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tratto da portalelavoro.com
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Stop al voto minimo di laurea per l’accesso ai concorsi pubblici

Con un emendamento presentato dal Pd, viene abolito il requisito del voto minimo di laurea per partecipare ai pubblici concorsi. Nella riforma della Pubblica Amministrazione, ormai divenuta legge, la novità universitaria prevede di attribuire maggiore importanza alla valutazione in sede di concorso. Nelle dichiarazioni di voto hanno detto sì alla riforma il Partito Democratico, Area Popolare (Ncd-Udc), Scelta Civica, Per l’Italia – Centro Democratico. Si sono invece detti contrari al testo: Movimento Cinque Stelle, Forza Italia, Sinistra Ecologia e Libertà, Lega Nord, Fratelli D’Italia – Alleanza Nazionale. «Non si tratta di abolire il valore legale della laurea», spiega Ernesto Carbone, deputato Pd e relatore della riforma Madia. «Piuttosto di stabilire caso per caso quanto vale un titolo di studio.

tratto da eutanasialegale.it
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Se uno fa il concorso in magistratura è giusto che abbia una laurea in giurisprudenza. Ma perché non può diventare un diplomatico se ne possiede una in filosofia? O in fisica e magari ha fatto qualche esame in scienze politiche?».
Il deputato pd Marco Meloni si limita a dire che il «mero voto minimo di laurea quale requisito per l’accesso ai concorsi» non sarà più sufficiente. Se non «in rapporto a fattori inerenti all’istituzione che lo ha assegnato e al voto medio di classi omogenee di studenti», «Il mio voto di laurea verrà considerato a seconda del voto medio che viene dato nella mia facoltà», insiste Marco Meloni, autore dell’emendamento. «Vogliamo impedire che gli studenti scelgano un certo indirizzo solo perché il meccanismo di valutazione è più generoso». Il voto minimo di laurea per accedere ai concorsi pubblici, ad oggi, non è previsto da alcuna norma, ma non è vietato. In alcuni bandi, infatti, c’è in Bankitalia o all’ università, ad esempio. Il filtro selettivo verrebbe così lasciato interamente ai concorsi pubblici. Altra novità sarà la presenza di un test sulla conoscenza della lingua inglese.
Il lungo percorso che si è concluso con il via libera definitivo al Senato, con 145 favorevoli, 97 contrari e nessun astenuto, riguarda una riforma che contiene molte novità, oltre a quella dell’aria universitaria, come la lotta all’assenteismo o le sforbiciate sulle prefetture.

tratto da vivienna.it
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Ecco le principali novità:
– TRASPARENZA: accesso libero ai documenti e ai dati della pubblica amministrazione
– DIGITALIZZAZIONE: viene introdotta la “carta della cittadinanza digitale”, gestita da un dirigente ad hoc.
– LICENZIAMENTI PIÙ FACILI: in caso di azione disciplinare obbligo di portare a termine la pratica, compreso il ricorso alla sanzione più grave.
– LICENZIANBILITA’ DEI VERTICI: basta incarichi dirigenziali che possano essere ricoperti senza preoccupazione di rimozione. Viene infatti introdotto il criterio della valutazione. Se questa è negativa, due le possibilità: o lasciare l’amministrazione dello Stato, o accettare di passare da un incarico di dirigente a quello di funzionario. Inoltre viene introdotta la revoca o il divieto dell’incarico in settori esposti al rischio corruzione, quando c’è una condanna (anche non definitiva) da parte della Corte dei Conti al risarcimento del danno erariale per condotte dolose.
– ABOLITO IL VOTO MINIMO DI LAUREA: con un emendamento presentato dal Pd e votato la notte scorsa, viene abolito il requisito del voto minimo di laurea per partecipare ai pubblici concorsi.
– LOTTA ALL’ASSENTEISMO: passano dalle Asl all’Imps le funzioni di controllo sulle malattie.
– FUSIONE DEL CORPO FORESTALE con un’altra forza dello stato, come i carabinieri. Si prevede inoltre un riordino di tutte le forze.
– PARTECIPATE: più facile il commissariamento. Drastica riduzione delle camere di commercio.
– PREFETTURE: stessa sorte delle partecipate. Eliminazione anche degli uffici ridondanti tra ministeri e enti di controllo e garanzia.
– GRANDI OPERE: semplificate le pratiche burocratiche per i cantieri. Si calcola un dimezzamento dei tempi.
– NUMERO UNICO PER EMERGENZE: è il 112 e varrà per tutti i tipi di problema o emergenza.
– LIBRETTO UNICO AUTO: grazie al previsto trasferimento del Pubblico registro automobilistico (Pra), retto dall’Aci, al ministero dei Trasporti, a cui fa capo la Motorizzazione, si punta alla creazione di unica banca dati per la circolazione e la proprietà, con un solo libretto

Riguardo Alessandra La Marca

Alessandra La Marca

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