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Studenti fuori sede, il sommerso degli affitti in nero

Ogni anno, uno studente universitario fuori sede spende in media ottomila500 euro per affitto, utenze, trasporti e materiale didattico. È quanto emerge dai dati del sesto rapporto nazionale sui costi delle università italiane relativo all’anno accademico 2015-2016, realizzato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori.

In Italia sono circa 600mila i ragazzi che frequentano un ateneo situato in province diverse da quella di residenza. Il report mette in evidenza che “l’impegno e l’onerosità dei costi delle rette universitarie sono estremamente squilibrati a causa del grave fenomeno dell’evasione fiscale, purtroppo ancora largamente diffuso nel nostro Paese”.

Le spese che uno studente fuori sede deve affrontare variano sia in base alla fascia di reddito di appartenenza che influisce sul calcolo delle tasse universitarie, sia in base alla città scelta come sede degli studi. Infatti, le differenze nei costi degli affitti sono notevoli fra le tre macroaree geografiche del Paese: se al Centro Italia il costo medio mensile di una camera è di 400 euro per una singola e di 246 euro per una doppia, al Nord si aggira rispettivamente sui 355 euro e 337 euro, mentre al Sud le spese sono decisamente più contenute con 326 euro per una singola e 210 euro per una doppia.

Il primato di città più cara, che nel rapporto dello scorso anno andava a Milano, quest’anno passa a Roma seguita da Firenze, Bologna e Genova. È Palermo, invece, la città in cui studiare costa di meno.

Da Federconsumatori concludono che “la scelta di far studiare un figlio all’università continua a essere un impegno oneroso, che si rivela quasi insostenibile non solo per le famiglie a reddito basso ma anche quelle a reddito medio. Gli elevati costi degli studi universitari dimostrano un’evidenza allarmante: lo Stato si ostina a non investire nella formazione dei giovani. E’ dunque importante e urgente invertire questa tendenza, facendo in modo che le condizioni economiche delle famiglie non pregiudichino in alcun modo il diritto allo studio”.

I dati presentati, però, non tengono conto di tutta quella parte sotterranea che riguarda affitti in nero.

Secondo una recente indagine di Skuola.net, condotta su un campione di 2mila universitari, solo uno studente su sette di coloro che pagano un affitto dichiarano di non avere regolare contratto. Infatti, quando si tratta di segnalare questa irregolarità, circa il 25 per cento degli universitari ha dichiarato di non denunciare per timore di perdere l’alloggio. Inoltre, si è potuto constatare che gli studenti hanno molti dubbi e falsi miti: più del dieci per cento non denuncia perché non crede di avere alcun tipo di vantaggio con un contratto in regola, mentre il 19 per cento pensa addirittura che non avere alcuna forma di contratto sia più vantaggioso per i costi di un appartamento.

“C’è un sommerso abbastanza diffuso e la percentuale di contratti stipulati per studenti, qui a Palermo, è davvero minima oserei dire irrisoria visto che si aggira intorno al due per cento rispetto al totale”. Così ha dichiarato a Iostudionews Zaher Darwish,  segretario provinciale del Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari (Sunia).

“È importante soprattutto che i ragazzi sappiano che ci sono contratti specifici che hanno tariffe agevolate”. È questa la cosa che ha più a cuore Angelo Nuzzo, che fa parte del direttivo del Sunia ed è anche il coordinatore dell’Unione degli Universitari di Palermo. “Ci siamo ripromessi – ha aggiunto Nuzzo – di mettere in campo una piattaforma online, facile da usare e compilare, che permetta agli universitari che devono prendere casa a Palermo di essere bene informati e di discutere sulla residenzialità studentesca in città. Un’altra idea che stiamo sviluppando – ha annunciato – è quella di elaborare un questionario da distribuire ai ragazzi, durante i test d’ingresso o comunque nel periodo che precede l’inizio dell’anno accademico, con il quale indagare per capire che tipo di contratti vengono loro proposti”.

Riguardo Marta Silvestre

Marta Silvestre
Laureata in Scienze filosofiche presso l’Università Roma Tre, ho frequentato la Scuola di Giornalismo Lelio e Lisli Basso - “Inchieste, questioni internazionali, ambiente e beni comuni”. La passione per il giornalismo nasce dalla volontà di poter dar voce a realtà altrimenti destinate a rimanere non raccontate. Ho maturato esperienze di lavoro come redattrice di vari giornali locali, raccontando in particolare vicende legate ai temi di mafia e antimafia. Durante l’ultimo anno ho svolto un tirocinio presso la redazione di cronaca e giudiziaria dell’agenzia di stampa AdnKronos e uno stage nella redazione di Sky Tg24. Attualmente collaboro anche con Italpress e Meridionews.

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