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Spazi della Memoria: leggere, ascoltare, sentire, ricordare

In occasione della Giornata della Memoria l’Ersu Palermo, in collaborazione con l’associazione “Nami”, ha inaugurato il 27 Gennaio 2016, presso la residenza Santissima Nunziata, gli Spazi della memoria che ospitano un’evocazione sensoriale degli orrori della Shoah.

Si tratta di un evento nuovo nella città di Palermo, per via di diversi aspetti; intanto, la scelta della residenza non è casuale. La santissima Nunziata si trova infatti all’interno della vecchia Giudecca palermitana, il quartiere ebraico che venne svuotato nel 1492 a seguito dell’editto di Isabella di Castiglia che obbligava gli ebrei a convertirsi o a lasciare i territori di dominio spagnolo. Proprio per le sue proprietà storiche è sembrata la sede più idonea per mantenere oggi una memoria della Shoah, quasi un restituire una parte di quartiere ebraico alla sua stessa storia.

L’evento prevede la creazione di una biblioteca dedicata al ricordo delle persecuzioni razziali che hanno interessato il secondo conflitto mondiale, tramite le generose donazioni dei visitatori in modo da mantenere vivo l’interesse alla creazione di una cultura sempre più viva della memoria.

La presenza, inoltre, di un percorso creato appositamente per l’occasione, ha reso emozionante ed evocativa l’esperienza di ogni visitatore. La scenografia, infatti, creata appositamente per rievocare il ricordo angusto e opprimente dei campi di concentramento, accompagna, quasi prendendolo per mano, chiunque intenda entrare in contatto con una realtà storica fatta di leggi antisemite, dittature totatilarie e metodi di eliminazione senza precedenti, tristemente noti come “soluzione finale”.

Non solo libri, ma soprattutto immagini emozionanti, commoventi, riprendono il ricordo delle torture vissute nei campi di concentramento, accompagnate da un sottofondo musicale che riportano alla realtà dei momenti terribili vissuti dagli internati nei campi durante i lavori forzati, le marce e gli ultimi istanti della loro vita.

Nessuno di noi può immaginare, nemmeno lontanamente, cosa volesse dire vivere l’inferno di un lager; ricordare è, infatti, un dovere e questo evento consente non soltanto di riportare alla memoria orrori senza precedenti nella storia mondiale, ma soprattutto di entrare empaticamente in contatto con una realtà che ci sembra sempre più lontana dal nostro presente, eppure pericolosamente vicina senza un’adeguata cultura del ricordo.

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

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