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Top 10: kit di sopravvivenza alla sessione invernale

Anche quest’anno si avvicina il tremendo periodo degli esami universitari. Ormai sono alle porte le festività natalizie che diventano sempre un conto alla rovescia dalla fine delle vacanze all’inizio dello studio ‘serio e frequente’. Quante volte è capitato di dire, col cuore in gola “Tutto sotto controllo. Mi riposo fino a domani, giusto per riprendere le forze. Vabbè domani è il 25. Ok … Facciamo che da lunedì mi metto a studiare DAVVERO!”. Belle promesse fatte a se stessi e bei propositi quasi mai rispettati perché “ho troppa ansia, quindi aspetto di rilassarmi per avere la mente lucida prima di rimettermi sui libri COME SI DEVE”. Eppure, un po’ per disperazione, un po’ acquietare i sensi di colpa, arriva il fatidico giorno: benvenuto studio matto!

Ecco una top 10 delle cose assolutamente indispensabili per uno studente, e perennemente presenti in ogni camera di uno studente unipa durante la clausura pre-esami:

1. Libri; montagne di dispense; appunti propri e, per sicurezza, di almeno due colleghi di corso; saggi; dizionari; riassunti; mappe concettuali; registratori e sbobinature; parole chiave scritte in post-it e appese in vari punti strategici della stanza, giusto per non perdere di mente l’argomento della materia.

2. Pc, da cui è fuori discussione separarsi per motivi prettamente di studio. Come poter sopravvivere senza le due finestre? La pagina di Google deve sempre essere aperta per velocizzare la propria ricerca accademica. E facebook, a cui dare giusto un’occhiatina di tanto in tanto, solo una volta ogni 10 minuti. Ma per controllare ulteriori avvisi di colleghi e docenti, mica per svago!

3. Pigiamone di lana, vestaglia, pile, coperta, babbucce a forma di renna natalizia (per onorare lo spirito del natale), piumoni, piumini, sciarpe, berretti e tutto ciò che faccia stare comodi e al calduccio nelle solitarie giornate di studio.

4. Caffè. Caffè. Caffè. Un desiderio travolgente e irresistibile in perfetto stile Gilmore.

5. Una lista, da riporre con accurata cura e da arricchire durante le brevi pause di studio, di tutte le attività fantastiche (e spesso irrealizzate e irrealizzabili) da svolgere alla fine della sessione. Non possono mancare: dormire fino a mezzogiorno, non applicarsi neanche per leggere un foglietto illustrativo, organizzare una spaghettata notturna con gli amici, uscire a non fare nulla fino a notte fonda, fare bungee jumping, rafting, freeclimbing.

6. Un’infermeria portatile: miele, tisane, integratori, spray, oki, gaviscon, gastroprotettore.

7. Nutella. Da 400, 750 e 1000 grammi. Unica ristoratrice degli affanni, da consumare come una rigida prescrizione medica. Almeno tre volte al giorno, a stomaco vuoto e/o dopo i pasti.

8. Una bottiglia d’acqua da 2 litri al proprio fianco e una fiaschetta accuratamente nascosta, a cui ‘appuzzarsi’ senza dignità.

9. Cibo in scatola e precotto con apposito fornellino elettrico e tegamino in cui consumare i propri pasti. La parola d’ordine è risparmio. Ma non di soldi, di tempo. Piuttosto che cucinare o pulire, lo stesso tempo può essere impiegato a fare un bel sonnellino.

10. Una sveglia che resista al docile contatto umano che ha già distrutto nelle precedenti sessioni tre Smartphones, due Samsung e un Nokia.

Riguardo Miryam Lo Dato

Miryam Lo Dato
Laureata in Lettere presso l'Università degli Studi di Palermo, specializzata in Filologia Moderna e Italianistica.

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