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UniPa: qualche dato per una severa riflessione

“Dobbiamo avere il coraggio di dire che questa storia per cui in Italia non si può affermare che ci siano diverse qualità fra le diverse università è ridicola. Ci sono già università di serie A e di serie B in Italia e rifiutare la logica del merito dentro le università e pensare che tutte siano brave è quanto di più antidemocratico vi possa essere. Bisogna saper riconoscere il merito, non possiamo pensare di portare tutte le 90 università nella competizione globale, allora ci spazzeranno via tutti quanti.” Qualche tempo fa, il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, parlava così all’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Torino.

Quest’anno, il premier ha inaugurato l’anno accademico dell’Università di Palermo. In questa virtuale classifica come si può inquadrare l’Ateneo palermitano?

I dati che riguardano l’università di Palermo al di là delle polemiche sono allarmanti, anche se finalmente sembra che qualcosa stia cambiando con il nuovo corso del rettore Fabrizio Micari. Ma vediamo di capire qual è il difficile contesto di cui stiamo parlando: il finanziamento statale 2015 è stato inferiore di quasi 60 MLN € rispetto al 2008 ( 25% in meno); i docenti dell’Università di Palermo sono circa  500 rispetto al 2008 ( 25% in meno); gli studenti iscritti sono diminuiti da 56.000 nel 2008 a 42.500 nel 2015 ( nel 2016 il numero è finalmente tornato a crescere).

E se è vero che negli ultimi sette anni la spesa per l’università si è ridotta dell’11% in Italia, il taglio della spesa ha inciso del 16% al Sud e del 6,3% al Nord. Inoltre, ogni anno circa 45.000 studenti del Sud si iscrivono in università del Centro-Nord.

I dati, quindi, non sono confortanti, a maggior ragione se si pensa che le università che hanno un aumento dei finanziamenti raggiungono risultati più che proporzionali rispetto al finanziamento ricevuto ( si parla di rendimenti di scala crescenti); tutto al contrario per le università meno finanziate.

Soltanto quando chi nascerà al Sud avrà le stesse opportunità di chi nascerà al Nord, soltanto quando il confronto sarà fondato sugli stessi strumenti di competizione, solo allora si potrà parlare di meritocrazia sostanziale, quella logica del merito cui parlava proprio il presidente del Consiglio.

Riguardo Salvatore Casarrubea

Salvatore Casarrubea
Classe '94, diplomato al Liceo Classico, attualmente frequento la facoltà di Giurisprudenza. Mail: salvocasarrubea@gmail.com

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