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Sulle tasse il Tar da ragione agli studenti

L’Ateneo palermitano taglia le agevolazioni agli idonei ERSU, ma il TAR censura la decisione: diecimila studenti da rimborsare
Il CdA dell’Università degli Studi di Palermo, nel luglio 2014,  ha emanato una delibera secondo cui, a partire dall’anno accademico 2014/2015, gli studenti vincitori e idonei di borsa di studio Ersu non saranno più esonerati dal pagamento della tassa d’iscrizione di 219 euro, trovandosi a pagare in alcuni casi anche il doppio rispetto agli anni precedenti.

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Via delle Scienze, Palermo: la cittadella universitaria

Contro la decisione dell’Università di Palermo la rappresentanza studentesca si è organizzata  informando gli studenti sulla possibilità di un ricorso amministrativo: lo scorso 18 luglio lo studio legale incaricato dalla rappresentanza studentesca aveva fatto pervenire una diffida  al rettore ed al CdA per il ritiro della delibera.  Ma il rettore Roberto Lagalla non ha fatto passi indietro, costringendo gli studenti a ricorrere  al TAR di Palermo.  La prima udienza è stata fissata giorno 5 Dicembre 2014 e poi rinviata al 9 Gennaio 2015, mettendo gli studenti di fronte alla scadenza delle tasse prevista per il 31 dicembre 2014. Nell’udienza del 9 gennaio il giudice ha richiesto ai ricorrenti ulteriori documentazioni, tra cui l’elenco di tutti gli studenti risultati idonei o assegnatari di borsa di studio, rinviando ulteriormente la seduta al 22 gennaio, dove i magistrati hanno deciso di andare direttamente a un giudizio di merito, arrivato circa una settimana dopo: il TAR ha accolto il ricorso delle Associazioni studentesche e ha condannato l’Università degli Studi di Palermo al rimborso di 219 euro per gli oltre diecimila studenti.
Soddisfazione hanno espresso le associazioni studentesche  che avevano promosso il ricorso: Intesa Universitaria, Uni%cento, Vivere Ateneo, Run Palermo, Udu Palermo, Studenti Universitari, Rete Universitaria Mediterranea, Uni Attiva, Aulett@ 99, Fare Università). Come si legge in un comunicato congiunto: “l’auspicio ora è che questa sentenza apra margini ampi di riflessione in merito alla condizione attuale del Diritto allo Studio (in Italia e nella nostra Sicilia in particolare) e alla condizione economica dell’Ateneo palermitano, ulteriormente colpito dalle recenti rimodulazione nella ripartizione del Fondo di Finanziamento da parte del Ministero. Crediamo fermamente che la direzione da intraprendere non sia l’accanimento economico nei confronti degli studenti (che fino ad oggi UNIPA era stata brava ad evitare) quanto piuttosto una rimodulazione complessiva del nostro sistema universitario nazionale e locale, che passi da un attento aggiornamento delle normative interessate, da un cospicuo investimento nella formazione e nell’Università e da una sempre più ferma garanzia di potere, come prevede la nostra Costituzione, abbattere le barriere di tipo economico e sociale che impediscono a tanti giovani di sperare in un futuro migliore”.
Intanto gli studenti  attendono il rimborso.

Riguardo Cristina Ciulla

Cristina Ciulla
Studentessa della facoltà di legge dell'Università degli studi di Palermo, redattrice per IostudioNews e per Masterlex.it, anno '94.

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