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Torretta Granitola, ecco come vengono utilizzati i fondi europei

Si sta per aprire la stagione balneare in Sicilia: l’estate è oramai alle porte.  Non sempre, però, nei litorali siciliani tutto va per il verso giusto; più volte è stata denunciata la presenza di fognature che scaricano a mare o sporcizia di ogni altro genere. E’ da pochi giorni la notizia che la Sicilia ha perso due bandiere blu (a Ragusa e Marsala); attualmente sono state riconosciute alla nostra regione cinque bandiere, tante quante quelle del Trentino Alto Adige.   

Perché la Sicilia non riesce a sfruttare il suo grande patrimonio naturale?

t. granitolaUna risposta a questa domanda la possiamo trarre facendo riferimento a ciò che è accaduto nel litorale di Pozzitello: ci troviamo nei pressi del  trapanese, tra Tre fontane e Torretta granitola, alla quale lo scorso mese è stata riconosciuta la bandiera ‘’verde’’ dalla Società Italiana di pediatria preventiva e sociale: bandiera con la quale si accerta il rispetto di una serie di canoni affinché la spiaggia in questione venga ritenuta a  misura di bambino.
Lo scorso anno, un servizio di ‘’Striscia la notizia’’ ha denunciato come questa bellissima spiaggia sia stata distrutta dall’incuria e dal disinteresse delle istituzioni.

Torretta di Granitola, sino agli anno Novanta, era famosa per le sue bellissime dune natural, poi l’amministrazione comunale decise di collocare sulla spiaggia dei blocchi di cemento per la costruzione di un porto turistico. Uno scempio naturalistico e paesaggistico durato a lungo, dato che i blocchi rimasero lì, inutilizzati per ben 15 anni. Dopo le denunce dei cittadini e delle associazioni ambientaliste, nel 2004 i blocchi vennero rimossi, con la contestuale ricostruzione delle dune di sabbia grazie ad un’operazione il cui valore ammontava ad 1 milione e 300 mila euro di fondi europei.

Oggi di quelle dune resta ben poco: l’acqua e il vento le hanno distrutte svelando cosa contengono. Non sabbia, bensì materiale di risulta, scarti edili, eternit e vecchi elettrodomestici.
Secondo voi, dopo questa denuncia qualcosa è cambiato? Assolutamente no, ancora dopo diversi mesi la situazione è invariata.
Come è possibile che con dei fondi europei si è deciso di ricostruire delle dune mettendo all’interno di esse rifiuti di ogni genere? Nessuno controllava i lavori o le ditte che svolgevano tali attività? E i rappresentanti politici dell’epoca erano a conoscenza di ciò che stava accadendo? Solo domande, nessuno però è riuscito a dare una risposta.

Riguardo Manfredi Cavallaro

Studio presso la facoltà di Giurisprudenza di Palermo. Ho collaborato con ''L'Ora''.

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