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I tesori nascosti di Palermo: le ville di età romana

Anche se probabilmente sono in pochi a saperlo, a Palermo vi sono delle case di età romana, risalenti al II -III sec. d.C. Ci riferiamo in particolare a un complesso formato da due edifici all’interno di Piazza della Vittoria, a due passi dal Palazzo dei Normanni, nella parte sud-est della Villa Bonanno, lo spazio verde voluto dall’omonimo sindaco agli inizi del secolo scorso. La villa fu casualmente scoperta nel dicembre del 1868 dal direttore delle antichità di Sicilia Francesco Saverio Cavallari, il quale, seguendo le tracce del grande mosaico cosiddetto delle Stagioni, cominciò a portare alla luce cospicui avanzi di una delle due sontuose dimore. Nel 1915 Antonino Salinas scoprì una seconda dimora, rivelatasi successivamente ben più antica, e portò alla luce anche una piccola necropoli della metà del IV sec. d.C. Il sito archeologico oggi è delimitato da una recinzione ed è in parte coperto da una tettoia, tuttavia giace sepolto dall’erbacce ed è praticamente sconosciuto alla cittadinanza, benchè si trovi nel bel mezzo dell’itinerario Unesco. Le coperture del peristilio sono in più punti distrutte, i mosaici giacciono tra le sterpaglie, i cartelli turistici sono rovinati ed illeggibili.

Fino a qualche mese fa la gestione del sito era di competenza della Soprintendenza ai Beni culturali, adesso è del Polo museale di Palermo. “Purtroppo abbiamo trovato l’area in totale stato di degrado”, ha dichiarato un paio di mesi fa Francesca Spatafora, direttore del Polo museale, “sto redigendo una perizia per la manutenzione straordinaria di quest’area, come di tante altre che mi sono state consegnate, nella speranza che l’assessorato regionale trovi le risorse per intervenire. Certamente non si è trattato di negligenza da parte della Soprintendenza, alla base del problema c’è la mancanza di fondi. Per la manutenzione dei beni, bisogna fare degli investimenti, risorse che in questo momento, purtroppo non abbiamo”.

cacciaMa conosciamo meglio questo tesoro nascosto nel centro di Palermo. Al complesso monumentale delle case romane si accede dall’Edificio B, una lussuosa dimora con due peristili, ampi cortili con portici a colonne. Dell’edificio, però, rimangono solo alcuni ambienti. Nel lato settentrionale del peristilio, a forma trapezoidale, si apre l’esedra, una sala di rappresentanza decorata da un ricco pavimento a mosaico raffigurante la “caccia di Alessandro”. Al centro del peristilio doveva esserci un pergolato fatto di colonne d’arenaria che creavano un ambiente usato come sala da pranzo estiva. Questo triclinium estivo conteneva una fontana circolare rivestita di marmo. Nelle vicinanze dovevano sorgere altre due fontane: una molto piccola e ottagonale e, poco più in là, un’altra più grande rivestita internamente da intonaco azzurro e all’esterno era intonacata e decorata da motivi vegetali.

mosaicoUna strada divide l’edificio B dall’ampia e lussuosa dimora ubicata immediatamente ad est. I resti oggi visibili appartengono ad un articolato edificio del quale rimangono solo parte delle strutture e degli apparati decorativi riportati alla luce nel corso delle varie campagne di scavo: la porzione settentrionale della domus è stata, infatti, ricoperta ed inglobata nel giardino, mentre quella meridionale è stata riportata alla luce solo grazie alle recenti indagini archeologiche concluse nel 2001. L’edificio si articola in due organismi distinti: una zona termale ed una abitativa, probabilmente una schola (cioè la sede di un’associazione religiosa connessa al culto orfico-dionisiaco). I suoi ambienti sono decorati da mosaici raffiguranti Nettuno trionfante, le Stagioni (con la rappresentazione delle fasi dell’iniziazione ai culti misterici) e un mosaico con Orfeo che incanta le fiere. Questi ultimi due grandi reperti si trovano esposti al Museo Salinas. Le altre stanze, anche quelle del complesso termale, presentano pavimenti musivi con decorazioni a volte colorate, a volte in bianco e nero e con motivi geometrici.

Si tratta di resti archeologici che ci consentono di fare un meraviglioso viaggio nella storia e che speriamo di vedere ben presto riconsegnato alla cittadinanza, pulito e fruibile.

Riguardo Eliseo Davì

Eliseo Davì
Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola" e ho collaborato con "L'ora". E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.

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