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SVE, Servizio volontario europeo

Un’esperienza all’estero è spesso un sogno pioneristico per il quale crescita, arricchimento, conoscenza del nuovo, confronto col diverso, indipendenza, ghiotte occasioni, libertà, ma anche tolleranza, rispetto, solidarietà, integrazione sono le molle che spingono verso un’altra nazione, una città, forse anche l’attività lavorativa ideale.

Oggi gli strumenti per raggiungere alcuni obiettivi di crescita per un “mondo” che ci vuole “mobili”, sia legati al tradizionale che aperti all’internazionale non mancano, sono molti e interconnessi a un ambito sociale di rigida programmazione che partorisce progetti ad hoc, dalle svariate qualità.

Un esempio è lo SVE, nato nel 1996 e dal 2014 AZIONE CHIAVE 1 del programma Erasmus+ per la mobilità individuale ai fini dell’apprendimento non formale, che mira al conseguimento del:

  • “miglioramento della performance di apprendimento;
  • rafforzamento dell’occupabilità e miglioramento delle prospettive di carriera;
  • aumento del senso di iniziativa e dell’imprenditorialità;
  • aumento dell’emancipazione e dell’autostima;
  • miglioramento delle competenze nelle lingue straniere;
  • potenziamento della consapevolezza interculturale;
  • partecipazione più attiva alla società;
  • miglioramento della consapevolezza del progetto europeo e dei valori dell’UE;
  • maggiore motivazione a prendere parte all’istruzione o alla formazione (formale/non formale) future dopo il periodo di mobilità all’estero.”

(fonte: http://ec.europa.eu/programmes/erasmus-plus/documents/erasmus-plus-programme-guide_it.pdf)

Lo SVE, Servizio Volontario Europeo, è un tipo di volontariato che vede impegnati i partecipanti in progetti multilaterali per la mobilità transnazionale consistenti in attività su varie tematiche come: cultura, gioventù, sport, assistenza sociale, patrimonio culturale, arte, tempo libero, protezione civile, ambiente, sviluppo cooperativo, disabilità, comunicazione, politiche di orientamento giovanile, cittadinanza europea, educazione, creatività, alimentazione eccetera.

È possibile partecipare dai 18 anni fino ai 30, con la possibilità di andare in uno dei 27 paesi membri dell’U.E., in Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Turchia, Paesi partner confinanti e altri Paesi del mondo, per un periodo che va dai 2 ai 12 mesi. Al volontario viene rimborsato il costo di viaggio (andata e ritorno), viene garantito il vitto, l’alloggio, la copertura assicurativa, i trasporti locali, corsi di formazione e valutazione pre-partenza e all’arrivo, corsi di lingua, un’indennità mensile per le piccole spese personali, un tutor e il rilascio della certificazione  Youthpass che riconosce i risultati di apprendimento.

In Sicilia, ma anche nel resto d’Italia, sono molte le organizzazioni no profit che della progettazione ne hanno fatto il cardine del proprio esistere candidandosi ai molteplici bandi, selezioni e call of application gestiti dall’Agenzia Nazionale per i Giovani che opera per conto della Commissione Europea.

Chi vuole partecipare a uno SVE e non sa a chi rivolgersi, può navigare nel Portare europeo per i Giovani e scegliere dal database (:http://europa.eu/youth/vp/opportunity_list) un progetto adatto a sé tra tutti quelli promossi dalle organizzazioni accreditate (in Italia sono 317), e per cui sono aperte le selezioni.

Infine, qualche suggerimento di progetti con scadenza in vista:

Riguardo Ylenia Nasti

Ylenia Nasti
Laureata all’Università di Palermo. Amo i libri, i paesaggi e la cucina siciliana

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