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Stampanti 3D, futuro e potenziale

Le stampanti 3D permettono di realizzare oggetti tridimensionali mediante una produzione a strati che si basa essenzialmente su un modello digitale e sull’utilizzo di vari tipi di materiali plastici, forti e durevoli. La stampa tridimensionale è nata nel 1986, grazie a Chuck Hull, che la chiamò “stereolitografia”, ovvero la tecnica che permette di riprodurre degli oggetti, o parti di essi, tramite dati digitali elaborati da software specifici al computer.

Negli ultimi anni si è nettamente evoluta, così da permetterne l’utilizzo in ambiti medici, industriali e anche domestici. Questo grazie anche ai costi economici dei materiali di stampa e all’introduzione nel commercio di piccole o medie stampanti 3D, accessibili a tutti. Inoltre esistono dei programmi completamente gratuiti che permettono di creare, con un po’ di pratica, svariati oggetti tridimensionali per poi poterli stampare e utilizzare.

Asus, per esempio, promuove e invita ad utilizzare le stampe 3D per poter personalizzare o riparare alcune delle loro componenti hardware, vendute singolarmente, per assemblare computer. Adidas, invece, realizza le suole di alcuni tipi di scarpe grazie al metodo delle stampanti tridimensionali e a programmi di definizione 3D avanzati. Dentisti, architetti, professori e tantissimi altri trovano modi utili e originali per realizzare le proprie stampe, migliorando i loro metodi professionali e sfruttando al meglio questa preziosa risorsa tecnologica. Esistono varie tipologie di stampanti, alcune di esse realizzano progetti limitati, di piccole dimensioni e con un solo colore a scelta. Altre invece permettono di realizzare oggetti più definiti, grandi e colorati.

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Altre ancora vengono impiegate per la costruzione di piccole abitazioni ecofriendly, strato dopo strato. La prima casetta stampata si chiama “Villa Asserbo, ideata da alcuni architetti danesi, ed è  in Danimarca. Per la riproduzione del modello abitativo è stata usata una stampante tridimensionale provvista di un enorme trapano che ha reso possibile l’ultimazione del progetto in quattro settimane, utilizzando come materiale 820 fogli di compensato ricavato dalle foreste certificate finlandesi.

In un campo totalmente diverso, due ragazzi canadesi hanno presentato una stampante 3D in grado di stampare del cibo specifico, come la nutella. Abbiamo visto, quindi, che l’introduzione di questa nuova tecnologia permette la realizzazione, da parte di singoli e privati, di prototipi che hanno una funzione ben precisa o che trasmettono originalità ai fini artistici. Con il tempo i campi di utilizzo hanno subito una vasta espansione, soprattutto nell’uso applicativo, casalingo, farmaceutico, alimentare e architettonico. Non è finita qui, infatti, nel 2013 nasceva il progetto “AMAZE” per portare la stampa 3D nello spazio e utilizzarla per creare degli importanti pezzi di ricambio grazie al semplice riciclaggio dei rifiuti, nello specifico metalli. Solo negli ultimi tempi si è discusso di un progetto in via di sviluppo, da parte della Nasa, per permettere agli astronauti di avere le proprie abitazioni nello spazio, grazie alle stampanti 3D.

Dal 2016, vengono realizzate apposite stampanti destinate al mondo edilizio. Grazie agli esperimenti di Enrico Dini è adesso possibile stampare anche usando la pietra. Un’altra azienda italiana, specializzata nel campo, è in grado di usare l’argilla come materiale di stampa. All’estero avvengono grandi passi avanti nel campo dello sviluppo edilizio tridimensionale ma il progetto più degno di nota arriva dalla Spagna con il nome di “Minibuilders” che rappresenta dei piccoli robots in grado di muoversi su cingoli e rilasciare materiale di stampa. I volumi dimensionali stampabili dai minibuilders sono potenzialmente infiniti. Immaginate ora l’applicazione di questo progetto a favore dei paesi terremotati, per costruire interi quartieri grazie a migliaia di robots che lavorano giorno e notte, simultaneamente, per garantire un’abitazione alle persone bisognose, riducendo le spese di costruzione e di manodopera al minimo essenziale. Non c’è, quindi, un limite all’uso di questa tecnologia. Dipende tutto dalla nostra immaginazione, creatività e originalità. 

 

Riguardo Andrea Mirabile

Andrea Mirabile
Nato a Salemi. Studente di Scienze e Tecniche Psicologiche presso l'Università degli studi di Palermo.

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