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	<title>Iostudio &#187; cultura</title>
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	<description>House organ dell&#039;Ersu di Palermo</description>
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		<title>La mostra finale de &#8220;La Scuola della Fotografia&#8221; con Palermofoto® acsi ed Ersu</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Dec 2025 16:10:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[giulia.difiore]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Presso la sede di Palermofoto®, in via Torquato Tasso 4, alle ore 18,30 di sabato 20 dicembre 2025, l&#8217;inaugurazione di una mostra fotografica: più di una semplice esposizione, il capitolo finale di un viaggio nella consapevolezza visiva. I lavori sono tutti nati nel progetto &#8220;Scuola della fotografia&#8220;, un&#8217;iniziativa promossa da Palermofoto® acsi nell&#8217;ambito dell&#8217;ERSU Festival &#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Presso la sede di<strong> Palermofoto®</strong>, in via Torquato Tasso 4, alle ore 18,30 di sabato 20 dicembre 2025, l&#8217;inaugurazione di una mostra fotografica: più di una semplice esposizione, il capitolo finale di un viaggio nella consapevolezza visiva.</p>
<p>I lavori sono tutti nati nel progetto &#8220;<strong>Scuola della fotografia</strong>&#8220;, un&#8217;iniziativa promossa da <strong>Palermofoto® acsi</strong> nell&#8217;ambito dell&#8217;<strong>ERSU Festival 24/25.</strong></p>
<p>Ad arricchire l&#8217;appuntamento il side event <strong>&#8220;MERCAFOTOSCAMBIOTINO&#8221;</strong>, uno spazio dedicato allo scambio e alla condivisione per gli appassionati del settore.</p>
<p>Partito con l’obiettivo di offrire una formazione gratuita agli studenti delle istituzioni di livello universitario della Sicilia occidentale m, il corso non si è limitato alla tecnica digitale. Sotto la guida di docenti come <strong>Domenico Veneziano, Giuseppe Sinatra, Pietro Alfano e Salvatore Veneziano</strong>, i partecipanti hanno intrapreso un cammino inizialmente previsto in 10 lezioni, ma che si è esteso fino a <b>14 incontri</b> per approfondire la spiegazione tecnica e l&#8217;impegnativa organizzazione della mostra finale.</p>
<p>&#8220;<em>I ragazzi hanno lavorato direttamente in camera oscura. Lì hanno studiato come si forma un&#8217;immagine e come la si può registrare chimicamente, come con le vecchie pellicole</em>&#8220;, ci racconta <strong>Salvatore Veneziano.</strong></p>
<p>Questo ritorno alle origini, che li ha portati direttamente in camera oscura, è servito a far comprendere il miracolo della luce che si registra sulla materia, trasformando lo strumento tecnico in un mezzo di espressione autentico.</p>
<p>Protagoniste, quindi, le opere di cinque studenti universitari, emersi da un gruppo iniziale di dieci, che attraverso un percorso formativo non convenzionale hanno imparato a usare la macchina fotografica non solo per catturare, ma per comprendere il mondo. Il <strong>vero valore dell&#8217;evento</strong>, come emerso da un&#8217;intensa conversazione con il <strong>curatore Salvatore Veneziano</strong>, non risiede tanto nelle singole immagini, quanto<strong> nell&#8217;approccio rivoluzionario</strong> che le ha generate: un metodo che <strong>insegna la fotografia come pensiero critico</strong>, un modo per &#8220;proteggersi&#8221; dalla passività in un&#8217;epoca di bombardamento visivo costante.</p>
<p>In un&#8217;epoca in cui la fotografia è spesso ridotta a un gesto istintivo, la pedagogia di Palermofoto® opera una coraggiosa controtendenza. Anziché partire da rigide regole tecniche, il corso ha spinto gli studenti a <strong>giocare</strong>, a <strong>tornare all&#8217;essenza chimica dell&#8217;immagine</strong>.</p>
<p>La metodologia ha evitato le classiche progettazioni di gruppo, che rischiano di omologare gli sguardi, preferendo assegnare esercizi uguali per tutti da svolgere individualmente. Questo ha permesso a ciascuno di mantenere la <strong>propria unicità</strong>, pur condividendo un percorso comune.</p>
<p>Ma il cuore pulsante del progetto è stata la fase di<strong> analisi collettiva</strong>. Il curatore insiste su un concetto chiave: non si trattava di una semplice visione, ma di una vera e propria lettura delle immagini. Ogni scatto diventava un testo da decifrare insieme, un&#8217;occasione per interrogarsi sul linguaggio, sulla composizione e sull&#8217;intenzione. È in questo dialogo che gli studenti hanno imparato a guardare con un occhio diverso. La parte più importante era quella di<strong> sorprendere loro stessi sperimentando.</strong></p>
<p>Questo approccio, focalizzato sul processo interiore più che sul risultato immediato, ha gettato le basi per la fase più matura del percorso: la <strong>selezione delle opere</strong>, un momento in cui l&#8217;abilità di leggere le immagini si è trasformata nell&#8217;arte di saperle scrivere in una sequenza coerente.</p>
<p>Se scattare una foto è un atto di intuizione, sceglierla è un atto di intelligenza. <strong>L&#8217;editing</strong>, la fase di selezione e sequenza, è stato il <strong>vero culmine formativo del corso</strong>, la fase più importante del progetto. Senza la capacità di scegliere e ordinare i propri scatti, anche il materiale migliore resta muto. È stato qui che gli studenti hanno messo a frutto gli strumenti critici acquisiti, divertendosi a costruire il proprio racconto visivo, composto da tre fotografie ciascuno. Questo spirito di gruppo, solido e maturo, è stato temprato anche dalle difficoltà, ma la loro <strong>capacità di autovalutazione</strong> è stata un risultato eccezionale.</p>
<p>Per <strong>Palermofoto®</strong>, organizzare una mostra di fine corso è un fatto &#8220;atipico&#8221;. Normalmente, gli allievi dell&#8217;associazione non hanno un&#8217;esposizione dedicata; iniziano a esporre nelle mostre ufficiali, in Italia e all&#8217;estero, solo quando si sentono &#8220;maturi&#8221;, in una condizione di parità con i fotografi più esperti. Questa è la prima volta che viene organizzato un evento simile, insieme e grazie all&#8217;<strong>ERSU Palermo.</strong></p>
<p>&#8220;<em>La nostra filosofia è costante: l&#8217;obiettivo non è &#8216;costruire il fotografo a tutti i costi&#8217;, ma dare alle persone la possibilità di utilizzare<strong> lo strumento fotografico come sistema di espressione e di creazione personale.</strong> La <strong>parte importante</strong> [&#8230;] <span class="ng-star-inserted">è </span>il <strong>percorso stesso</strong></em><span class="ng-star-inserted">&#8221; , spiega ancora Salvatore Veneziano.</span></p>
<p>L&#8217;evento, quindi, non celebra solo il talento dei ragazzi, ma un modello educativo che valorizza il processo e la scoperta, dimostrando che la fotografia può essere un potente veicolo di consapevolezza prima ancora che una professione.</p>
<p><strong>Cosa resterà a questi studenti, al di là dell&#8217;emozione di una mostra?</strong></p>
<p><b>Salvatore Veneziano </b>spiega che “<em>L&#8217;eredità più importante è un cambiamento permanente dello sguardo. D&#8217;ora in poi, non si limiteranno più a guardare le fotografie, ma cominceranno a leggerle e, quando scattano, a &#8216;scriverle&#8217;. Hanno acquisito la coscienza che un&#8217;immagine non è una finestra trasparente sul mondo, ma un linguaggio con una sua sintassi. Questa nuova competenza è uno strumento fondamentale per proteggersi dalla loro onnipresenza, per non subirle passivamente.</em>”.</p>
<p><strong>Comprendere questa distinzione significa aver acquisito un filtro critico contro la superficialità. Più che un corso di tecnica, questa iniziativa di <b>Palermofoto®</b> ed <b>ERSU</b> si è rivelata una lezione su come interpretare il mondo con uno sguardo nuovo, più consapevole e infinitamente più ricco.</strong></p>

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<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Informazioni Utili</strong></p>
<p><a href="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-17-at-16.09.35.jpeg"><img class="aligncenter wp-image-40224 size-large" src="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-17-at-16.09.35-725x1024.jpeg" alt="WhatsApp Image 2025-12-17 at 16.09.35" width="618" height="873" /></a></p>
<ul>
<li><strong>Cosa:</strong> Mostra del progetto ERSU &#8220;Scuola della fotografia&#8221;</li>
<li><strong>Chi:</strong> Opere di 5 studenti del corso tenuto da Palermofoto® acsi</li>
<li><strong>Quando:</strong> Vernissage, 20 dicembre 2025, alle ore 18:30. La mostra resterà aperta tutta la settimana.</li>
<li><strong>Dove:</strong> Sede di Palermofoto® acsi, via Tasso 4, Palermo.</li>
<li><strong>Modalità di visita:</strong> Ingresso su appuntamento per il resto della settimana.</li>
</ul>
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		<title>La musica che accorcia le distanze: il successo della finale di ERSU Wave</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 14:40:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[giulia.difiore]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Si sono spente le luci sulla Sala Multimediale della residenza universitaria San Saverio, ma l’eco dell’energia sprigionata durante la finale di ERSU Wave vibra ancora. Il contest musicale celebrato Giovedì 18 dicembre, fiore all’occhiello dell’Ersu Festival 2024/2025, è frutto della sinergia tra Panastudio ed ERSU Palermo, con la direzione artistica di Francesco Panasci. Un progetto di ampio respiro che vanta &#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Si sono spente le luci sulla Sala Multimediale della residenza universitaria <b>San Saverio</b>, ma l’eco dell’energia sprigionata durante la finale di <b>ERSU Wave</b> vibra ancora.</p>
<p>Il contest musicale celebrato Giovedì 18 dicembre, fiore all’occhiello dell’<b>Ersu Festival 2024/2025</b>, è frutto della sinergia tra <b>Panastudio</b> ed <b>ERSU Palermo</b>, con la direzione artistica di <b>Francesco Panasci</b>.<br />
Un progetto di ampio respiro che vanta partner di prestigio, godendo del patrocinio dell’<b>E.C.U. – European Culture University</b> e del sostegno della <b>Presidenza del Consiglio dei Ministri</b>, attraverso il <b>Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale</b>.</p>
<p>La serata è stata un viaggio attraverso generi e messaggi profondi, arricchita dalla presenza di <b>Busa</b>, artista emergente palermitano molto attivo nel sociale, che ha partecipato in qualità di ospite d&#8217;onore.<br />
Il suo intervento, con il brano <i>Lettera al cielo</i> dedicato al padre, ha regalato uno dei momenti più toccanti e sentiti dell&#8217;intero evento.</p>
<p><span class="">A guidare il pubblico attraverso le emozioni della serata è stata la giornalista e presentatrice </span><b class="">Gabriella Di Carlo</b><span class="">,</span><span class=""> che con professionalità e brio ha accompagnato ogni esibizione,</span><span class=""> rendendo il racconto della serata fluido e coinvolgente.</span></p>
<p>La competizione vera e propria ha visto invece alternarsi sul palco talenti dalle identità spiccate, come <b>I Fuoriprogramma</b> (Miriam Rinaldi, Giovanni Maria Buscemi e Pietro La Placa). Il loro inedito <i>Amore fuori sede</i>, arrivato direttamente dalle Madonie, ha saputo coniugare il sentimento universale dell&#8217;amore con la realtà quotidiana degli studenti fuori sede, sospesi tra la nostalgia per i propri territori e la vita universitaria lontano da casa.</p>
<p>Grande suggestione hanno suscitato <b>Gabriele Guercio ed Emanuele Reitano</b>, capaci di incantare il pubblico con l&#8217;inedito <i>Interrupted Tracks</i>, un pezzo strumentale dove il violino e la chitarra si fondono in un raffinato mix tra musica classica e jazz. Su una scia più introspettiva si è mosso <b>Satiro</b> (Ignazio Piccichè), il cui nome d’arte richiama il legame viscerale con la propria terra, quella del Satiro danzante di Mazara del Vallo; la sua canzone inedita <i>Una come te</i> è stata una performance struggente, una riflessione sulla ricerca costante di una donna già amata e perduta nelle altre donne incontrate.</p>
<p>L’ironia e il gioco dei contrasti sono stati invece i protagonisti della prova di <b>Martina Pannunzio e Gabriele Catalanotto</b>, che con l&#8217;inedito <i>Babele</i>  hanno esplorato l&#8217;incomunicabilità umana citando il mito biblico e l&#8217;incapacità di comprendersi.</p>
<p>Atmosfere diverse sono state evocate da <b>Ciro Farro e la sua band</b>, che con l&#8217;inedito <i>E fuori piove</i> ha riportato la sala alle sonorità calde del grande <em>cantautorato</em> italiano anni &#8217;80 e &#8217;90, mentre <b>Irene Bertè </b>e la sua band ha permesso al pubblico di rilassarsi grazie a una classe cristallina nella sua re-interpretazione di <i>Love is a losing game</i> di Amy Winehouse.</p>
<p>Il livello qualitativo è stato mantenuto altissimo anche durante le altre performance: dai suoni urbani di <b>Lyant</b> (Antonio Calandro) con il pezzo <i>TV</i> e il suo bitmaking. E ancora la tecnica vocale di<b> Röra e </b>il talento al pianoforte di <b><b>Francesco Giammanco</b></b> con il riarrangiamento di <i>All I Ask </i>di Adele.</p>
<p>Il livello dei finalisti è stato talmente alto da mettere in difficoltà la giuria tecnica per la scelta del vincitore. Per questo motivo, <b>Francesco Panasci</b> ha annunciato una novità: i video delle esibizioni saranno pubblicati online e sarà una <b>giuria esterna unita al voto popolare</b> a decretare chi vincerà la realizzazione di un videoclip professionale prodotto da Panastudio.</p>
<blockquote><p><i>&#8220;Il festival è nato dal nulla ma con grande impegno&#8221;</i> – ha dichiarato Francesco Panasci – <i>&#8220;Grazie alla Presidente dell&#8217;Ersu Palermo, Margherita Rizza, e al suo C. di A., al direttore ERSU Ernesto Bruno, al dirigente Ernesto Lupo e alla responsabile dell&#8217;Ufficio Cultura  Angela Piraino e al capo ufficio stampa Dario Matranga per aver accolto e avere contribuito a portare avanti questa sfida. Per me i giovani esibitisi stasera sono già tutti vincitori. Sono sicuro che l&#8217;ERSU WAVE  è destinato a lasciare il segno. Il mio impegno, al di là del Festival Ersu, considerato il livello e la serietà dei partecipanti è di agevolarli ed aiutarli a entrare nel mondo dello spettacolo.&#8221;</i></p></blockquote>
<p>La <strong>Dott.ssa Angela Piraino</strong> ha portato il saluto della presidente ERSU, Margherita Rizza, e del direttore Ernesto Bruno,  ricordando come tanti talenti artistici in passato sono partiti proprio dalla Residenza San Saverio.</p>
<p>Al di là della competizione, eventi come <b>ERSU Wave</b> rappresentano una risorsa vitale per il nostro territorio. Troppo spesso il talento dei giovani studenti palermitani rimane confinato tra le mura delle aule o nelle stanze delle residenze; iniziative di questo calibro hanno il merito di trasformare uno <em>studentato</em> in <em>incubatore</em> di cultura, offrendo ai ragazzi una ribalta vera e professionale. Oltre a contribuire alla socializzazione e alla creazione di un contesto universitario in cui gli studenti possono comprendere l&#8217;importanza di fare rete per crescere.</p>
<p>Far emergere queste eccellenze significa riconoscere che il mondo degli studenti di accademie, conservatori e università è un terreno fertile dove le passioni, se coltivate e supportate da istituzioni attente, possono trasformarsi in futuro e carriera. Dare spazio alla musica dei nostri giovani vuol dire scommettere sull’anima creativa del futuro del nostro Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>

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<a href='https://www.iostudionews.it/la-musica-accorcia-le-distanze-successo-della-finale-ersu-wave/img20251218223135/'><img width="250" height="250" src="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG20251218223135-250x250.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Ciro Farro e la sua band" /></a>
<a href='https://www.iostudionews.it/la-musica-accorcia-le-distanze-successo-della-finale-ersu-wave/img20251218224943/'><img width="250" height="250" src="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG20251218224943-250x250.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Dott. Angela Piraino" /></a>
<a href='https://www.iostudionews.it/la-musica-accorcia-le-distanze-successo-della-finale-ersu-wave/img20251218223923/'><img width="250" height="250" src="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG20251218223923-250x250.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="I giornalisti: Gabriella Di Carlo e Francesco Panasci" /></a>

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		<title>Il romanzo siciliano, &#8220;Dante in Sicilia&#8221;: un viaggio immersivo sette secoli dopo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 12:02:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Concluso con successo il ciclo dell’Ersu Festival &#8220;Il romanzo siciliano”  con l’ultimo appuntamento: 700 anni dopo Dante in Sicilia, un affascinante spettacolo-dialogo che ha portato idealmente il Sommo Poeta sull&#8217;Isola che non visitò mai, ma che descrisse con sorprendente maestria. L&#8217;evento, svoltosi martedì 2 dicembre, presso la Sala Schembri nella residenza universitaria Santi Romano, ha visto protagonisti &#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Concluso con successo il ciclo dell’Ersu Festival &#8220;<strong>Il romanzo siciliano”  </strong>con l’ultimo appuntamento: <strong>700 anni dopo Dante in Sicilia</strong>, un affascinante spettacolo-dialogo che ha portato idealmente il Sommo Poeta sull&#8217;Isola che non visitò mai, ma che descrisse con sorprendente maestria.</p>
<p>L&#8217;evento, svoltosi martedì 2 dicembre, presso la Sala Schembri nella residenza universitaria Santi Romano, ha visto protagonisti lo scrittore e giornalista <strong>Felice Cavallaro</strong> e lo scrittore, medico e attore <strong>Salvatore Nocera Bracco</strong>, in una <em>performance</em> che ha fuso storia, letteratura e attualità in un viaggio quasi immersivo e sensoriale.</p>
<p><a href="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG20251202112817.jpg"><img class=" wp-image-40041 alignleft" src="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG20251202112817-300x169.jpg" alt="IMG20251202112817" width="250" height="141" /></a></p>
<p>L&#8217;introduzione ha sùbito messo in luce l&#8217;aspetto fondamentale che Dante Alighieri stesso riconosceva e utilizzava il <strong>volgare siciliano</strong>, indicandolo come una delle basi della futura lingua italiana. Nonostante non abbia mai messo piede in Sicilia, Dante scrisse delle sue bellezze e dei suoi personaggi con tale vividezza da ispirare l&#8217;idea di questo progetto, volto a colmare idealmente l&#8217;assenza storica del Poeta sull&#8217;isola.</p>
<p>Lo spettacolo si è aperto con la sigla de &#8220;<strong>La strada degli scrittori</strong>&#8220;. Il cuore della performance è stato il racconto/dialogo &#8220;<strong>Dante in Sicilia</strong>&#8220;, in cui Nocera Bracco (nei panni di Dante) e Cavallaro (nella veste di Guida) hanno dato vita a una vera e propria &#8220;<strong>intervista impossibile</strong>&#8220;, animata da un tono ironico. La conversazione, alternata da intermezzi musicali in siciliano e supportata da slide evocative, ha spaziato tra passato e futuro, riflettendo su come siano cambiati i tempi e gli ambienti in Sicilia e nel mondo.</p>
<p><a href="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG20251202112537_01-Copia.jpg"><img class="size-medium wp-image-40044 alignleft" src="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG20251202112537_01-Copia-169x300.jpg" alt="IMG20251202112537_01 - Copia" width="169" height="300" /></a></p>
<p>Il dialogo ha condotto il pubblico in un viaggio ideale attraverso la Sicilia, toccando i luoghi che il Poeta conosceva solo attraverso la letteratura e la fama. L&#8217;itinerario ha spaziato dai leggendari punti di mare <strong>tra Scilla e Cariddi</strong> e dalle gloriose città d&#8217;arte come <strong>Agrigento</strong> e <strong>Siracusa</strong>, fino ai maestosi simboli naturali come l&#8217;<strong>Etna</strong> e alle aree ricche di miti dell&#8217;antica Grecia. Un&#8217;attenzione particolare è stata riservata ai fasti storici di <strong>Palazzo dei Normanni</strong> e alla figura di <strong>Federico II di Svevia</strong>, lo <em>Stupor mundi</em>, la cui corte fu culla della prima scuola poetica italiana.</p>
<p>L&#8217;esaltazione delle bellezze è stata alternata allo sgomento di fronte alla realtà contemporanea. Il confronto tra mito e attualità ha messo in luce il contrasto tra le acque un tempo cristalline e l&#8217;attuale polo petrolchimico di Siracusa, nonchè i luoghi mitologici come il <strong>lago di Pergusa</strong>, il cui eden  è oggi affiancato da un autodromo. Attraverso questi contrasti, la performance ha trasformato la bellezza storica in un pretesto per una riflessione pungente sulla <strong>necessità di studiare e tutelare il patrimonio siciliano</strong>.</p>
<p>L&#8217;evento si è concluso con l&#8217;intento di spronare un maggiore <strong>amore e tutela per la Trinacria</strong>.<br />
Lo spettacolo è stato un invito a riflettere su come la Sicilia possieda una bellezza spesso <strong>ignorata o non valorizzata</strong> dagli stessi abitanti.</p>
<p>Particolare attenzione è stata data ai <strong>giovani </strong>presenti all’evento, che hanno partecipato al dibattito finale esprimendo non solo i loro pensieri, ma anche le loro emozioni, trasformando l&#8217;opera di Dante – spesso percepita come un &#8220;mattone noioso&#8221; – in un capolavoro avvincente e pulsante di vita.</p>
<p><a href="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG20251202115835.jpg"><img class="wp-image-40045 alignleft" src="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG20251202115835-1024x576.jpg" alt="IMG20251202115835" width="314" height="177" /></a></p>
<p>A suggellare l&#8217;aspetto formativo dell&#8217;iniziativa, al termine del ciclo di tre incontri de &#8220;Il romanzo siciliano&#8221;, i partecipanti sono stati invitati a realizzare un <b>laboratorio finale </b>che prevede la produzione di brevi <b>podcast</b> in &#8220;perle&#8221; da <b>3 minuti</b>, per un totale di almeno tre episodi ispirati ai temi affrontati. I contributi verranno successivamente pubblicati sui canali ufficiali della <b>Strada degli Scrittori: <a href="https://www.stradadegliscrittori.com/">Sito web</a> ; <a href="https://www.youtube.com/@LaStradadegliScrittori">YouTube</a> ; <a href="https://www.facebook.com/stradadegliscrittori/?locale=it_IT">Facebook</a> ; <a href="https://www.instagram.com/stradadegliscrittori/">Instagram</a> .</b></p>
<p>Al termine, è stato donato al pubblico il libro che raccoglie il racconto messo in scena &#8220;<strong>700 anni dopo , Dante in Sicilia</strong>&#8221; di <strong>Felice Cavallaro</strong>, a suggellare questo tentativo di trasformare l&#8217;approccio al Poeta e ai suoi versi in un motore di coscienza e impegno civile.</p>
<p><a href="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2025/12/Progetto-senza-titolo-1-e1764757347673.png"><img class="alignnone wp-image-40048 size-large" src="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2025/12/Progetto-senza-titolo-1-e1764757347673-1024x732.png" alt="Progetto senza titolo (1)" width="618" height="442" /></a></p>
<p><strong>L’Associazione Strada degli Scrittori</strong></p>
<p>L’Associazione Strada degli Scrittori da otto anni, con patrocinio e partecipazione del Consiglio di Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana, del Consorzio Universitario Empedocle di Agrigento, del Mudia Agrigento, di Treccani Cultura, in collaborazione con la DMO Valle dei Templi, organizza annualmente un Master di Scrittura e vari corsi di specializzazione, per offrire una formazione di alta qualificazione a studenti universitari e delle scuole superiori, a docenti e professionisti, giornalisti, responsabili della comunicazione e aspiranti scrittori.</p>
<p>Le attività formative proposte saranno l’occasione per ripercorrere i luoghi siciliani che hanno visto nascere e produrre i grandi autori che hanno appassionato e formato intere generazioni. In un’area di circa 30 chilometri sono nati e si sono formati alcuni dei principali autori della letteratura del Novecento: il Premio Nobel Luigi Pirandello, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l’autore del Gattopardo, il romanzo più tradotto al mondo, Leonardo Sciascia, lo scrittore della ragione, Andrea Camilleri, l’autore del Commissario Montalbano, Antonio Russello, l’autore che Vittorini preferì al Gattopardo, Rosso di San Secondo e tanti altri.</p>
<p><img src="https://www.ersupalermo.it/wp-content/uploads/2025/11/strada-degli-scrittori-1.jpeg" alt="" /></p>
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		<title>Crisi dell&#8217;Istruzione, un dibattito a Palermo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 11:42:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Venerdì 5 dicembre l&#8217;EPYC ospita una tavola rotonda promossa dall&#8217;Istituto Gramsci Siciliano per discutere l&#8217;aziendalizzazione di scuole e università e cercare strade alternative per il diritto al sapere. L&#8217;iniziativa guarda in modo critico al processo in corso partendo dall&#8217;attuale scenario globale. Un contesto secondo gli organizzatori della tavola rotonda caratterizzato da una fitta rete di &#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdì 5 dicembre l&#8217;EPYC ospita una tavola rotonda promossa dall&#8217;Istituto Gramsci Siciliano per discutere l&#8217;aziendalizzazione di scuole e università e cercare strade alternative per il diritto al sapere.</strong></p>
<p>L&#8217;iniziativa guarda in modo critico al processo in corso partendo dall&#8217;attuale scenario globale. Un contesto secondo gli organizzatori della tavola rotonda caratterizzato da una fitta rete di crisi interdipendenti, ponendo il <strong>diritto all&#8217;istruzione</strong> sotto una pressione sempre maggiore.</p>
<p>Una chiave di lettura che vede i principi fondamentali del neoliberismo che stanno penetrando sempre più a fondo nel mondo della conoscenza: dall&#8217;<strong>aziendalizzazione</strong> degli istituti pubblici, allo <strong>sfruttamento</strong> del personale docente e non docente, fino alla crescita del settore privato nell&#8217;offerta formativa. Questi processi &#8211; è la base della discussione &#8211; non solo limitano l&#8217;accesso al sapere e minacciano la <strong>libertà accademica</strong>, ma acuiscono anche le disuguaglianze sociali.</p>
<p>Per analizzare queste dinamiche e proporre percorsi concreti di rinnovamento, l&#8217;<strong>Istituto Gramsci Siciliano</strong> e <strong>The Alternatives Project (TAP)</strong>, con il supporto dell&#8217;<strong>EPYC &#8211; European Palermo Youth Centre</strong>, hanno organizzato l&#8217;incontro e assemblea pubblica dal titolo <strong>&#8220;Alternative all&#8217;Istruzione Neoliberale&#8221;</strong>.</p>
<p>L&#8217;evento si terrà <strong>venerdì 5 dicembre 2025</strong>, con inizio alle <strong>ore 18:30</strong>, presso la sede dell&#8217;EPYC, in <strong>Via Pignatelli Aragona, 42 a Palermo</strong>.</p>
<p>Il dibattito è concepito come un confronto aperto, destinato a esplorare una vasta gamma di soluzioni: dalle riforme nei contesti educativi formali alle pratiche innovative che emergono &#8220;dal basso&#8221; sul territorio palermitano. L&#8217;obiettivo è offrire una visione completa sulle alternative percorribili, che coprano le esigenze che vanno dalla prima infanzia all&#8217;università e al tema della ricerca precaria.</p>
<p>Alla discussione parteciperanno esperti che hanno approfondito la questione a livello nazionale e internazionale. Si confronteranno <strong>Lorenzo Zamponi</strong> (Scuola Normale Superiore e <em>Jacobin Italia</em>), <strong>Paola Maggio</strong> (Università degli Studi di Palermo, nota per il suo ruolo di Delegata per i rapporti con gli Istituti penitenziari) e diverse <strong>Associazioni e realtà educative dal basso della città</strong>.</p>
<p>I lavori saranno introdotti e moderati da <strong>Giuseppe Lipari</strong> (Scuola Normale Superiore e The Alternatives Project), il quale, al pari degli altri relatori, ha contribuito con recenti studi alla riflessione su questa tematica cruciale.</p>
<p><a href="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-02-at-12.48.55.jpeg"><img class="aligncenter size-large wp-image-40055" src="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-02-at-12.48.55-819x1024.jpeg" alt="WhatsApp Image 2025-12-02 at 12.48.55" width="618" height="773" /></a></p>
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		<title>“Metti in pausa il 5G“: una campagna contro lo stress da eccesso di informazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Sep 2019 06:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La vita moderna, si sa, è colma di fonti di stress. La rincorsa alle nuove tecnologie poi è sempre più frenetica e travolgente e sta culminando nella controversa installazione e sperimentazione di sempre più apparati e applicazioni per le reti 5G. Un aspetto delle nostre esistenze che ha dato vita ad una ricerca specifica sulle fonti &#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">La vita moderna, si sa, è colma di fonti di stress. La <b>rincorsa alle nuove tecnologie poi è sempre più frenetica e travolgente</b> e sta culminando nella controversa installazione e sperimentazione di sempre più apparati e applicazioni per le reti 5G. Un aspetto delle nostre esistenze che ha dato vita ad una <b>ricerca specifica sulle fonti di stress della vita moderna,</b> curata dall’<b>associazione “Amore con il Mondo”</b>.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">La ricerca è stata curata da <b>Paolo Goglio</b>, presidente dell’associazione, che da oltre 10 anni si è dedicato ad un progetto di comunicazione <b>monitorando il comportamento sociale che deriva dal flusso di informazioni mediatiche</b>, per il quale ha già realizzato numerosi reportage, conferenze, libri di saggistica sociale e documentari televisivi e cinematografici.</span></p>
<p class="p5"><strong><span class="s1">IL PESO DELLA PRESSIONE MEDIATICA</span></strong></p>
<p class="p5"><span class="s1">La ricerca ha evidenziato che la sola affissione stradale ci porta a ricevere messaggi condizionanti con una frequenza che supera i 3.000 input/giorno e sono posizionati ovunque, ai semafori e agli incroci, nei punti di maggiore affluenza, stazioni, fermate dei bus e aeroporti, sempre più grandi, accattivanti e aggressivi.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">E’ un bombardamento che supera le <b>5.000 unità input/giorno</b> considerando che, qualunque cosa facciamo e ovunque ci troviamo, riceviamo questo mitragliamento<b> feroce e costante di messaggi da televisioni e monitor posizionati ovunque ormai.</b></span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Le stesse vetrine dei negozi invitano ad acquisti che sollecitano costantemente la <b>percezione di avere sempre desiderio e bisogno di qualcosa</b>, depliant e volantini ovunque, persone che cercano in ogni modo di catturare la nostra attenzione per vendere prodotti e servizi e per completare il quadro ora non esiste più neppure un minuscolo rifugio, un’isola che ci consenta di avere quel momento di pace per dedicare un istante a noi stessi, vedere la realtà che ci circonda, rapportarci alla vita e all’essere.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">“L’avvento della <b>telefonia mobile</b> ha posto la pietra tombale su questa triste realtà, e <b>ha saturato ogni restante minuscolo spazio</b> <b>di vita</b> rimasto, portando questi input su un piano talmente elevato da deformare completamente la nostra vita. <b>La nostra percezione della realtà, le nostre esigenze, i gusti e le abitudini sono deformate</b>, non c’è quasi più nulla di autentico e l’invadenza dei call center e della <b>profilazione</b> ai fini di advertising ha trasformato la nostra vita in un frenetico e logorante percorso di astrazione” spiega Paolo Goglio, presidente dell’associazione “<a href="https://www.amoreconilmondo.com/"><span class="s6">Amore con il mondo</span></a>” (www.amoreconilmondo.com).</span></p>
<p class="p5"><strong><span class="s1">L’AUMENTO DELLO STRESS</span></strong></p>
<p class="p5"><span class="s1">“Il problema è che anziché combattere lo stress abbiamo creato strumenti per aumentarlo sempre di più, la visione è evidente soprattutto nelle città dove tutti sono conformati in uno spazio grande come il display del proprio smartphone, camminano assenti dal mondo esterno, lo consultano centinaia di volte al giorno, spesso compulsivamente e senza bisogno alcuno, le notifiche arrivano a centinaia” continua Goglio.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">La ricerca evidenzia che inoltre che mentre da una parte si grida il proprio diritto alla privacy dall’altra <b>si postano immagini della propria vita familiare</b>, dei propri momenti e dei propri spazi su piattaforme social visibili da tutti in tutto il mondo. Ogni cosa che mangiamo, ogni abito che indossiamo e ogni luogo che visitiamo non è più visto per quello che è ma sempre e solamente attraverso il mirino della <b>fotocamera che inquadra e condivide ogni momento</b> per ricevere quella inutile gratificazione sotto forma di like, smile e cuoricini vari. Il malessere che ne deriva alimenta i casi di depressione che oggi è la seconda causa di disabilità dopo le malattie cardiovascolari</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">“Io non sono contrario alla tecnologia e meno che mai al progresso ma proprio perché opero nel campo della comunicazione da molti decenni ho fatto numerosi e approfonditi studi sul rapporto tra le tecnologia e la felicità, intesa come benessere interiore ed esteriore sia sul piano individuale che della società in genere. Il quadro che ne deriva è molto allarmante, c’è una profonda sensazione di malessere diffusa ad ogni livello, la domanda che mi viene posta più volte è ‘Ma come è possibile essere felici con tutto quello che succede, ma vi rendete conto in che mondo viviamo?’ e magari quella persona è sulla sponda di un lago con un cagnolino che gioca e una figlia sorridente, ma è incapace di vedere tutto questo, asfissiato e accecato dal peso ormai abnorme di informazioni negative che riceve su tutti i fronti”.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Un problema che secondo la ricerca di “Amore nel Mondo” onlus in Italia ne è <b>colpito 12,5% degli italiani</b>. Cifra che secondo alcuni studiosi è anche ottimista rispetto ai reali danni che l’abuso delle nuove tecnologie stanno provocando</span></p>
<p class="p5"><strong><span class="s1">LA CONVIVENZA CON LE TECNOLOGIE</span></strong></p>
<p class="p5"><span class="s1">Qui non si tratta di contrastare l’aspetto tecnologico, ma di osservare con estrema attenzione quello che sta avvenendo perché il peso che ciascuno di noi è chiamato a sostenere è enorme e lo stress che ne deriva è insostenibile, non c’è e non ci sarà mai tempo per sé stessi, si parla di essere sempre connessi.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">“<b>Quando siamo veramente connessi a noi stessi e alle nostre vite?</b> Quando avremo tempo per accorgerci di questo grande inganno che sta fagocitando il nostro tempo? <b>Passiamo anche 4 ore al giorno sui social</b> per non parlare delle <b>ore passate sul divano a ricevere condizionamenti dalla Tv</b> e la conseguenza è che non c’è mai tempo. Molti parlano rapidamente come se avessero bisogno di guadagnare tempo, in realtà sono talmente stressati da questa morsa distruttiva che per fare una telefonata di 2 minuti ne occorrono 10 e magari ripetono 3-4 volte le stesse cose” spiega ancora il presidente dell’associazione Paolo Goglio.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Ecco perché<b> l’avvento di nuove, ulteriori tecnologie per aumentare la potenza e la portata del volume di input/giorno</b> può essere oggetto di discussioni sulle conseguenze dei danni alla salute fisica o all’ambiente ma <b>non può assolutamente essere sottovalutata</b> né discussa sul piano del benessere individuale e sociale.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">La soglia è già abbondantemente superata con l’avvento di milioni di applicazioni, memorie sempre più veloci e capienti, processori sempre più veloci, display sempre più definiti e batterie sempre più potenti.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">“<b>Con il passaggio al 5G tutto questo si moltiplicherà</b> <b>esponenzialmente</b> e se da una parte è doveroso prestare ascolto alle numerose voci che allertano sui possibili rischi che milioni di antenne inevitabilmente porteranno con la relativa overdose di emissioni elettromagnetiche e i conseguenti rischi di danno biologico, dall’altra è necessario, anche solo per un istante, fare una pausa” commenta ancora Goglio.</span></p>
<p class="p5"><strong><span class="s1">L’IMPORTANZA DI FARE UNA PAUSA</span></strong></p>
<p class="p5"><span class="s1">E’ proprio la pausa il vero segreto per provare a riflettere. Se non c’è mai tempo per farlo è chiaro che tutto andrà sempre e solamente in una sola direzione e saremo sempre più sommersi dalla tecnologia.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Basti pensare che in Finlandia stanno già sperimentando il 6g. Dal punto di vista strettamente tecnologico il progresso è semplicemente stupefacente, ma<b> esiste un progresso dell’umanità</b>,<b> un progresso sociale, un progresso individuale</b> che Goglio invita a prendere coscienza.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">“Mi rivolgo a tutti, enti e comuni, associazioni, attivisti e inattivisti, e<b> invito tutti a prendersi una pausa da questo incessante frenetismo tecnologico</b>. E’ orribile, lo so, fermarsi un solo istante. Ma proprio in quell’attimo potrebbe scattare un clic interiore che ci porta ad una semplice consapevolezza: <b>noi siamo vivi e la nostra unica risorsa è il tempo</b>, siamo veramente liberi di investirlo come desideriamo o siamo piuttosto caduti in una specie di frullatore dell’umanità dove la tecnologia è diventata talmente affascinante, divertente e potente da impedirci di avere quell’attimo di connessione con la realtà creata e non solamente con la realtà costruita?” si chiede Paolo Goglio.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Ogni volta che qualcuno dice di sì c’è sempre qualcuno che dice di no, favorevoli e contrari esistono ad ogni livello e per qualunque tematica, qui non si tratta di contrastare nulla e nessuno ma semplicemente di <b>fare una piccola pausa e osservare, ascoltare le cose su un piano diverso</b>, affidarsi al buon senso, alla propria voce interiore, provare a connettersi non solo alle radiofrequenze ma anche ai propri sentimenti, alle proprie emozioni, al proprio cuore, immaginare anche solamente un attimo di vivere una sensazione di pace.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Chi siamo, cosa siamo, cosa abbiamo fatto, chi siamo stati, cosa abbiamo dato, ricevuto, cosa abbiamo sentito, cosa abbiamo donato, che cosa abbiamo dato in cambio di questo grande dono di vita?</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">“L’abbiamo sprecata girando una manovella per tutta la vita, a sederci sul divano per ingannare il tempo, a usare dei passatempi perché il tempo non passa e quando non passa ci annoiamo e quella noia è la drammatica testimonianza che non siamo capaci di sentire la linfa vitale che scorre in noi e che ci chiama ad essere parte di un sistema talmente grande e potente. Così bello che è veramente impossibile pensare che possa esistere artificialmente in un televisore o dentro un telefono, qualcosa in grado di sostituire le nostre emozioni”.</span></p>
<p class="p5"><strong><span class="s1">UN FILM DEVOLUTO ALLA CAUSA</span></strong></p>
<p class="p5"><span class="s1">A dicembre 2018 Paolo Goglio ha presentato al <b>cinema Anteo di Milano</b> un film intitolato “<b>CLIC – 10 giorni guidato dal vento</b>“, una autentica impresa cinematografica già entrata nella storia del cinema dalla porta principale, per essere stato il primo SELFIEFILM della storia del cinema, in quanto  realizzato, prodotto e interpretato da una sola persona.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">“Inizialmente &#8211; afferma Paolo Goglio &#8211; ho riservato questa mia opera alla piccola distribuzione e ai circuiti cinematografici indipendenti, ho riscosso numerosi consensi e ora ho piacere di dedicarlo ad una causa che considero di vitale importanza per il benessere individuale e sociale. Non si tratta di dire SI o NO, di dire basta, ancora, stop. <b>E’ sufficiente una pausa, solamente questo</b>: non abbiamo nessun reale bisogno di connettere il frigorifero o il forno a microonde, le lampadine e gli elettrodomestici, non abbiamo bisogno di una realtà virtuale. Il vero paradosso è che<b> quanto più pensiamo di creare una realtà aumentata e quanto più ci ritroviamo in una realtà diminuita</b>“.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Se facciamo un attimo di pausa potremo accorgercene e magari risvegliarci, come da un sogno sgradito, scoprire che il grande spazio della vita, quella reale, è l’unico vero spazio a cui connetterci per giungere a livelli maggiori di benessere e di felicità.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">“Invito chiunque stia operando per <b>sensibilizzare</b> non solo all’<b>uso sconsiderato delle tecnologie</b> ma chiunque sia attivo sul piano sociale, educativo, didattico o formativo a contattarmi tramite il sito web dell’associazione <a href="https://www.amoreconilmondo.com/"><span class="s6">www.amoreconilmondo.com</span></a> o alla mail paologoglio@gmail.com, per <b>ricevere gratuitamente una copia del film ‘CLIC – 10 giorni guidato dal vento’</b> con nulla osta per la proiezione in pubblico&#8221;conclude Paolo Goglio.</span></p>
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		<title>La vita in Sicilia al tempo dei Borbone</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Jul 2019 06:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dario.matranga]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[#ErsuCultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[borboni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano basile]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Come si viveva in Sicilia al tempo dei Borbone? Gaetano Basile, col suo stile sapientemente arguto e con grande ricchezza di dettagli poco noti o del tutto originali, si spinge ben al di là della storia tramandata. L&#8217;occasione per conoscere il pensiero di Basile sul tema si presenta giovedì 8 agosto, alle ore 21,30, presso &#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Come si viveva in Sicilia al tempo dei Borbone?</p>
<p>Gaetano Basile, col suo stile sapientemente arguto e con grande ricchezza di dettagli poco noti o del tutto originali, si spinge ben al di là della storia tramandata. L&#8217;occasione per conoscere il pensiero di Basile sul tema si presenta giovedì 8 agosto, alle ore 21,30, presso l&#8217;Associazione culturale Museo vivente di Custonaci (TP).</p>
<p>L&#8217;evento si svolge nell&#8217;ambito della rassegna “<strong>Un Borgo di Libri ed Autori – Letture sotto le Stelle</strong>”.</p>
<p>L&#8217;ultimo libro di <strong>Gaetano Basile</strong>, <strong>&#8220;La vita in Sicilia al tempo dei Borbone&#8221;</strong>, è arricchito dalle illustrazioni di <strong>Giuliana Flavia Cangelosi, ed è </strong>edito da <strong>Dario Flaccovio. </strong></p>
<p>Converserà insieme all&#8217;autore <strong>Valentina Pipitone </strong>del Centro studi Dino Grammatico.</p>
<p><em>L&#8217;autore </em>con grande ricchezza di particolari e dettagli poco noti o sconosciuti ai più, si spinge ben al di là della storia tramandata. Narrando i fatti come in presa diretta, guida il lettore alla scoperta di vizi e virtù, verità e <em>fake news </em>di una monarchia che, nel bene e nel male, ha lasciato il segno su tanti aspetti della vita quotidiana e ha profondamente inciso sull’architettura, la cucina, le consuetudini giornaliere e la storia stessa della Sicilia.</p>
<p><u><strong>Gaetano Basile.</strong></u> palermitano, giornalista, scrittore, autore televisivo e teatrale, nonché enogastronomo appassionato e narratore avvincente. Sa parlare alla memoria e al cuore della gente prescindendo da stereotipi e luoghi comuni. Profondo studioso della storia dei cibi tipici isolani, è accademico onorario dell’Accademia Italiana della Cucina e membro del Comitato studi sulla cucina siciliana. È anche maître ad honorem dell’Associazione dei Maîtres Italiani AMIRA. Nel 2011 è stato premiato dall’Associazione della Stampa Estera in Italia come “Miglior divulgatore culturale della gastronomia italiana”</p>
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<p><iframe width="618" height="348" src="https://www.youtube.com/embed/iI0QzGGaqA0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Attivato il Portale Cultura di Ersu Palermo</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2019 06:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dario.matranga]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[#ErsuCultura]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca San Saverio]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[ERSU Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Portale Cultura dell’ERSU Palermo è “dinamico”</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato attivato il Portale Cultura dell’Ersu di Palermo, raggiungibile al seguente <span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a style="color: #ff0000; text-decoration: underline;" href="https://www.ersupalermo.gov.it/portale_cultura/">link</a>. </span></strong></span></p>
<p>Obiettivo dell&#8217;Ente è quello di rendere disponibile e valorizzare il consistente patrimonio culturale siciliano e di favorire la formazione culturale degli studenti universitari, svolgendo delle azioni concrete e attuando iniziative che hanno inevitabili ricadute su tutta la comunità universitaria prima e sulla cittadinanza poi.</p>
<p>All’interno del portale è stata creata un’apposita sezione denominata “Biblioteca digitale”, comprendente il sottomenù <strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a style="color: #ff0000; text-decoration: underline;" href="https://www.ersupalermo.gov.it/portale_cultura/index.php/residenza-universitaria-san-saverio">“Biblioteca Residenza Universitaria San Saverio”</a>,</span></span></strong> attraverso il quale è possibile consultare il patrimonio librario disponibile nella biblioteca della Residenza Universitaria San Saverio.</p>
<p>Notevole è stato il lavoro, svolto soprattutto in quest’ultimo periodo, di aggiornamento informatico dei cataloghi e la classificazione del suddetto patrimonio, attraverso l’utilizzo di “Alexandria Book Library” (componente di Joomla per gestire una libreria personale, ma anche una biblioteca, completamente gratuito e open source).</p>
<p>Il Portale Cultura dell’ERSU Palermo è “dinamico”, in continuo aggiornamento.</p>
<p>La biblioteca dell&#8217;E.R.S.U., fondata nel 1972, si trova presso la residenza universitaria San Saverio, in via G. di Cristina, 7; vi si possono trovare oltre 15mila testi su varie discipline: particolarmente curata è la sezione filosofica e quella che riguarda lʼarchitettura, ma vi sono anche numerosi testi di diritto, di medicina, un&#8217;importante sezione dedicata alla storia e alla letteratura italiana e straniera, ma anche tanti testi a carattere sia generale che specialistico. Tra i testi enciclopedici a carattere generale sono da segnalare lʼenciclopedia italiana (Treccani), quella di ingegneria, di medicina, lʼenciclopedia europea, del diritto (recentemente aggiornate) e altre pubblicazioni utili alla consultazione, oltre naturalmente a opere di saggistica, di letteratura, dizionari delle più importanti lingue, e vari e importanti testi che sono stati recentemente acquistati su segnalazione degli studenti.</p>
<p>La biblioteca è dotata anche di una sala di lettura e di consultazione dei testi, cui si può accedere tutti i giorni, escluso il sabato e la domenica, dalle ore 9 alle ore 13.</p>
<p>In sala lettura sono a disposizione degli studenti anche edizioni di anni passati di alcune prestigiose riviste mensili di filosofia come Micromega o di geopolitica come Limes, oltre a quelle di architettura Domus, Casabella e Arredare. La ricerca lei libri può essere fatta per titolo o per autore, ma presto l&#8217;Ersu sarà in grado di aggiungere altri parametri. E&#8217; previsto il servizio di prestito librario. Il prestito avviene in maniera semplice, basta compilare un modello che si trova in biblioteca, dove si può essere assistiti dal personale che è a disposizione degli studenti.</p>
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		<title>Alla ricerca della città ideale: impresa, cultura e territorio. Venerdì 31 maggio la premiazione</title>
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		<pubDate>Thu, 30 May 2019 17:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dario.matranga]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[#ErsuCultura]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[#ande]]></category>
		<category><![CDATA[#andepalermo]]></category>
		<category><![CDATA[città ideale]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un progetto Ande sulla città ideale: impresa, cultura e territorio</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’Associazione <strong>ANDE Palermo</strong>, fondata nel 1948 e sempre attenta ai temi della formazione di una coscienza civile, si è rivolta agli studenti degli istituti superiori palermitani di indirizzi diversi, proponendo un percorso di approfondimento su temi di attualità nell’esercizio di una cittadinanza consapevole e attiva.</p>
<p>In riferimento alle linee programmatiche del <strong>72° Convegno Nazionale delle donne elettrìci</strong>, tenutosi ad Ancona nel mese di ottobre 2018, l&#8217;Associazione ANDE si è  proposta di offrire agli studenti un’occasione di dibattito e riflessione sulla struttura della città ideale quale spazio politico, sociale ed economico, sede attiva e passiva dello sviluppo del territorio e della sua comunità.</p>
<p>Nel contesto storico di oggi dove la società è in continua trasformazione e la tecnologia diventa sempre di più una componente importante delle nuove forme di organizzazione sociale e produttiva, è importante che ciascuno si chieda “qual è la nostra idea di <em>città ideale</em>?”.</p>
<p>Tanti i docenti  intervenuti come relatori nelle scuole in qualità di esperti sulle tematiche oggetto del Progetto tra cui: <strong>Maria Luisa Germanà</strong> &#8211; ordinario di Design e Progettazione Tecnologica dell&#8217;Architettura nell&#8217;Università degli Studi di Palermo; <strong>Angela Alessandra Badami </strong>– docente di Urbanistica presso il dipartimento di Architettura dell&#8217;Università degli Studi di Palermo;<strong> Francesca Rizzuto</strong> – docente di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi nell&#8217;Università degli Studi di Palermo; <strong>Salvatore Muscolino</strong> – ricercatore di Filosofia Politica nell&#8217;Università degli Studi di Palermo; <strong>Maria Giambruno</strong> &#8211; giornalista, fondatrice del Centro commerciale naturale “Piazza Marina &amp; Dintorni”; <strong>Pietro Muratore </strong>– presidente ALAB (Associazione Liberi Artigiani -Artisti Balarm); <strong>Francesco Puccio</strong> – docente di Lettere.</p>
<p>Presenti agli eventi anche tanti <strong>dirigenti scolastici: </strong>del <strong>Liceo Classico Statale &#8221; G. Meli&#8221;</strong>, del <strong>Liceo Scientifico Statale “G. Galilei”</strong>, del <strong>Liceo Artistico Statale “V. Ragusa – O. Kyohara”</strong>, dell<strong>&#8216;IIS “Francesco Ferrara”. </strong></p>
<p>Diversi i docenti che hanno assicurato la loro partecipazione: Gabriella Ammendola, Eliana Candura, Maria Gabriella Cannata – Liceo Classico Statale &#8220;Giovanni Meli&#8221;; Elisa La Scala<em> &#8211;</em> Liceo Scientifico Statale “Galileo Galilei”; Rosalba Bonomo, Diana Cammareri, Mario Di Sclafani &#8211; Liceo Artistico Statale “V. Ragusa – O. Kyohara”; Rosa Maria Barreca &#8211; IIS “Francesco Ferrara”.</p>
<p>L&#8217;iniziativa ha anche il patrocinio della <strong>Scuola Politecnica dell&#8217;Università degli Studi di Palermo</strong> presieduta da <strong>Maurizio Carta</strong>.</p>
<p><strong><em>L&#8217;Associazione ALAB</em></strong> partner del progetto e <strong><em> Palermo CitySightseeing S.r.l. </em></strong> hanno offerto alcuni dei premi che saranno assegnati agli studenti più meritevoli insieme ai libri tradizionalmente donati dall&#8217;Ande Palermo.</p>
<p><u>La Commissione Scuola dell&#8217;Ande Palermo che ha lavorato per l&#8217;organizzazione è composta da</u>: Maria Lucia Aliffi, Marianna Amato, Silvana Badami, Paola Catania, Marta Cianciolo, Alessandra Criscuoli, Angela Piraino, Paola Romano.</p>
<p><em> </em></p>
<p><u></u><strong><em><u>Il Programma della giornata</u></em></strong></p>
<p><strong><u>ore 9.00 &#8211; Apertura </u></strong></p>
<p><strong><u>ore 9.30 &#8211; Indirizzi di saluto</u></strong></p>
<p><strong>Alessandra Angela Badami</strong> – Scuola Politecnica dell&#8217;Università degli Studi di Palermo</p>
<p>Giovanna Marano – Assessora a Scuola, Lavoro, Sanità, Giovani, Parità di genere, del Comune di Palermo</p>
<p>Matilde Todaro &#8211; Presidente Ande Palermo</p>
<p><strong><u>ore 10.00 &#8211; Interventi</u></strong></p>
<p>Silvana Badami &#8211; Consigliera Segretaria Ande Palermo</p>
<p><strong>Maria Luisa Germanà, Maria Giambruno, </strong><strong>Pietro Muratore</strong> <strong>– Docenti ed esperti intervenuti nelle Scuole nell&#8217;ambito del Progetto</strong></p>
<p><strong><u>ore 10.30 – Relazioni</u></strong><br />
<strong><em>Un&#8217;esperienza di rigenerazione urbana partecipata: il Lab Sperone Children </em></strong></p>
<p><strong>Fabio Giambrone – Vice Sindaco della Città di Palermo</strong></p>
<p><strong>Antonella Di Bartolo – Dirigente Scolastico dell&#8217;ICS “Sperone-Pertini” di Palermo </strong></p>
<p><strong>Gabriella Pantalena – Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Palermo </strong></p>
<p><em>Coordina Paola Catania – Consigliera Nazionale A.N.D.E.</em></p>
<p><strong><u>ore 11.15 – Premiazione</u></strong></p>
<p><strong>I migliori lavori svolti dagli studenti, selezionati dalla Commissione Scuola dell&#8217;Ande Palermo, saranno premiati con attestati di merito.</strong></p>
<p><strong>A tutti gli studenti partecipanti con un elaborato saranno consegnati attestati di partecipazione. </strong></p>
<p><strong><u>Ore 12.00 &#8211; Chiusura</u></strong></p>
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		<title>Arriva &#8220;Clic&#8221;, la riscossa degli In-influencer</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2018 06:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[#Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#diritti]]></category>
		<category><![CDATA[#spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[#telefonia]]></category>
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		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Non sono molti eppure condizionano moltissimi discepoli, milioni e milioni di fans che passano intere giornate a condividere, taggare, commentare e soprattutto imitare i guru della comunicazione trash, del gossip...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.iostudionews.it/26308-2/">Arriva &#8220;Clic&#8221;, la riscossa degli In-influencer</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.iostudionews.it">Iostudio</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<header class="post-header cf">
<div class="featured"></div>
<div class="heading cf">
<p>Sono <strong> i divi del momento</strong>, i personaggi sociali che hanno acquistato non solamente una grande visibilità, ma soprattutto la capacità e il potere di determinare abitudini, mode e tendenze, influenzando <strong>i fedelissimi pronti a indossare il loro abito, deodorarsi con il loro parfum</strong>, mangiare le stesse cose scimmiottandoli in tutto e per tutto.</p>
</div>
</header>
<div class="post-container cf">
<div class="post-content-right">
<div class="post-content description ">
<p>Uno dei prodotti di punta di questa società priva di carattere e personalità, bisognosa di affidarsi ad un apostolo qualunque pur di <strong>idolatrare</strong> qualcuno in grado di indicargli uno stile di vita o un trend da seguire: sono loro, gli <strong>influencer</strong>.</p>
<p><strong>Non sono molti eppure condizionano moltissimi discepoli</strong>,<strong> milioni e milioni di fans</strong> che passano intere giornate a condividere, taggare, commentare e soprattutto imitare questi guru della comunicazione trash, del gossip, una ennesima ondata di cultura, a volte spazzatura.</p>
<p>Ma adesso è giunto il momento degli <b>In-Influencer </b>e non sono pochi, non sono uno o qualcuno ma sono milioni, forse miliardi.</p>
<p><strong>Passano la vita a postare di tutto</strong>, dalle polpettine al caffè, dal battesimo al 50mo di matrimonio, fotografano e commentano ogni istante della loro vita per ricevere 15-20 likes, un paio di commenti e condivisioni e, pur di far salire l’ago della bilancia del loro peso sociale, sono <strong>disposti a svendere la propria privacy</strong> <strong>e la la loro stessa vita</strong> per concedere la propria amicizia a perfetti sconosciuti condividendo con loro tutti i propri dati personali, interessi, amicizie, luoghi, ricorrenze e gusti, sogni e desideri, pensieri e vacanze <strong>pur di ricevere qualche faccina o qualche ditino alzato di consenso</strong>.</p>
<p><i>“E allora fuori! Fuori dall’anonimato, fuori dall’infelicità che attanaglia e morde bruciante quando vediamo che la nostra meravigliosa foto che ci è costata tempo, amore e sacrificio ha ricevuto solamente un paio di like dai fedelissimi del nostro profilo, quelli che non perdono un colpo e mitragliano like ovunque. È fantastico, è giunto il nostro momento. Siamo noi il tutto, siamo noi la società social, siamo noiiiii!”</i></p>
<p>È questa la premessa, purtroppo gravemente realistica, che introduce una delle principali tematiche di <a class="external" href="http://www.filmclic.it/" target="_blank" rel="nofollow">CLIC</a> (www.filmclic.it), l’ultimo<strong> film realizzato da </strong><b>Paolo Goglio</b>, che presto sarà presentato in anteprima al <b>cinema Anteo di Milano</b>.</p>
<p>“<i>Io stesso sono un In-Influencer, ossia uno di quegli indomabili sognatori che non influenza nessuno. Non ho nessun potere di persuasione perchè la mia pagina è vista da una 40ina di persone e i like che ricevono i miei post sono sempre al massimo 4-5 dalle stesse amicizie”. </i></p>
<p>Così <strong>Paolo Goglio, regista e interprete del film CLIC</strong>, illustra questo innovativo, divertente e significativo fenomeno.</p>
<p><i>“Qui non si tratta di avere un popolo di followers ma di essere autentici, liberi e sinceri, puri e disinteressati. Il resto no, si è venuta a determinare una ennesima fenomenologia di massa dove come sempre la manipolazione della propria personalità, dei propri pensieri e delle proprie azioni è integralmente falsa e manipolata per l’interesse di un tornaconto economico che altera il profilo per postare solamente quello che, scientificamente studiato, rende di più”.</i></p>
<p><strong>AUTENTICITA’ vs FALSITA’</strong></p>
<p><i>“Non c’è confronto, gli In-Influencer sono in tutto e per tutto la nuova tendenza, la nuova moda, così trendy, così smart, così poco innovativi da esserlo più che mai”.</i></p>
<p>In un mondo governato dal denaro dove tutto viene condiviso, valutato e calcolato, <b>CLIC </b>affronta con uno stile inedito tematiche molto attuali quali la crisi degli imprenditori distrutti dalle banche, la <strong>ricerca di valori autentici e profondi</strong>, l’asfissiante conquista di uno spazio nella società virtuale che ci assenta definitivamente da quello che dovrebbe essere il nostro spazio più autentico: quello della presenza.</p>
<p>Annunciato ai primi del 2018 come il <b>primo progetto di Movie Sharing</b><strong> ossia un film realizzato senza budget economici</strong>, contratti, mezzi e strumenti, con la partecipazione di un gruppo di volontari animati solamente dal desiderio di ribaltare le leggi del mercato <b>corrotto e influenzato</b> per trasmettere di qualcosa di nuovo in un modo nuovo. La sfida alla comunicazione di tipo trash, ai cinepanettoni, al gossip e agli stessi strumenti social che, per paradosso di sceneggiatura, sono l’asse portante della trama di CLIC.</p>
<p>Prodotto dalla ‘<b>Associazione Amore con il Mondo’</b>, con un cast di soli otto attori e colonna sonora royaltyfree, <strong>CLIC</strong> è un film della durata di 82 minuti e si posiziona come una boa velica intorno a cui svoltare per intraprendere una nuova rotta, una direzione diversa.</p>
<p>“<i>E’ un concept, un film sperimentale e come tale non possiamo sapere se il nostro messaggio sarà ricevuto”</i>conclude l’<strong>autore Paolo Goglio</strong>. “<i>Presto inviteremo al cinema Anteo di Milano gli addetti ai lavori: produttori, distributori, giornalisti, attori e operatori per unire le forze e tentare la distribuzione nazionale e in seguito quella televisiva. Con una buona casa di produzione allineata con le nostre tecniche di comunicazione potremo sicuramente dare vita a nuovi film, documentari e serie TV” </i>conclude il regista Paolo Goglio.</p>
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<p><iframe id="fitvid539434" class="youtube-player" src="https://www.youtube.com/embed/6uOdfRzqBjk?version=3&amp;rel=1&amp;fs=1&amp;autohide=2&amp;showsearch=0&amp;showinfo=1&amp;iv_load_policy=1&amp;wmode=transparent" width="300" height="150" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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<p>Per saperne di più:  <a class="external" href="https://www.filmclic.it/" target="_blank" rel="noopener nofollow">www.filmclic.it</a> e la visione del trailer su Youtube al link <a class="external" href="https://youtu.be/6uOdfRzqBjk" target="_blank" rel="nofollow">https://youtu.be/6uOdfRzqBjk</a>.</p>
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		<title>Scienza, arte e cultura nella Sicilia arabo-normanna, un convegno a Palermo</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 06:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dario.matranga]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[#ErsuCultura]]></category>
		<category><![CDATA[#arte]]></category>
		<category><![CDATA[#scienza]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia arabo-normanna]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Scienza, arte e cultura nella Sicilia arabo-normanna, un convegno internazionale a Palermo</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>Officina di studi medievali</strong> insieme all&#8217;associazione <strong>INCONTEMPORANEA ARTE ATTIVA</strong> e all&#8217;<strong>Università di Messina</strong>, con i patrocini dell&#8217;<strong>Università Complutense di Madrid</strong>, l&#8217;<strong>Università degli studi di Palermo</strong> e l&#8217;<strong>Ordine degli architetti della provincia di Palermo,</strong> organizza per i giorni 9 e 10 novembre 2018, a Palazzo Comitini (via Maqueda, 100 a Palermo), un convegno dal titolo &#8220;<strong>Scienza, arte e cultura nella Sicilia arabo normanna</strong>&#8220;.</p>
<p>Saranno presenti relatori provenienti dalle università di Madrid, Palermo, Messina e Catania.</p>
<p>Il tema verrà affrontato in maniera particolare trattando anche argomenti poco usuali, come le tecnologie dell&#8217;epoca, le strade di collegamento, l&#8217;autonomia e il paesaggio, oltre che le tecniche costruttive, la vita e l&#8217;organizzazione della società di quel periodo, ma anche la cultura gastronomica del tempo.</p>
<p>La partecipazione al convegno fornirà (previa iscrizione sul sito IM@TERIA) 7 +3 crediti formativi per gli architetti.</p>
<p><strong>L&#8217;evento è inserito in Palermo Capitale della cultura 2018 e nell&#8217;anno europeo del patrimonio culturale 2018.</strong></p>
<p>L&#8217;Officina di Studi Medievali, ente culturale impegnato da più di quarant&#8217;anni in vari ambiti della medievistica e, in senso cronologicamente più esteso, della storia siciliana, ha promosso questa iniziativa su proposta di uno dei suoi membri, <strong>Francesco Paolo Tocco</strong>, professore associato di Storia Medievale presso l&#8217;Università di Messina che ha avviato rapporti di collaborazione con vari docenti di Storia dell&#8217;arte dell&#8217;Università complutense di Madrid.</p>
<p>Il convegno, avvalendosi dell&#8217;apporto degli storici dell&#8217;arte iberici (<strong>Maribel Fierro</strong>,<strong> Noelia Silva Santa-Cruz</strong>,<strong> Juan Carlos Ruiz Sousa</strong>,<strong> Susana Calvo Capillo e Azucena Hernandez-Perez</strong>), nonché di numerosi accademici italiani, studiosi di Storia Medievale, di Archeologia, di Storia dell&#8217;arte Medievale, di Storia della filosofia e della letteratura medievali, di Arabistica, intende mettere in luce quegli aspetti della cultura materiale che molto spesso, nonostante l&#8217;avanzamento della ricerca in materia, restano in ombra, occultati da una tradizione di storia politica che in Italia ha dato molti frutti ma che, al tempo stesso, ha limitato o comunque condizionato ambiti di approfondimento in direzioni diverse da quelle legate alle dinamiche dei regni e della feudalità.</p>
<p>Il convegno, pertanto, si propone di restituire un&#8217;immagine quanto più possibile qualificata ed aggiornata dell&#8217;universo umano della Sicilia arabo-normanna, nelle sue molteplici sfaccettature, e nel rispetto delle specificità culturali del tempo, nel tentativo di fornire ulteriori apporti allo studio di un&#8217;età di indubbio splendore non solo politico, ma anche e forse soprattutto, socio-culturale dell&#8217;isola, le cui tracce, talvolta solo frutto di reminescenze culturali, ma non di rado ancora presenti nella cultura isolana che rendono ancora oggi la Sicilia un unicum nel panorama delle società mediterranee, fortemente attraente non solo per studiosi delle più diverse nazionalità ma anche a un pubblico molto più vasto.</p>
<h2><strong>PROGRAMMA E RELATORI</strong></h2>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2018/11/Screenshot_20181106-233645_Facebook1.jpg"><img class="size-medium wp-image-26147 alignleft" src="https://www.iostudionews.it/wp-content/uploads/2018/11/Screenshot_20181106-233645_Facebook1-212x300.jpg" alt="Screenshot_20181106-233645_Facebook" width="212" height="300" /></a>Venerdì 9 novembre</strong></span></p>
<p>9.00 Saluti delle Autorità<br />
9.30 Saluti del Presidente dell&#8217;Officina di Studi Medievali, <strong>Diego Ciccarelli</strong><br />
9.45 Lettura di un brano del Libro di Ruggero di Idrisi<br />
10.00 &#8211; 10.30 <strong>Giuseppe Barbera</strong> (Università di Palermo), Agronomia e paesaggio nella Sicilia normanna<br />
10.30 &#8211; 11.00 <strong>Giuseppe Amoroso</strong> (Università di Palermo), La viabilità in Sicilia sotto la dominazione arabo-normanna<br />
11.00 &#8211; 11.15 Pausa<br />
11.15 &#8211; 11.45 <strong>Marco Nobile</strong> (Università di Palermo), Costruire in pietra nel XII secolo: cupole, volte e archi in Sicilia<br />
11.45 &#8211; 12.15 <strong>Juan Carlos Ruiz Sousa</strong> (Universidad Complutense, Madrid), La Zisa, las cúpulas de mocárabes y los espacios de virtud del príncipe<br />
12.15 &#8211; 13.15 Discussione<br />
15.00 &#8211; 15.30 <strong>Azucena Hernandez-Perez</strong> (Universidad Complutense, Madrid), Astrolabios en al-Andalus y el Mediterráneo en tiempos de Roger II de Sicilia<br />
15.30 &#8211; 16.00 <strong>Maribel Fierro</strong> (CSIC, Madrid), El camello en el manto de Roger II<br />
16.00 &#8211; 16.15 Pausa<br />
16.15 &#8211; 16.45 <strong>Noelia Silva Santa-Cruz</strong> (Universidad Complutense, Madrid), Los marfiles de la Sicilia normanda en el contexto de la eboraria islámica medieval<br />
17.15 &#8211; 17.45 <strong>Laura Rodríguez Peinado</strong> (Universidad Complutense, Madrid), El arte de la seda en Sicilia: origen y relación con la producción andalusí<br />
17.45 &#8211; 18.30 Discussione</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Sabato 10 novembre</strong></span></p>
<p>9.00 &#8211; 9.30 <strong>Susana Calvo Capillo</strong> (Universidad Complutense, Madrid), Las &#8220;Casas del Saber&#8221; y los príncipes eruditos en el Mediterráneo: de al-Hakam II a Roger II</p>
<p>9.30 &#8211; 10.00 <strong>Giuseppe Mandalà</strong> (CSIC, Madrid &#8211; Università Statale, Milano), Intellettuali islamici alla corte dei re di Sicilia</p>
<p>10.00 &#8211; 10.30 <strong>Patrizia Spallino</strong> (Università di Palermo), Testi arabi di Sicilia. Un esempio di disputa linguistica<br />
10.30 &#8211; 11.00 <strong>Gigi Mangia</strong> (Palermo), Culture alimentari nella Sicilia arabo-normanna<br />
11.00 &#8211; 11.15 Pausa<br />
11.15 &#8211; 11.45 <strong>Armando Bisanti</strong> (Università di Palermo), La Sicilia nei &#8220;Gesta Roberti Wiscardi&#8221; di Guglielmo il Pugliese, fra tradizione epica classica e visione storiografica medievale<br />
11.45 &#8211; 12.15 <strong>Carmelina Urso</strong> (Università di Catania), Pietro di Blois e la cultura nella Sicilia normanna<br />
12.15 &#8211; 12.45 <strong>Francesco Paolo Tocco</strong> (Università di Messina), La Sicilia arabo-normanna: rappresentazioni di una società<br />
12.45 &#8211; 13.45 Discussione</p>
<p>Moderatori: <strong>Luisa La Colla</strong>, <strong>Armando Bisanti</strong>, <strong>Maribel Fierro</strong></p>
<p>Facebook: INCONTEMPORANEA</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.iostudionews.it/scienza-arte-cultura-nella-sicilia-arabo-normanna-un-convegno-palermo/">Scienza, arte e cultura nella Sicilia arabo-normanna, un convegno a Palermo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.iostudionews.it">Iostudio</a>.</p>
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