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Student Act, più risorse per le università. Alberto Firenze: “Gli studenti non possono più aspettare”

Dopo il Jobs Act , è in arrivo lo Student Act, la risposta del governo alle recenti cifre dell’OCSE, secondo cui l’Italia ha il primato del boom di “neet”, giovani che non studiano e non lavorano, aumentati del 10% dal 2005 al 2015. Bonus di 500 euro per i diciottenni anche nel 2017 e nuove risorse per il diritto allo studio, con un’ipotesi di no tax area per gli universitari: sono queste alcune delle misure promesse dal governo.

Ma che conseguenze avrà questo provvedimento sull’Università di Palermo? Lo abbiamo chiesto ad Alberto Firenze, presidente dell’Ersu Palermo. “Lo Student Act opera sul miglioramento del funzionamento e del finanziamento degli enti regionali per il diritto allo studio”, ci ha spiegato Firenze, “innanzitutto accentra la tematica a livello nazionale, opera ampliando la base del finanziamento che deve essere riservato agli idonei con borsa, perché uno dei limiti che in questo momento abbiamo è di avere tanti idonei ma di non poter permettere a tutti loro di ricevere la borsa di studio. La nostra regione inoltre sconta di non avere una legge sul diritto allo studio universitario, nonostante sia stata presentata una proposta dal sottoscritto ormai più di un anno e mezzo fa che è ancora ferma nel parlamento siciliano. Speriamo che questa accelerazione che lo Stato sta imprimendo in relazione allo Student Act possa avere delle ricadute positive”.

L’Ersu Palermo è l’ente per il diritto allo studio del capoluogo siciliano e sarà certamente quello più coinvolto da questa riforma, ma il percorso ad oggi appare fitto di ostacoli: “Da un lato c’è una situazione regionale con quattro enti che devono essere ridefiniti nella composizione della consiglio di amministrazione, nel frattempo la legge di stabilità dice che gli enti regionali devono essere accorpati in un unico, quindi siamo in un momento di grande empasse”, continua Firenze, “intanto è scaduto il mandato dei componenti del Cda, soprattutto nella parte studentesca, e l’Ente ha difficoltà ad operare, non avendo un Cda e operando soltanto in straordinarietà per le cose che sono di ricaduta per gli studenti. Erogare le borse di studio è il minimo che possiamo fare. Abbiamo spinto l’assessorato regionale competente a far partire la commissione regionale per il diritto allo studio che è ferma dal 2011, cosa che permetterà di discutere sul futuro degli enti regionali. Spero che il confronto con i rappresentanti del governo e della regione ci consenta di capire come muoverci, perché se da un lato c’è l’empasse burocratico, dall’altro ci sono le richieste degli studenti che non possono più aspettare”.

Queste risorse previste dal governo per le università, ancorché non enormi, ci dimostrano che c’è il supporto dello Stato”, ha aggiunto il rettore Fabrizio Micari, “ma la città di Palermo deve lavorare nell’ottica di una città universitaria, il che significa anche migliorare i trasporti. Deve essere completato il passante ferroviario e le linee del tram e a quel punto sarà possibile rendere il campus totalmente pedonale. L’università deve migliorare i suoi servizi, non c’è dubbio, ma la città deve diventare sempre più una città universitaria e la regione deve capire che ci vuole più attenzione negli investimenti”.

Riguardo Eliseo Davì

Eliseo Davì
Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola" e ho collaborato con "L'ora". E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.

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