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Strage di Capaci, sarà realizzato il Giardino della Memoria con i resti dell’auto della scorta del giudice Falcone

Sono passati quasi 25 anni dalla strage che ha cambiato per sempre la storia della nostra terra: era il 23 maggio 1992 quando un pezzo dell’autostrada A29, in prossimità dello svincolo di Capaci, saltò in aria per l’esplosione di 500 chili di tritolo nascosti in un tunnel, uccidendo Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonino Montinaro.

Passerà alla storia come la “strage di Capaci”, ma in realtà l’esplosione avvenne nel territorio comunale di Isola delle Femmine. A distanza di un quarto di secolo quel luogo, su cui si ergono due steli commemorative, è ancora abbandonato, ridotto ad un improvvisato parcheggio. Il progetto del giardino “Quarto Savona Quindici” – il nome in codice della scorta di Falcone – c’è, è stato realizzato dagli architetti Valentina Careri e Fabrizio Cassibba, ed è stato approvato, ma è rimasto per molti anni in mano alla Presidenza della Regione. “Avevamo avuto l’assicurazione dall’allora governatore Raffaele Lombardo”, ha dichiarato due anni fa Tina Montinaro, vedova del caposcorta di Falcone, affermando di aver chiesto più volte anche “all’attuale presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, di incontrarmi per fare chiarezza ma è stato tutto inutile, come vane sono state le rassicurazioni di molti politici, pronti, solo a parole, a farsi promotori dell’avvio dei lavori”.

Qualcosa si è mosso il 15 maggio 2015 quando, presso la Prefettura di Palermo, è stata sottoscritta la convenzione tra Comune di Isola delle Femmine, Regione Siciliana e Prefettura ed Anas per la realizzazione del Giardino della Memoria. Dopo mesi di attesa, il 19 febbraio 2016 il sindaco di Isola delle Femmine, Stefano Bologna ha nuovamente scritto al direttore generale dell’Anas, al prefetto di Palermo e alla dottoressa Patrizia Monterosso, segretaria generale della presidenza della Regione, per chiedere spiegazioni. E finalmente, a distanza di un anno, qualche giorno fa è arrivata la buona notizia: il giardino della memoria si farà!

memoria2I resti dell’auto su cui viaggiava il giudice Giovanni Falcone saranno custoditi in un giardino accessibile a tutti e privo di barriere architettoniche. L’associazione Quarto Savona Quindici, l’Anas, la prefettura di Palermo, la presidenza della Regione Siciliana e il Comune di Isola delle Femmine hanno sottoscritto la convenzione attuativa dell’intervento, in forza della quale Anas ha svolto il ruolo di stazione appaltante ed ente cofinanziatore insieme alla Regione SicilianaMartedì prossimo (14 febbraio) alle ore 11, nell’aula consiliare del Comune di Isola delle Femmine (biblioteca comunale) verranno consegnati i lavori all’impresa aggiudicataria, la Ma.i.tec. srl di Palermo.

Il terreno messo a disposizione dal Comune si sviluppa per circa 6.000 metri quadrati ed è caratterizzato dalla presenza di alberi di ulivo e un carrubo memoria4secolare. Secondo il progetto il giardino si articolerà in una serie di spazi funzionali distinti ma concatenati tra loro, riproducenti il tronco autostradale Palermo – Punta Raisi con spazi a verde, tratti pavimentati e aree con fontane. “Quindici portali in legno evocheranno il nome Quarto Savona Quindici e condurranno al cuore del nuovo parco dove, tra una fitta vegetazione, si troverà la teca contenente i resti dell’automobile del giudice”. Non sappiamo ancora quando si concluderanno i lavori, ma speriamo che alle prossime celebrazioni del 23 maggio finalmente si potrà offrire alla popolazione un nuovo spazio funzionale che ridia nuova vita ad un luogo tragicamente noto eleggendolo a simbolo di rinascita.

Riguardo Eliseo Davì

Eliseo Davì
Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola" e ho collaborato con "L'ora". E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.

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