma di servizi, quali alloggio, ristorazione, trasporto e accesso alla cultura.

Nell’anno accademico 2013-2014 in Italia solo il 32% degli studenti fuori sede idonei ha potuto beneficiare di un alloggio. Fra l’altro, da quanto emerge dal ‘Rapporto sulla condizione studentesca 2015’ realizzato dal Consiglio nazionale degli studenti universitari, la situazione non è affatto uniforme sul territorio nazionale. A fianco di poche realtà virtuose, come la provincia di Bolzano in cui il 64% degli idonei fuori sede ha avuto diritto a un posto letto, le residenze universitarie ospitano una percentuale di studenti molto bassa. Il dato peggiore si è registrato in Abruzzo dove solo il 6,7% degli studenti risultati idonei ha effettivamente avuto diritto a un alloggio universitario, il che significa che circa il 93% dei fuori sede è stato costretto ad affittare una stanza per indisponibilità di locali. Restiamo lontani dagli standard europei, infatti in Italia il rapporto posti letto sul totale degli studenti iscritti è del 2,5% mentre in Francia e in Germania è rispettivamente dell’11% e del 13%.

Servono almeno altri 100mila posti alloggio” ha detto a Iostudionews il portavoce di Link Coordinamento Universitario, Alberto Campailla. “A conti fatti – ha aggiunto Campailla – sono necessari altri 60mila posti letto solo per coprire gli idonei che non riescono a usufruirne per indisponibilità e degli altri 40mila c’è bisogno per garantire il servizio anche a studenti fuori sede non borsisti. Inoltre – ha concluso il portavoce di Link – la poca disponibilità di alloggi ha fatto sì che il mercato immobiliare nelle citta universitarie diventasse sempre meno competitivo e che, quindi, il prezzo degli affitti delle stanze aumentasse notevolmente”.

Subito dopo la residenza, il principale ambito di intervento per coprire i costi della vita degli studenti universitari è costituito dai servizi di ristorazione. Negli ultimi anni, in questo ambito è avvenuto un processo di disinvestimento da parte degli enti per il diritto allo studio e una conseguente intensificazione di gestione a carattere privatistico. L’aumento dei prezzi che questo ha comportato, ha reso il servizio antieconomico per gli studenti che preferiscono frequentare esercizi commerciali, vicini alle sedi delle università, che fanno offerte più competitive rispetto alle mense. Nel nostro Paese ci sono 222 mense universitarie in cui un pasto costa dai 3 ai 7 euro. La scarto della tariffa dipende dall’Isee della famiglia dello studente e dalla gestione, interna o affidata in appalto, del servizio. In Francia i punti di ristorazione universitari sono 642 con un prezzo fisso nazionale di 3,15 euro a pasto; in Germania le mense sono circa 700 e ogni pasto non supera mai il costo di 3 euro.

Poi, fra i servizi compresi nelle borse di studio c’è la voce trasporto e, considerando che oltre la metà degli studenti universitari italiani è pendolare, è una voce importante. Anche in questo ambito ci sono forti disomogeneità fra le varie regioni: poche prevedono delle convenzioni che riguardano tutti gli studenti universitari e alcune le garantiscono solo per studenti beneficiari della borsa di studio. Comunque, anche nelle poche regioni più virtuose comunque i prezzi dei biglietti e degli abbonamenti è alto e la qualità del trasporto pubblico piuttosto bassa.

Diritto allo studio vuol dire anche avere la possibilità di accesso alla cultura in tutte le sue sfaccettature. In Italia ci sono ancora molte criticità e le poche agevolazioni per consentire agli studenti universitari di frequentare eventi culturali, musei e mostre sono lasciate a singole convenzioni con enti pubblici. E ancora meno frequenti sono le agevolazioni per l’acquisto di libri o di biglietti per eventi teatrali o musicali.

Riguardo Marta Silvestre

Marta Silvestre
Laureata in Scienze filosofiche presso l’Università Roma Tre, ho frequentato la Scuola di Giornalismo Lelio e Lisli Basso - “Inchieste, questioni internazionali, ambiente e beni comuni”. La passione per il giornalismo nasce dalla volontà di poter dar voce a realtà altrimenti destinate a rimanere non raccontate. Ho maturato esperienze di lavoro come redattrice di vari giornali locali, raccontando in particolare vicende legate ai temi di mafia e antimafia. Durante l’ultimo anno ho svolto un tirocinio presso la redazione di cronaca e giudiziaria dell’agenzia di stampa AdnKronos e uno stage nella redazione di Sky Tg24. Attualmente collaboro anche con Italpress e Meridionews.

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