Home / #IoDicoLaMia / “Come fare una tesi di laurea”: i consigli di Umberto Eco
umbertoeco-654x404

“Come fare una tesi di laurea”: i consigli di Umberto Eco

Era il lontano 1977 quando Umberto Eco scriveva il saggio, edito da Bompiani, “Come si fa una tesi di laurea”, nel quale lo scrittore spiegava le modalità  di redazione di una tesi di laurea. Il filosofo si riferiva alle tesi proprie delle facoltà umanistiche, ma, allo stesso tempo, ammoniva che i consigli potevano essere utili per coloro che dovevano redigere tesi non applicative o sperimentali per altre facoltà.

Nonostante siano decorsi più di quarant’anni dal lontano 1977, il saggio di Eco, come, del resto, i capolavori letterali, resta sempre attuale e può essere fonte di ispirazione per coloro che sono prossimi alla laurea.

Nell’illustrare cosa sia una tesi di laurea, il filosofo scrive: “Si tratta appunto di ricerca originale, in cui bisogna sapere certo quello che hanno detto sullo stesso argomento gli altri studiosi, ma bisogna soprattutto “scoprire” qualcosa che gli altri non hanno ancora detto. Quando si parla di “scoperta”, specie in materie umanistiche, non si pensa a invenzioni travolgenti come la scoperta della scissione dell’atomo… Viene considerato risultato “scientifico” anche un modo nuovo di leggere e capire un testo classico, l’individuazione di un manoscritto che getta nuova luce sulla biografia di un autore… In ogni caso, lo studioso deve produrre un lavoro che, in teoria, gli altri studiosi del ramo non dovrebbero ignorare, perché dice qualcosa di nuovo”.

Pertanto scrivere una tesi non significa creare una nuova teoria su un argomento, ma, al contrario, porre in luce ciò che altri hanno lasciato nel buio, o, diversamente, guardare con  occhi diversi ciò che tutti guardano allo stesso modo.

Inoltre, il tesista “abile – scrive Umberto Eco – deve essere capace di fissarsi dei limiti, anche modesti, e produrre qualcosa di definitivo entro quei limiti”. Pertanto non è importante studiare, durante il lavoro di tesi, più argomenti possibili, ma individuare un oggetto e sviscerarlo in profondità.

Ogni autore, suggerisce Umberto Eco, ha una propria dignità scientifica, non esiste quello prestigioso e quello meno prestigioso, poiché ognuno di essi ha contribuito ad arricchire di scienza la comunità accademica: “Non è detto che le idee migliori ci vengano dagli autori maggiori…Questa è l’umiltà scientifica. Chiunque può insegnarci qualcosa… Bisogna ascoltare con rispetto chiunque”.

Infine, con la speranza che il presente articolo possa essere d’aiuto a riscoprire preziosi consigli di un grande pensatore del nostro tempo: “Siate umili e prudenti prima di aprir bocca, ma quando l’avete aperta siate superbi e orgogliosi”.

Riguardo Salvatore Casarrubea

Salvatore Casarrubea
Classe '94, diplomato al Liceo Classico, attualmente frequento la facoltà di Giurisprudenza. Mail: salvocasarrubea@gmail.com

Check Also

Scuola superiore in 4 anni: qualche riflessione

Finalmente il Miur prende coscienza della necessità di rendere meno lungo il percorso scolastico degli studenti.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *