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	<title>Iostudio &#187; Gianfranco Miccichè</title>
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	<description>House organ dell&#039;Ersu di Palermo</description>
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		<title>THE GOLDEN CALF, RYAN MENDOZA A PALAZZO DEI NORMANNI</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2022 07:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dario.matranga]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La mostra dedicata a Ryan Mendoza è un gigantesco lavoro dal concept forte e pregno di rimandi alla tradizione e alla contemporaneità, quasi interamente site specific, ideati per la Fondazione Federico II e per Palazzo dei Normanni.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Vernissage il 31 luglio 2022 e sarà visitabile fino al 26 settembre 2022: &#8220;The golden calf&#8221; di Ryan Mendoza, a Palazzo Reale, con la magnifica organizzazione della Fondazione Federico II°, diretta da Patrizia Monterosso di cui alla presentazione alla stampa lo stesso presidente dell&#8217;ARS, Gianfranco Miccichè, che l&#8217;ha voluta cinque anni fa, ha giustamente tessuto le lodi per i risultati portati in questi anni.</p>
<p>Lo statunitense Ryan Mendoza (New York, 1971) è un artista di livello internazionale: ha vissuto tra Berlino e Napoli, ma oggi vive in Sicilia all&#8217;ombra dell&#8217;Etna. Le sue opere sono state esposte in gallerie di tutto il mondo: da Milano a Londra, da Parigi a Tokyo. Adesso nella magnifica cornice di Palazzo dei Normanni dove concede il privilegio della sua arte, ma riceve il prestigio di una location che non ha eguali al mondo.</p>
<p>Presente lo stesso Ryan Mendoza alla presentazione della mostra curata dalla Fondazione Federico II, col patrocinio del Ministero della Cultura e la collaborazione della Fondazione Brodbeck; mentre la Fondazione Morra Greco ha prestato alcune delle opere esposte.</p>
<p>La mostra è il risultato autentico di un percorso concettuale. Un gigantesco lavoro dal concept forte e pregno di rimandi alla tradizione e alla contemporaneità, quasi interamente <em>site specific</em>, ideati per la Fondazione Federico II e per Palazzo Reale, un tempo dimora del sovrano.</p>
<p>Oltre all&#8217;artista, all&#8217;inaugurazione erano presenti Gianfranco Miccichè, presidente della Fondazione Federico II, Patrizia Monterosso, direttore generale della Fondazione Federico II, Cristina Costanzo, docente di storia dell&#8217;arte contemporanea dell&#8217;Università di Palermo, Paola Nicita, docente dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Palermo e Gianluca Collica (per la Fondazione Brodbeck); mentre da Napoli si è collegato Paolo Giulierini, direttore del Mann.</p>
<p><a href="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2022/07/Mendoza-13.jpg"><img class="size-large wp-image-33138 alignleft" src="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2022/07/Mendoza-13-1024x680.jpg" alt="Mendoza 13" width="618" height="410" /></a>&#8220;Ho accettato &#8211; ha detto <strong>Ryan Mendoza</strong> &#8211; la sfida di una mostra contemporanea, in un luogo con quasi mille anni di storia, in piena pandemia. Ho creato una montagna di peluche e voli di pipistrelli, metafora di una società spenta e soggiogata, idoli davanti ai quali prostrarci, noi tribù in cerca di una guida in grado di riattivare la capacità di percepire e di intercettare valori perduti. Nei dipinti la decapitazione mi appare a posteriori: gli uomini e le donne li ritrovo così, come dei busti che galleggiano fluttuanti e senza radici. Questa mostra mi evoca il tradimento, il tradimento alla natura, il tradimento tra esseri umani, il tradimento universale. La Fondazione Federico II ha stretto una collaborazione con gli allievi dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Catania, che ringrazio perché con loro abbiamo realizzato la grande opera Stuffed Animals&#8221;.</p>
<p>&#8220;ll complesso percorso di valorizzazione culturale e storico-artistico che abbiamo intrapreso &#8211; ha detto <strong>Gianfranco Miccichè</strong>, presidente della Fondazione Federico II &#8211; raggiunge con la mostra di Ryan Mendoza la tappa più coraggiosa del cammino di Palazzo Reale verso tematiche dal respiro internazionale. Questo Palazzo è della città e del mondo. Così la mostra diffusa The Golden Calf pone l&#8217;attenzione dei fruitori su elementi apparentemente inusuali in una residenza reale tra le più antiche d&#8217;Europa. Una costruzione culturale-espositiva che segna l&#8217;immortalità e la continuità dell&#8217;arte dal passato fino ai nostri giorni, a dimostrazione che a Palazzo Reale esiste un solo grande percorso di aperture prospettiche che da sempre accoglie i sentimenti e l&#8217;espressività molteplici degli uomini e degli artisti&#8221;.</p>
<p>&#8220;È come se Ryan Mendoza nelle sue opere cercasse continuamente qualcosa &#8211; afferma <strong>Patrizia Monterosso</strong>, direttore generale della Fondazione Federico II -. Forse si tratta di un incessante cammino che trova la sua energia nella doppia scommessa di verità e libertà. Non certo di una verità determinata a priori. Ma la verità del significato originario, che non tollera i falsi predicatori di virtù. Io credo che per la Fondazione Federico II sia doveroso provare a spingersi oltre: aprire il palazzo e aprirlo alla contemporaneità non è uno slogan, è un fatto avvenuto in questi anni che si ripete e si evolve nel tempo. Va in questa direzione il lavoro svolto per tre anni al fianco di un artista singolare come Ryan che pesca nella tradizione ma agisce nella contemporaneità con coraggio e innovazione&#8221;.</p>
<p>Quasi tutte le opere sono state espressamente realizzate da Mendoza per questo evento espositivo, lavorando a lungo alle pitture, alle sculture in ceramica e ad altre in mixed media, concepite come parole di un puzzle lessicale. Dal culto dei falsi idoli, simboleggiati dal vitello d&#8217;oro, ai pipistrelli che sembrano richiamare le inquietudini della società: dopo tre anni di lavoro ecco la mostra quasi interamente <em>site specific</em> voluta dalla Fondazione Federico II diffusa tra stanze, cortili e giardini del Palazzo Reale. Pitture, sculture, installazioni, persino un grande polittico e una proiezione. Un&#8217;arte irrequieta dinanzi ai rassegnati, indifferenti, predicatori di virtù e fedeli consumatori di verità onnicomprensive. Da Palazzo Reale giunge l&#8217;urlo silente ma potente di Ryan Mendoza.</p>
<p>&#8220;Look at this mess&#8221;, si legge in un&#8217;opera: guarda il &#8220;pasticcio&#8221;, affronta il &#8220;disordine&#8221; del mondo che ci circonda. Come in un esercizio di &#8220;defusione cognitiva&#8221;, l&#8217;artista invita ad espandere il proprio sguardo e affrontare la realtà come spazio della possibilità contro il pensiero emergente del nostro tempo che tende a &#8220;restringere&#8221;: non chiudere gli occhi di fronte alle ambiguità della società di oggi perché non c&#8217;è più tempo: tic tac tic tac, un <em>countdown</em> assordante incalza tutti noi.</p>
<p>Un disordine e un&#8217;ambiguità che tormentano l&#8217;artista statunitense-cittadino del mondo, che ha conquistato spazio e autorevolezza a livello globale sui<br />
diritti umani e sul piano della critica attraverso la vocazione visiva strettamente connessa con la tendenza alla denuncia, cifra peculiare della sua ricerca. Mendoza svela i paradossi del nostro tempo ed elabora una riflessione critico-artistica sugli scenari in cui ci muoviamo. Ryan Mendoza realizza opere ibride e multiformi e genera volutamente progetti effimeri ma eterni come nel caso di The Golden Calf.</p>
<p>In un&#8217;epoca in cui ci fondiamo in modo ossessivo coi nostri pensieri &#8211; che finiscono per coincidere con la propria identità provocando ambiguità su<br />
reale e irreale o giusto e sbagliato &#8211; l&#8217;artista prova fino all&#8217;aberrazione a ricreare un nuovo canale di comunicazione del tutto vergine. È su questa frequenza che vuole dialogare.</p>
<p>Un&#8217;elaborazione artistica che prima di diventare una mostra ha cambiato pelle in corso d&#8217;opera, ha vissuto traumi e crisi profonde, alternati a slanci creativi e spirito collettivo. Rimane poco del progetto iniziale e questo rappresenta una peculiarità intrinseca diventato il valore aggiunto. Anche Federico II, visionario ma scomodo e tormentato, probabilmente avrebbe apprezzato questo sguardo crudo e aperto sul mondo.</p>
<p>La Fondazione Federico II ha voluto una mostra diffusa in diversi spazi del Palazzo, all&#8217;esterno del Palazzo e persino lontano dalla Sicilia. Una mostra che abbraccia diversi linguaggi dell&#8217;arte: dal video alla scultura per finire con la pittura, che domina la scena. Quasi un percorso alla ricerca di identità. Dalle stanze, dal giardino, dal cortile di Palazzo Reale le opere di Ryan Mendoza cercano verità senza mai arretrare per compiacere il pubblico.</p>
<p>In un delirio organizzato, Mendoza frantuma ogni staticità di significato per far sì che la vera trama sia la non trama e l&#8217;anti-narrazione. Un indizio, tuttavia, si coglie nel titolo della mostra (Il Vitello d&#8217;Oro) che evoca un immaginario in grado di spaziare dall&#8217;arte alla religione e coniugare temi dell&#8217;iconografia tradizionale con il disagio quotidiano dei nostri tempi.</p>
<p>Il &#8220;Vitulus Aureus&#8221; compare, infatti, nella Bibbia (Esodo 32) quando sul Monte Sinai, in attesa del ritorno di Mosè, Aronne fece fondere un vitello<br />
d&#8217;oro e vi costruì davanti un altare per soddisfare il bisogno di adorare un idolo. L&#8217;artista associa il vitello d&#8217;oro al culto per i beni materiali e i falsi idoli (e rende probabilmente omaggio alla figura di Federico II, come guida per i nostri tempi incerti).</p>
<p><strong>Pitture. </strong>Al piano nobile le pitture di Mendoza che si alimentano di visioni solo apparentemente inconciliabili come la cultura pop americana e la tradizione barocca europea, rilette alla luce del presente. È espressione di quel ritorno a un linguaggio che sembrava ormai obsoleto ma riesce invece a reinventare il quotidiano attraverso temi in cui si rispecchiano le ossessioni contemporanee. L&#8217;immaginario dell&#8217;artista è costellato di presenze <em>epifaniche</em> come ritratti di persone e animali, talmente vivi da far idealmente percepire il battito cardiaco.</p>
<p>Nelle opere di Ryan Mendoza la colatura del colore, che rimanda al <em>dripping </em>e ai graffiti, crea uno squarcio sulla superficie pittorica invitata a spogliarsi della propria illusorietà. Analogamente la pittura e la scrittura che si intersecano e si reinventano reciprocamente ricorrono all&#8217;ambiguità come ipotesi ulteriore di conoscenza e colgono il senso nascosto degli avvenimenti a noi più vicini con la consapevolezza della finitezza del nostro tempo e scevri da miti, rituali e stereotipi. Immagine e parole si fondono ma non è del tutto scontato se sia l&#8217;immagine a nascondere la parola o è il contrario.</p>
<p>L&#8217;invasione artistica prosegue anche fuori dal Palazzo per debellare sul nascere l&#8217;idea di un allestimento che si traduca in un sistema chiuso, grazie alla proficua collaborazione col Mann (Museo Archeologico Nazionale di Napoli), col Mausoleo di Cecilia Metella, Castrum Caetani (Parco Archeologico dell&#8217;Appia Antica) a Roma e col Sistema Museale dell&#8217;Università di Palermo (Palazzo Chiaramonte Steri e Orto Botanico). In questi luoghi si trovano dei Pipistrelli, in posizione di riposo, alla ricerca dell&#8217;habitat naturale.</p>
<p><strong>Il Polittico.</strong> La sintesi del messaggio artistico-pittorico di Mendoza si condensa nel sensazionale Polittico collocato nella Sala dei Viceré che si compone di nove elementi e in cui si combinano i riferimenti complessi cui alludono gli animali &#8211; tanto come enigmi solitari (Fawn; Deer; The Golden Calf) quanto nell&#8217;eloquente abbraccio di <em>Cover me in a coat of paint</em> &#8211; ma anche le presenze umane come nel caso dell&#8217;abbraccio, questa volta in chiave sensuale, di Fabia with her love. E, ancora, è particolarmente intenso l&#8217;alternarsi di volti femminili (Think of All the Good Things; Girl with hair in front of face; Lara eyes closed; One last time) che si offrono e al contempo si sottraggono allo sguardo del fruitore in un continuo rimando alle possibili contaminazioni con l&#8217;altro.</p>
<p><strong>Diaframmi.</strong> Ad una serie di opere vivide e colorate dal titolo Abstract spetta un&#8217;attenzione speciale. Questi lavori, realizzati su vetro, sono collocati nel percorso espositivo come veri e propri diaframmi. Sembrerebbe che l&#8217;artista in questi &#8220;pattern&#8221; faccia intravedere diversi segni che in modo subliminale ricordano il &#8220;respiro&#8221; della Cappella Palatina, più volte ammirata da Mendoza durante i sopralluoghi, come a voler creare una memoria <em>sottotraccia</em> ed un tutt&#8217;uno opere-mostra, mostra-Palazzo, opere-mostra-Palazzo. Queste opere al contempo assumono la funzione di scandire lo spazio tra le altre opere e quindi di accompagnarne la visione mai passiva. Lo sfondo di uno degli Abstract rimanda esplicitamente, infatti, a quello di uno dei quadri. Passaggio ulteriore in questo itinerario espositivo è la centralità dell&#8217;opera plastica di Ryan Mendoza. Dotata di spiccata energia, la sua ricerca sul fronte scultoreo e <em>installativo</em> rivela con grande forza la natura voluta mente ambigua della produzione dell&#8217;artista</p>
<p><strong>Animali di peluche.</strong> &#8220;Stuffed animals&#8221; è un&#8217;installazione imponente, realizzata parzialmente in ceramica e data dall&#8217;accumulo di diversi peluche ammassati, giochi infantili che alludono alla compulsione diffusa tra gli adulti a circondarsi di oggetti. Compare nuovamente il mondo infantile, evocato dai peluche come immediata metafora della libera creatività.Riappare lo stato d&#8217;animo di un bambino a cui è stato sottratto l&#8217;accesso ai suoi giocattoli ossia alla propria creatività, alla pura libertà di comporre i molteplici significati del proprio mondo. Il cumulo di giocattoli in mostra è il cumulo delle nostre libertà sottratte, di cui dobbiamo riappropriarci per tentare di risolvere il rapporto ambiguo e contorto tra noi e il mondo. Per dare respiro alle esistenze. Per via dell&#8217;uso straziante del monocromo che confonde le iconografie a noi note questi singoli peluche tacciono in modo struggente e desolante se osservati singolarmente mentre invece risuonano all&#8217;unisono nel loro potentissimo insieme e nella scelta di collocare Stuffed animals nel cortile Maqueda di Palazzo Reale.</p>
<p><strong>Pipistrelli.</strong> Ai Giardini di Palazzo Reale e in questi luoghi chiave sparsi per l&#8217;Italia (Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Mausoleo di Cecilia Metella, Castrum Caetani (Parco Archeologico dell&#8217;Appia Antica a Roma e Sistema Museale dell&#8217;Università di Palermo, Palazzo Chiaramonte Steri e Orto Botanico), trovano collocazione altrettanti &#8220;Bats&#8221;, in una versione inedita e irrepetibile ideata per la Fondazione Federico II. I pipistrelli, nella loro posizione di riposo, sembrano alla ricerca dell&#8217;habitat naturale. Una disseminazione culturale oltre che fisica. Questi &#8220;antieroi&#8221; per Mendoza includono la moltitudine degli emarginati e dei più deboli. Bellezza e bruttezza divengono quasi criteri politici e sociali. Dietro quella forma che i più da sempre guardano con ritrosia, per l&#8217;artista c&#8217;è probabilmente il corpo delle inquietudini e dei conflitti della società.</p>
<p>The Golden Calf di Ryan Mendoza è un progetto realizzato dalla Fondazione Federico II, diretta da Patrizia Monterosso in collaborazione con Gianluca<br />
Collica (Fondazione Brodbeck) e Paola Nicita. Prezioso l&#8217;apporto di Paolo Giulierini, Paolo Inglese, Simone Quilici, Stefano Roascio, Ilaria Sgarbozza, Antonio Portale e l&#8217;Accademia di Belle Arti di Catania che ha lavorato a fianco dell&#8217;artista per l&#8217;opera &#8220;Stuffed Animals&#8221;.</p>
<p>Il catalogo della mostra (238 pagine) contiene i contributi di Gianfranco Miccichè, Patrizia Monterosso, Alberto Fiz, Cristina Costanzo, Angelica Freddi e Paola Nicita.</p>
<p><strong>Info su <a href="http://www.thegoldencalf.it%20&lt;http://www.thegoldencalf.it&gt;">www.thegoldencalf.it &lt;http://www.thegoldencalf.it&gt;</a></strong></p>

<a href='https://www.iostudionews.it/the-golden-calf-ryan-mendoza-a-palazzo-reale/polittico/'><img width="250" height="250" src="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2022/07/Polittico-250x250.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Polittico" /></a>
<a href='https://www.iostudionews.it/the-golden-calf-ryan-mendoza-a-palazzo-reale/mendoza-03/'><img width="250" height="250" src="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2022/07/Mendoza-03-250x250.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Mendoza 03" /></a>
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<a href='https://www.iostudionews.it/the-golden-calf-ryan-mendoza-a-palazzo-reale/unbenannt-14/'><img width="250" height="250" src="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2022/07/Unbenannt-14-250x250.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Unbenannt-14" /></a>
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<a href='https://www.iostudionews.it/the-golden-calf-ryan-mendoza-a-palazzo-reale/3_deer-on-aluminium-copia/'><img width="250" height="250" src="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2022/07/3_deer-on-aluminium-copia-250x250.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3_deer on aluminium copia" /></a>
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<a href='https://www.iostudionews.it/the-golden-calf-ryan-mendoza-a-palazzo-reale/ryan-at-work/'><img width="250" height="250" src="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2022/07/ryan-at-work-250x250.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ryan at work" /></a>
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		<title>Il presidente di ERSU Palermo rappresenta il tema delle risorse per le borse di studio alla Ministra dell&#8217;Università. VIDEO</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2021 07:29:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>“Pnrr, prospettive di ricerca e sviluppo in Sicilia”: è questo il tema dell’incontro, organizzato dalla Regione Siciliana e svolto ieri 23 luglio presso la sede del Cnr a Palermo. Erano presenti l’assessore regionale all’Istruzione e formazione professionale Roberto Lagalla che ha organizzato l&#8217;incontro, il ministro dell’Università e della ricerca, Maria Cristina Messa, il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, la presidente &#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>“Pnrr, prospettive di ricerca e sviluppo in Sicilia”: è questo il tema dell’incontro, organizzato dalla Regione Siciliana e svolto ieri 23 luglio presso la sede del Cnr a Palermo.</p>
<p>Erano presenti l’assessore regionale all’Istruzione e formazione professionale <strong>Roberto Lagalla </strong>che ha organizzato l&#8217;incontro, il ministro dell’Università e della ricerca, <strong>Maria Cristina Messa</strong>, il presidente dell’Ars <strong>Gianfranco Miccichè</strong>, la presidente del CNR, <strong>Maria Chiara Carrozza</strong>, il presidente del Comitato regionale delle università siciliane, <strong>Giovanni Puglisi,</strong> e i rettori degli atenei dell’Isola.</p>
<p>Durante i lavori l’assessore all’Istruzione e alla formazione professionale Roberto Lagalla ha sottolineato come occorra &#8220;garantire il diritto allo studio, investire nella ricerca e puntare a un nuovo modello formativo attraverso la valorizzazione del digitale, obiettivi che rappresentano una sfida che la Sicilia non può perdere per sfruttare nel miglior modo possibile le risorse messe a disposizione dal Pnrr. Un risultato che può essere raggiunto solo attraverso la sinergia di tutti i soggetti pubblici e privati che concorrono allo sviluppo della Sicilia. L&#8217;Italia &#8211; ha aggiunto Lagalla &#8211; si trova in un momento importante per poter saldare gap infrastrutturali, ritardi e disuguaglianze sociali, ma soprattutto per valorizzare il capitale umano cogliendo nuove opportunità attraverso l&#8217;uso responsabile dei fondi messi a disposizione dal Piano nazionale di ripresa e resilienza&#8221;.</p>
<p>La presidente del Cnr Maria Chiara Carrozza ha evidenziato come occorra far crescere i giovani e ridare un futuro ai tanti precari della ricerca. &#8220;Il loro futuro &#8211; ha sottolineato &#8211; c&#8217;è ed è scritto in questo Pnrr. Dobbiamo essere in grado di mettere in atto azioni che si svolgono subito: progettazione e realizzazione in tempi brevi. Intendiamo valorizzare le persone che sono dentro quest&#8217;area e nel sistema universitario e dell&#8217;innovazione siciliana, affrontando la sfida della transizione ecologica&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ricerca e università &#8211; ha detto Gianni Puglisi &#8211; non sempre sono riuscite a stare insieme nella sinergia dei progetti. Oggi il problema è riuscire a dare ai progetti un <em>time table</em> che sia credibile. Bisogna partire dalla cultura della realizzazione e dell&#8217;attenzione dei progetti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Abbiamo risorse e fondi &#8211; ha sottolineato il ministro Maria Cristina Messa, nel suo intervento conclusivo &#8211; dobbiamo saperli usare molto bene e portare la nostra ricerca a livelli europei. Conto che gli strumenti previsti dal Pnrr abbiano un grande impatto sulla Sicilia, perché questa regione ha tante aree molto forti, sia dal punto di vista universitario e formativo, sia dal punto di vista della ricerca. Ha messo a punto diversi sistemi di ricerca su varie tematiche, dal mare all&#8217;energia, all&#8217;eolico per fare degli esempi. Vorrei che questi fondi servissero a fare sistema e tradurre i risultati della ricerca in utilità per tutti i cittadini&#8221;.</p>
<p><strong><a href="https://fb.watch/6XtYyV-1iR/" target="_blank">Guarda il VIDEO dell&#8217;intervento della Ministra Maria Cristina Messa al CNR di Palermo</a></strong></p>
<p>Al termine dell’incontro, il presidente dell’ERSU, <strong>Giuseppe Di Miceli</strong>, ha rappresentato alla signora ministra dell’Università il tema di una più equa distribuzione delle risorse per il diritto allo studio che fino a oggi non ha tenuto conto della percentuale degli studenti risultati idonei, penalizzando regioni come la Sicilia che hanno un più elevato tasso di povertà degli studenti.</p>
<p>Nei prossimi giorni la Presidenza dell’ERSU inoltrerà al Gabinetto della Ministra il report sul tema presentato a Palermo, il 14 luglio scorso, durante la Prima giornata del diritto allo studio.</p>

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		<title>ACQUA PASSATA¿: L’ARTE PER I DIRITTI UMANI  MARTEDÍ 1 OTTOBRE ALLE 19 IN PIAZZA DEL PARLAMENTO</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Sep 2019 06:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dario.matranga]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[#Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[ACQUA PASSATA¿]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Miccichè]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizia Monterosso]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>IL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE FEDERICO II GIANFRANCO MICCICHÈ E IL DIRETTORE, PATRIZIA MONTEROSSO RICORDANO LE VITTIME DELLA TRAGEDIA DEL 3 OTTOBRE 2013 E I DICIOTTOMILA MIGRANTI MORTI, DA QUEL GIORNO, NEL MEDITERRANEO.</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il presidente della fondazione Federico II, <strong>Gianfranco Miccichè,</strong> e il direttore generale, <strong>Patrizia Monterosso,</strong> presentano a Piazza del Parlamento &#8211; martedì 1 ottobre,  alle ore 19 &#8211; l’evento e l’omonima opera <strong><em>Acqua passata¿</em></strong>. Un’installazione<em> i</em>deata e realizzata dall’artista <strong>Cesare Inzerillo</strong> e da <strong>Patrizia Monterosso</strong>, con la collaborazione del Comune di Lampedusa e Linosa, dell’assessorato alle Culture del Comune di Palermo, del Centro Regionale per la Progettazione e per il Restauro e di <em>Snapshots from the borders</em>. In ricordo della tragedia del 3 ottobre 2013 e dei 366 uomini, donne e bambini di nazionalità eritrea che persero la vita a 800 metri dall’isola dei Conigli di Lampedusa. In ricordo dei diciottomila migranti che dal 2013 sono rimasti cadaveri nel Mediterraneo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>Acqua passata¿</em> </strong>non rappresenta la realtà ma la “presenta” e ne individua la “follia”.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’opera si sviluppa su un modulo rettangolare di 26 metri di lunghezza per 6 metri di larghezza ed è allestita su Piazza del Parlamento (luogo di transito di centinaia di cittadini e di visitatori) dove resterà visibile fino al 30 ottobre. L’installazione si compone di una barca approdata a Lampedusa nel 2009 con duecento migranti e del gigantesco Calcio Balilla, dell’artista Cesare Inzerillo, proveniente dalla mostra itinerante, Museo della Follia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il gioco, divenuto perverso, di enormi figure contraddistinte da un’unica espressione di indifferenza, di fredda omologazione e di inquietante statica compostezza descrive lo schematismo esasperato di chi, indifferente, si allontana da una umanità a rischio di estinzione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un rituale folle, ripetizione schematica di espressioni, posture identiche in un’atmosfera solenne entrano in tensione dialettica con la “nuova tragedia del mare”. Fanno da contro altare le sagome di uomini, donne e bambini che si trovano sul barcone e che popolano lo spazio dell’allestimento.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un oggetto perturbante, testimonianza concreta di quanto ci racconta la cronaca. L’oggetto, come un <em>ready-made</em>, diventa parte di un’opera più ampia, installata in una delle piazze più frequentate del centro storico di Palermo, nel suo cuore nevralgico, che suscita – in coloro che la osservano – domande di tipo etico ed estetico.</p>
<p style="font-weight: 400;">Intorno a questo frammento di realtà, Inzerillo ha inserito i ritratti fotografici di migranti, impressi su sagome a grandezza naturale, conosciuti in un Centro di Accoglienza di Palermo, provenienti da diversi paesi africani, ognuno con la sua storia da raccontare.</p>
<p style="font-weight: 400;">Essi sono la narrazione vivente di chi è riuscito ad arrivare in Europa, con le proprie speranze e i propri sogni, e i loro sguardi sono colti in momenti di un riconquistato senso di pace.</p>
<p style="font-weight: 400;">In <em>Acqua passata¿ </em>l’arte e la cultura diventano strumenti necessari nella ricerca di nuovi percorsi di integrazione e solidarietà. In nome di un’umanità sempre più spesso dimenticata.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>I visitatori potranno leggere su un totem presente nello spazio dell’allestimento una descrizione puntuale e dettagliata dell’opera a firma della giornalista e storica dell’arte Valentina Bruschi.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="http://www.federicosecondo.org/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.federicosecondo.org&amp;source=gmail&amp;ust=1569511522679000&amp;usg=AFQjCNFuJC9FrbOH2CPY9YgD77E2Vk0pFg">www.federicosecondo.org</a></p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2019/09/Acqua-Passata_b1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-29270" src="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2019/09/Acqua-Passata_b1-300x250.jpg" alt="Acqua Passata_new1 copia" width="300" height="250" /></a></p>
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