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Spiagge: stop alle concessioni automatiche dopo sentenza UE

La decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea è arrivata giovedì 14 luglio. Essa stabilisce l’incompatibilità con il diritto comunitario della legislazione italiana, laddove consente ai titolari di concessioni su beni del demanio marittimo e lacustre il rinnovo automatico alla scadenza.

La normativa italiana, ad oggi, ammette il rinnovo automatico delle concessioni fino al 31 dicembre 2020.

Tuttavia la prassi italiana, riguardante sopratutto le concessioni sulle spiaggie per lo svolgimento di attività turistico-ricreativa, è incompatibile con le regole del libero mercato e della concorrenza, in quanto discriminante delle altre imprese, anche aventi sede in ogni altro Stato UE.

Una normativa nazionale compatibile con le direttive UE dovrebbe stabilire che il rilascio delle autorizzazioni avvenga mediante una procedura di selezione improntata a criteri di “trasparenza e imparzialità”, come del resto richiesto dai giudici di Lussemburgo. Inoltre, requisito necessario della procedura di selezione deve essere “un’adeguata pubblicità”, per permettere a tutte le imprese dell’Unione di partecipare.

La sentenza ha di certo un impatto dirompente per i privati che gestiscono attività commerciali, ormai decennale, sui mari e sui laghi italiani.

Per questo il Governo sarà costretto ad intervenire in materia, considerando anche che le direttive europee consentono agli Stati membri di prendere in considerazione gli interessi di chi è già titolare delle autorizzazioni, in modo da ammortizzare gli investimenti compiuti sull’area demaniale ottenuta in concessione. Ma questo dovrà avvenire, nel rispetto della sentenza, senza disporre proroghe automatiche.

Intanto il Governo, in attesa di una riforma sistematica, ha prorogato nuovamente le concessioni fino al 2017.

Riguardo Salvatore Casarrubea

Salvatore Casarrubea
Classe '94, diplomato al Liceo Classico, attualmente frequento la facoltà di Giurisprudenza. Mail: salvocasarrubea@gmail.com

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