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“Un fiore per Giovanni” e un albero in suo onore.

Nel pomeriggio del 30 Aprile 2015 davanti i cancelli della prefettura in via Cavour di Palermo si è tenuto il sit-in “Porta un fiore per Giovanni”, il cooperante palermitano ucciso lo scorso 15 gennaio in un compound in Pakistan vicino al confine con l’Afghanistan, bombardato da un drone americano telecomandato.

Giovanni Lo Porto o meglio Giancarlo, come lo chiamavano in famiglia, era stato rapito il 19 Gennaio del 2012 in Pakistan, da un gruppo armato jihadista che ha fatto irruzione nell’edificio in cui abitava e lavorava insieme agli altri colleghi di Welthungerhilfe, un’importante ONG tedesca. La notizia della sua morte è arrivata solo il 23 aprile del 2015, dal Presidente Obama che ha dichiarato pubblicamente di assumersi la responsabilità della sua uccisione e quella del cittadino americano Warren Weinstein.
L’iniziativa, «Un fiore per Giovanni», è stata organizzata dagli amici e parenti di Giancarlo, i quali hanno invitato, chiunque avesse voglia, a lasciare un fiore ai piedi dell’albero davanti la prefettura così da mantenere vivo il suo ricordo e il suo onore.

In quest’occasione il sindaco Leoluca Orlando, anche lui presente all’iniziativa, ha dichiarato: << Intitoleremo una scuola per l’infanzia a Giovanni Lo Porto, perchè lui era un amante dei bambini e ci è sembrato il modo migliore per ricordarlo. L’istituto comprensivo Pertini, da poco restaurato e riaperto, in via Pecori Giraldi, vicino dove abita la famiglia.>> e ha aggiunto di aver sollecitato tramite una lettera al Presidente della Camera e a quello del Senato a far in modo che la salma venga riportata in Italia dai parenti e ad aprire una commissione d’inchiesta perchè si faccia chiarezza sulle dinamiche della morte, ancora poco chiara, e affinchè la causa non venga affidata a dichiarazioni spot.

Riguardo Debora Fonte

Sono una studentessa della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università degli Studi di Palermo e aspiro a diventare scrittrice. Vorrei poter scrivere di esperienze vissute, raccontare verità, e farlo con uno stampo di tipo giornalistico, descrittivo.

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