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Quando una stella internazionale della musica lirica sposa il sound jazz. Per le prove della rassegna “Brass in Jazz” riduzione del biglietto per gli studenti universitari e del conservatorio.

di Francesco Foresta Junior 

Un successo senza confini musicali quello registrato al Real Teatro Santa Cecilia per la performance inserita nella rassegna “Brass in Jazz” che ha visto protagonista la stella internazionale della musica lirica Desirée Rancatore accompagnata dall’Orchestra Jazz Siciliana diretta dal Maestro Vito Giordano e con la partecipazione di  Carmen Avellone. Il concerto, in scena lo scorso fine settimana dal tema “Canzoni d’Autore” è stato un’anteprima assoluta, la cui protagonista, la Rancatore ha interpretato un repertorio di canzoni internazionali, nazionali e regionali appositamente arrangiate  dai Maestri del Brass Vito Giordano, Antonino Pedone e Domenico Riina. L’esperimento artistico è stato particolarmente importante  in quanto segna l’inizio di un rinnovato interesse per gli “incroci musicali” sempre più frequenti nelle tendenze globali del nostro tempo. Niente di meglio, dunque, che iniziare con una voce bellissima che proviene dalla lirica.

foto desirée rancatore

L’esibizione, unica nel suo genere, ha riscontrato particolare entusiasmo nel pubblico presente, registrando tra l’altro ben quattro sold out.

 

La Fondazione the Brass Group ha annunciato l’apertura al pubblico delle prove generali dei concerti: i biglietti delle prova generali inserite in calendario, sono disponibili presso il Real Teatro Santa Cecilia al costo di euro 5,00 per il biglietto singolo compreso i diritti di prevendita. E’ possibile anche abbonarsi a n.5 prove generali dell’OJS al costo di euro 19,00 compreso i diritti di prevendita, riduzione studenti e docenti universitari e dei Conservatori euro 12,00 compreso diritti di prevendita.

I riflettori si sono accessi dunque su una stella quale è Desirée Rancatore, apprezzata ovunque nel mondo per luminosità vocale, seduzione timbrica e per il magnifico equilibrio con cui ha saputo dosare tecnica virtuosistica e passione interpretativa. Opera e Jazz sono due grandi generei musicali, spesso considerati di nicchia, adatti ad un certo tipo di pubblico, e per quanto sembrino agli antipodi, hanno saputo convivere perfettamente dando origine ad un risultato in perfetta armonia con la realizzazione dello spettacolo avuto al Real Teatro Santa Cecilia. La Rancatore  è un’artista che appartiene al presente, con amplissimi orizzonti musicali e attenta alle più differenti espressioni della musica, in particolare il jazz. In questi ultimi anni, è capitato  che la cantante cedesse al fascino del jazz ed all’insistente corteggiamento degli amici musicisti del Brass Group, unendosi a loro in alcune speciali occasioni ancora vive nel ricordo di chi le ha ascoltate. Ed è con questa premessa che il soprano ha accettato di partecipare assieme all’Orchestra Jazz Siciliana ad un intero concerto, durante il quale lo splendore della sua vocalità operistica è divenuto un tutt’uno con un’affascinante relazione tra i modi della lirica e quelli sincopati del jazz lungo un emozionante percorso che ha messo  in fila celebri temi del musical di Broadway, standard del jazz, capolavori della canzone italiana di ieri come “E se domani”, “Quando”, “E la chiamano estate” e di avantieri “Non dimenticar” e perfino pagine leggendarie della più nobile tradizione napoletana come “I’ te vurria vasà” e “’O sole mio”. Di notevole spicco artistico anche i duetti con Carmen Avellone come ”Over the rainbow” e “Night and day”. Ricambiando i diversi inviti ricevuti in precedenza da Carmen Avellone, stavolta è stata Desirée Rancatore ad ospitare la jazz singer proprio  in questi attesi duetti.

foto desirée rancatore e carmen avellone

Il concerto, inoltre, ha costituito  l’ulteriore tappa di un affascinante progetto che Vito Giordano, il quale ha magistralmente diretto l’OJS con l’eleganza e raffinatezza artistica che lo contraddistingue e  che da anni si sta dedicando al grande repertorio d’autore della musica italiana, specie quella del periodo aureo degli anni Sessanta e Settanta ma non disdegnando tuffi in un passato ancora più remoto o, addirittura, nella più genuina tradizione partenopea. L’intenzione dichiarata di Giordano, musicista che nei suoi strumenti condensa lirismo, swing, eleganza e nitidezza sonora,  è stata infatti quella di mettere in risalto il valore melodico ed armonico di strutture compositive la cui bellezza può stare tranquillamente alla pari con gli standard del jazz.

foto desirée rancatore e vito giordano

 

Riguardo Francesco Foresta

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Grande successo per il Parsifal al Teatro Massimo

La stagione 2020 del teatro Massimo ha avuto inizio con uno straordinario successo. Il 26 gennaio alle ore 17:30 Parsifal , di Richard Wagner, ha debuttato con 15 minuti di applausi al termine dello spettacolo. A dirigere l’opera il nuovo direttore musicale del Teatro Massimo, l’israeliano Omer Meir Wellber. La regia è invece di Graham Vick, che torna a Palermo dopo un altro progetto wagneriano, la Tetralogia realizzata esclusivamente per il Teatro Massimo tra il 2013 e il 2016. Le scene sono di Timothy O’Brien, i costumi di Mauro Tinti, movimenti coreografici di Ron Howell, luci di Giuseppe Di Iorio per un allestimento realizzato in coproduzione con il Teatro Comunale di Bologna. Nel ruolo del protagonista Parsifal ha avuto grande successo, sostituendo Daniel Kirch indisposto, il giovane tenore Julian Hubbard, che ha debuttato in questa occasione nel ruolo di Parsifal. Amfortas è interpretato da Tómas Tómasson, Titurel da Alexei Tanovitski. Debutto in scena a Palermo, dopo la Nona Sinfonia di Beethoven a inizio gennaio, e nel ruolo di Gurnemanz anche per John Relyea, che si è fatto conoscere dal pubblico italiano con Billy Budd a Roma, mentre il basso Thomas Gazheli (Klingsor) ritorna al Teatro Massimo dopo essere stato Wotan nella Tetralogia di Vick. Protagonista femminile è il soprano francese Catherine Hunold nel ruolo di Kundry, apprezzatissima interprete del repertorio wagneriano ma anche degli autori francesi del periodo romantico e di fine Ottocento.

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