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Speciale elezioni – Intervista al candidato sindaco Fabrizio Ferrandelli – VIDEO

In occasione delle elezioni del prossimo 11 giugno che vedranno il rinnovo degli organi consiliari per la città di Palermo, abbiamo incontrato i candidati a sindaco, chiedendo loro in che modo pensano di coinvolgere giovani e studenti nei progetti che riguardano il capoluogo siciliano e quante e quali occasioni hanno in serbo per loro.

Il candidato Fabrizio Ferrandelli, per le Liste: Per Palermo con Fabrizio, Palermo prima di tutto, Coraggiosi, Forza Palermo-Palermo al centro, Forza Italia, Udc, Cantiere popolare , propone lavoro e investimenti come ricetta per innalzare la città e rendere parte attiva del suo programma i giovani palermitani.

Nell’ambito del prestigioso riconoscimento al capoluogo come Capitale della Cultura 2018, quali potrebbero essere i possibili progetti di una futura amministrazione per elevare l’immagine della città? 

Per rendere realmente Palermo Capitale della Cultura, bisogna dare risposte concrete a quelli che sono dei temi veri. Faccio riferimento, ad esempio, al Piano integrato dell’offerta turistica: i turisti che visitano Palermo hanno bisogno di un biglietto unico, un biglietto integrato che consenta loro di accedere al patrimonio artistico e culturale della città; serve anche un sistema di mobilità efficiente che aiuti i turisti a poter fruire del percorso, mediante bus navetta. Bisogna inoltre mettere a disposizione le risorse di Comune e Regione: non possiamo accettare di vedere siti museali chiusi, soprattutto nei giorni di maggiore frequenza (Sabato, Domenica e festivi).

In vista di Palermo Capitale della Cutlura 2018, quante e quali opportunità per i giovani? 

L’obiettivo principale è quello di trattenere qui cinquemila ragazzi che ogni anno sono costretti ad abbandonare la città perché non trovano opportunità, l’offerta turistica è uno dei settori che può creare queste opportunità. Sono in contatto da diversi anni con degli operatori internazionali che vogliono investire nell’ambito artistico e monumentale, ma anche per quanto riguarda la ricettività alberghiera. Stiamo inoltre pensando ad un piano serio della movida , che faccia della qualità dell’intrattenimento una grande offerta per poter attrarre turismo. Sono in contatto con grandi tour operetor di origine araba, russa, cinese per attrarre turismo anche attraverso una rivisitazione della gestione dell’aeroporto di Palermo, che deve diventare veramente internazionale, collegandosi con New York, Inghilterra, Russia, Arabia e il sistema portuale, così da offrire un grande incoming di turisti.

Ci sono eventi nel suo programma che coinvolgono il mondo degli studenti e in che modo?

Tanti studenti hanno partecipato alle sessioni nei vari quartieri per la redazione del programma. Abbiamo infatti coinvolto gli studenti attraverso il metodo della partecipazione attiva. Noi non vogliamo dividere la società in strati: per noi la città è di chiunque la viva. Gli studenti vivono delle tematiche che altri non hanno affrontato: gli spazi pubblici, i luoghi di ritrovo. Troppo spesso la cittadella universitaria, ad esempio, è unico luogo d’incontro per gli studenti. Palermo dunque deve fare dei passi avanti a partire dai quartieri: non riteniamo dignitoso che gli studenti, soprattutto delle periferie, debbano raggiungere il centro per vivere a pieno la propria vita universitaria. Stiamo pensando, a partire dalle scuole, ad un decentramento di tutte le attività e funzioni per poter fruire di spazi adeguati all’interno della propria città.

Palermo Capitale dei Giovani 2017. Il suo programma prevede anche l’inclusione dei Giovani nel mondo del lavoro?

Per me oggi Palermo Capitale dei Giovani è soltanto uno slogan, non rappresenta la verità. I giovani non sono soltanto costretti ad andare via, ma non si possono manifestare: è presente oggi un’attività di repressione della movida, nessuna opportunità in ambito culturale-artistico, poca presenza di spazi pubblici, nessun interscambio con l’amministrazione per portare avanti le proprie progettualità. Noi pensiamo a creare sinergia con diversi incubatori di startup di livello internazionale per i tanti giovani che hanno creatività e voglia di investire sulla propria città e con l’opportunità di avere a disposizione il patrimonio edilizio della città per creare spazi in cui realizzare le proprie imprese. La parola principale è il lavoro: è inutile parlare di giovani, di sviluppo per la città se non parliamo di occupazione e lavoro. Il nuovo sindaco di Palermo deve avere una sola priorità: Palermo deve diventare una città business friendly, e ciò significa portare investitori, investimenti e dotare gli investitori internazionali di una certezza che è la semplificazione amministrativa delle procedure e di una task force lavoro che garantisca certezza degli investimenti.

Palermo scuola e territorio: quali progetti? 

Si possono creare delle opportunità a partire dalle scuole. Sono più di quattrocento gli istituti di proprietà comunale presenti sul territorio. I cittadini possono dunque avere comodamente sotto casa dei luoghi di ritrovo. La scuola, in relazione con associazioni, cooperative, parrocchie, può diventare un faro, attraverso anche la messa in rete del personale comunale per garantire l’apertura delle scuole, dotandole di un processo di continuità: il ragazzo non avrà solo le sue ore scolastiche da vivere in istituto, ma potrà anche continuare lì le sue attività, senza dover ricorrere alla strada; mentre i cittadini nelle scuole troveranno spazi nei quali poter realizzare laboratori, punti di aggregazione e, attraverso il decentramento delle risorse del comune, anche ginnastica dolce per anziani. 

Palermo in Europa e nel mondo: come rappresentare la città?

Palermo ha grandi potenzialità, ma il suo patrimonio non basta da solo, bisogna creare network. Avere una buona rete di relazioni fra i musei di Londra, Stati Uniti, può creare un’attività di rete e lobbing in grado di portare sul capoluogo siciliano grandi flussi turistici ma anche investimenti. Palermo la cambieranno i palermitani che hanno l’opportunità di restare qui, soprattutto i giovani. Il prossimo sindaco di Palermo deve essere l’àncora affinché tanti giovani possano avere l’opportunità di restare, lavorare e mettere in pratica ciò che hanno imparato.

Palermo Capitale della Cultura ma anche sede di istituzioni universitarie quali: Unipa, Lumsa, Accademia delle belle arti, Conservatorio di musica Bellini, Accademia Abadir San Martino delle scale e altre istituzioni di livello universitario, pubbliche e private. Oltre a Capitale della Cultura, Palermo può diventare una vera città universitaria che attragga sul territorio anche giovani del resto del paese e del bacino del Mediterraneo? 

Noi siamo la generazione dell’Erasmus, abbiamo capito quanto possa essere importante fare esperienza all’estero. Palermo può, a partire dal proprio polo universitario, offrire a diversi paesi che si affacciano sul Mediterraneo l’occasione di formazione e crescita culturale. Sede di Erasmus, dunque, non solo verso l’Europa, ma anche per i paesi dell’Africa che possono guardare a noi e compenetrare le proprie culture. Immagino Palermo non solo come il capoluogo di provincia, ma come capitale della Sicilia.

Giovani e fuga di cervelli. Perché restare?

Chi è già andato via non riusciremo a farlo tornare, ma stiamo facendo una scommessa su più generazioni. Quello che voglio dire ai giovani è di non rinunciare ai loro sogni, se questo significa dover andare via va bene, ma non bisogna mai perdere le proprie radici. Stiamo lanciando un progetto che si chiama Outsiders Palermo: tutti i siciliani e palermitani che sono stati costretti ad andare via e che hanno raggiunto posizioni di successo nel mondo, diventeranno i miei canali per agganciare le grandi multinazionali, le società in cui sono riusciti a fare carriera, per poter portare qui parte di quella realtà. Voglio fare in modo che Palermo diventi la città in cui restare, non la città da abbandonare, scommettendo molto anche nel turismo sostenibile.

Quali consigli dare ai giovani studenti e a quelli che si affacciano nel mondo del lavoro?

Voglio dare pochi consigli, perché voglio avere l’umiltà di chi sa di non essere sopra nessuno, ma sa di essere un cittadino come gli altri. Voglio essere primo fra pari. Non bisogna mai rinunciare alla bellezza dei propri sogni, non bisogna fermarsi quando qualcuno ti dice che non ce la farai mai, non bisogna smettere di sperimentare sentieri nuovi, perché se non lo fai vincerà sempre chi vuole conservare e tenere le cose come stanno. Capiterà di prendere porte in faccia, ma ci si rialza sempre più carichi, conservando una lezione in più per fare meno errori in quella successiva.

Di seguito il link per l’intervista video:

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

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