Home / #IoDicoLaMia / Speciale elezioni – Intervista al candidato sindaco di Palermo Ismaele La Vardera – VIDEO
ismaele-la-vardera-535x300-1484562413

Speciale elezioni – Intervista al candidato sindaco di Palermo Ismaele La Vardera – VIDEO

Opportunità, proposte, progetti rivolti ai giovani e agli studenti, presentati in quest’intervista dal candidato sindaco di Palermo per la Lista Centro Destra per Palermo Ismaele La Vardera, giovane giornalista siciliano. L’esperienza personale, i progetti per i giovani della città e il loro coinvolgimento nella redazione delle proposte, la cultura al centro delle opportunità per la città. Si vota domenica 11 giugno 2017.

 

Nell’ambito del prestigioso riconoscimento al capoluogo come Capitale della Cultura 2018, quali potrebbero essere i possibili progetti di una futura amministrazione per elevare l’immagine della città? 

Si tratta certamente di una vittoria importante per la città, ma Palermo ha bisogno di una rinascita culturale in toto. La nostra idea di cultura parte dalle periferie, assolutamente abbandonate. Noi vogliamo portare, attraverso un’operazione inversa, la cultura dal centro della città alle periferie. Come prima proposta vogliamo nominare assessore alla cultura il maestro Carmelo Caruso, già direttore del conservatorio di Palermo dal 2000 al 2012. La nostra seconda proposta è l’istituzione del Parlamento della Cultura, una sorta di stati generali della cultura e dell’arte, che si occuperà d’individuare le forze importanti della nostra città, in modo da creare una cabina di regia per organizzare manifestazioni, eventi, per fare in modo di creare una città viva, che riesci a portare cultura nei luoghi strategici. Vogliamo recuperare i quartieri abbandonati, i mercati storici e lì concentrare attività culturale. La cultura richiama anche la liberazione della ZTL dal centro storico: creeremo manifesti che possano renderla meglio digeribile nei confronti di commercianti e cittadini palermitani.

In occasione di  Palermo Capitale della Cultura 2018, quante e quali opportunità per i giovani?

La nostra idea è quella di riportare i giovani al centro della nostra città, attraverso l’istituzione degli stati generali della cultura e delle arti. Potrebbe essere una sorta di cabina di regia che riporta i nostri parenti che sono dovuti scappare, al centro di Palermo e questo permetterà a tantissimi giovani di poter avere un lavoro. Questo parlamento della cultura si dovrà occupare di redigere un programma fatto di iniziative e manifestazioni. Palermo deve riscoprire la propria identità come Capitale del Mediterraneo. Possiamo creare un brand, partendo dalla rinascita della città, in grado di attirare investitori esteri, anche dando la possibilità di avvalerci degli studenti universitari, proponendo loro idee e proposte che potrebbero concretizzarsi in progetti Erasmus.

Ci sono eventi nel suo programma che coinvolgono il mondo degli studenti e in che modo? 

Il prossimo sarà il sindaco della città metropolitana, dunque si dovrà occupare delle scuole abbandonate, dei licei, che sono però in stato di abbandono e decadenza. La scuola da dove provengo, per fare un esempio, l’istituto Danilo Dolci, è una struttura che oggi rischia di crollare. Questo fa capire che la politica deve ritornare a vedere nelle scuole, nei giovani, negli studenti i punti nevralgici della propria attività culturale e politica. Abbiamo mantenuto un confronto attivo con gli studenti, non a caso abbiamo incontrato i ragazzi del Gonzaga, e diverse realtà e periferie della città. Noi crediamo che le scuole possano essere dei fari importanti per rialzare il capo in una città che ha bisogno di cultura e scuola.

Palermo Capitale dei Giovani 2017. Il suo programma prevede anche l’inclusione dei Giovani nel mondo del lavoro?

Sono un giovane di questa città che ha dovuto lasciare Palermo perché non dava lavoro. Quando un palermitano lascia la propria terra per raggiungerne un’altra e cercare altre opportunità, è una sconfitta per tutti. Palermo è una città che potrebbe avere un business incredibile sul turismo, ma bisogna creare le condizioni perché il turista sia invogliato a ritornare. I giovani possono tornare se il Comune darà delle condizioni e opportunità di lavoro. Per fare questo noi vogliamo utilizzare i privati, che possono attingere anche ai beni confiscati alla mafia, e creare in questo modo dei posti di lavoro.

Palermo scuola e territorio: quali progetti?

Vogliamo ripartire da quelli che sono i fari per la nostra città e risorse per le periferie abbandonate: le scuole. Dopo la famiglia, la scuola ha un’importanza fondamentale. Il prossimo sindaco può permettere che le scuole abbiano strutture, strumenti, mezzi adeguati. Vogliamo dare la possibilità che le scuole possano stare aperte al pomeriggio, utilizzando anche i teatri delle scuole. Potremmo avvalerci dell’aiuto di quei professori e presidi di frontiera, che ogni giorno e col loro lavoro portano in alto i principi della nostra costituzione.

Palermo in Europa e nel mondo: come rappresentare la città?

Palermo è stata conosciuta con il brand della mafia. E’ inutile nascondersi dicendo che la mafia non esiste più, anche se la mafia torna a sparare per le strade, continua e torna ad ammazzare. Riconosciamo che il fenomeno non è abbattuto, ma certamente non possiamo esportare nel mondo un modello di Palermo capitale della mafia. Palermo è diventata Capitale della Cultura, Capitale dei Giovani, bisogna esportare questi modelli virtuosi in giro per il mondo. Nel nostro programma prevediamo di creare un marchio, un etichetta comunale, che possa portare ad avere dei prodotti straordinari, come quelli palermitani, riconosciuti come prodotti ufficiali.

Palermo Capitale della Cultura ma anche sede di istituzioni universitarie quali: Unipa, Lumsa, Accademia delle belle arti, Conservatorio di musica Bellini, Accademia Abadir San Martino delle scale e altre istituzioni di livello universitario, pubbliche e private. Oltre a Capitale della Cultura, Palermo può diventare una vera città universitaria che attragga sul territorio anche giovani del resto del paese e del bacino del Mediterraneo? 

La nostra università è tra le prime in Italia e di questo dobbiamo essere fieri. Palermo deve essere orgogliosa delle proprie eccellenze, della propria istituzione accademica. Il Comune deve riuscire a implementare manifestazioni di promozione culturale, creare dei contenitori di promozione affinché questi enti possano parlarsi tra di loro. Vogliamo creare una cabina di regia nel mondo accademico, che coordini le varie realtà virtuose di questa città. L’obiettivo è attrarre universitari che vengono da altre realtà.

Giovani e fuga di cervelli. Perché restare? 

Molti si chiedono se valga la pena restare a Palermo. Oltre cinquemila ragazzi hanno lasciato la nostra città perché qui non hanno prospettive. Allora il sindaco deve mettere al centro dei propri obiettivi di creare quelle condizioni politiche, economiche e sociali perché i giovani non possano fuggire da Palermo, creando delle alternative valide. I giovani che lasciano Palermo lo devono fare perché hanno la volontà, la voglia di approfondire le proprie esperienze. Solo in questo caso questa fuga avrebbe senso. Il sindaco ha dunque l’obbligo di aiutare i giovani a restare, attraverso anche l’impiego di fondi europei.

Quali consigli dare ai giovani studenti e a quelli che si affacciano nel mondo del lavoro? 

Ho avuto la possibilità di lavorare fin da subito: a 16 anni ho iniziato ad impegnarmi nel giornalismo, a 21 ho avuto un contratto importante lavorando in Mediaset. Molto spesso i giovani sono usati e sfruttati per fare esperienza e questo spesso significa lavorare gratis. Il mio consiglio è quello di fare esperienza, ma avendo un obiettivo davanti, fisso e determinato. Camminate con le vostre gambe, pensate con la vostra testa, cuore in alto, perché prima o poi chi fa e chi sa fare viene fuori ed emerge.

 

Di seguito il video dell’intervista:

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

Check Also

autonomia

Nuovi autonomismi: la fine della solidarietà nazionale nella morte della complessità

Ma cos'altro può essere questo nostrano crescente polverone di spinte autonomistiche se non fumo d'hidalgo che cela un'ostilità, non verso i vicini del palazzo accanto ma, verso i propri condomini? La riflessione di un convinto e disilluso autonomista di fronte all'abuso mediatico del concetto di autonomia.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *