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Gulotta

Strage di Alcamo Marina: 22 anni in carcere ingiustamente, risarcimento record

Per la sofferenza patita ingiustamente la Corte d’appello di Reggio Calabria ha riconosciuto un risarcimento di sei milioni e mezzo di euro. Era il 27 gennaio 1976 quando Giuseppe Gullotta, muratore trapanese, fu prelevato dai carabinieri e portato in caserma con l’accusa di aver commesso il duplice omicidio dei carabinieri della caserma di Alcamo Marina. Poi la confessione indotta con la forza da chi lo interrogava. Una firma nel verbale in cui era impressa la sua confessione, tanto semplice quanto crudele per far pagare il prezzo di restare 22 anni in carcere. Più di 8 mila giorni in carcere da innocente, fino al 13 febbraio 2012, giorno in cui fu pronunciata l’assoluzione dalla Corte d’appello di Reggio Calabria. Infatti fu grazie alla determinante testimonianza di un ex brigadiere dell’Arma dei Carabinieri che emerse l’estraneità ai fatti degli imputati. Giustizia è stata fatta anche per i suoi “complici innocenti” Gaetano Santangelo e Vincenzo Ferrantelli nel frattempo fuggiti in Brasile. Infine, è stato celebrato il processo di revisione per il partinicese Giovanni Mandalà, morto in carcere nel 1998.

Il risarcimento dovrà essere versato dal Ministero dell’Economia e come anticipazione una provvisionale di cinquecento mila euro dovuti dalla Banca d’Italia.

In realtà è davvero difficile ammettere che questa somma di denaro possa essere sufficiente per ridare ciò di cui sono stati privati gli imputati del processo sulla strage di Alcamo Marina, così poi definita. Probabilmente non esiste somma di denaro per compensare ventidue anni in carcere, proprio perché non esiste termine di paragone monetario rispetto anche ad un solo giorno di libertà. La libertà non è di certo monetizzabile.

Non fu soltanto un errore giudiziario, non una semplice falsa rappresentazione della realtà quella del processo sulla strage di Alcamo Marina, infatti attualmente infatti restano ignoti gli esecutori e i mandanti qualora vi fossero, non potendosi escludere la pista mafiosa. Così come restano senza risposta le vite strappate dei due giovani carabinieri Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta.

Riguardo Salvatore Casarrubea

Salvatore Casarrubea
Classe '94, diplomato al Liceo Classico, attualmente frequento la facoltà di Giurisprudenza. Mail: salvocasarrubea@gmail.com

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