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“Sovrani e impostori”. Il Teatro Biondo di Palermo presenta un’entusiasmante stagione 2017-2018

Se con il titolo “Sovrani e impostori” il Teatro Biondo di Palermo aveva intenzione di accattivare il suo pubblico, e magari il pubblico più giovane, occorre dire che l’operazione può ritenersi riuscita. Entusiasmante è la prima parola che si accende nella mente del giornalista fin dal frontespizio, sfogliando la cartella stampa, durante la presentazione della stagione 2017-2018, tenutasi stamane. Roberto Alajmo, direttore del Teatro Biondo di Palermo, passa in rassegna i titoli e quella parola, enthusiasmòs, si alimenta, arde come fuoco, come, appunto, “con dio dentro di sé”.  Tutto questo è più del semplice senso di bellezza. Piuttosto, è la rivelazione dello sforzo di comunicare le intime ragioni che reggono una scelta artistica di produzione della stagione che narrerà, attraverso l’impostura della recitazione, delle trame del potere.

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Gli spettacoli in Sala Grande

In Sala Grande andranno in scena 12 spettacoli. La prima, il 27 ottobre, sarà affidata ad Emma Dante che proporrà il suo Bestie di Scena. Seguiranno, a novembre, Il Secondo figlio di Dio. Vita, morte e miracoli di David Lazzaretti con Simone Cristicchi, a dicembre, Enrico IV di Luigi Pirandello e Re Lear di Shakespeare. Di quest’ultimo Roberto Alajmo dice: “Promette d’essere abbastanza grandioso” e c’è ragione di crederlo dato che riporterà a Palermo il connubio artistico tra il regista Giorgio Barbiero Corsetti, con il suo chroma key, e Ennio Fantastichini che già hanno portato in scena al Teatro Massimo “Le Parole Rubate”.

Da gennaio in rassegna saranno rappresentati Le Cirque Invisible con Victoria Chaplin, Il giuramento di Claudio Fava, Tamerlano di Marlowe con Vincenzo Pirrotta, la Medea di Euripide, Dieci storie proprio così – Terzo atto spettacolo di Giulia Minoli dedicato alle storie di vittime della criminalità organizzata, meno trattate dalla cronaca.

19897811_10211384231338931_1418932468_oA Marzo andrà in scena Quello che non ho con Neri Marcorè, a cui seguirà Aspettando Godot di Samuel Beckett, Occident Express (Haifa è nata per star ferma) dedicato a una migrazione dall’Iraq fino al Baltico. Chiuderanno la stagione Moni Ovadia e Mario Incudine con Liolà di Luigi Pirandello.

Gli spettacoli in Sala Strehler

Stagione con 15 spettacoli (in maggioranza prodotti dallo stesso Teatro Biondo) quella che andrà sul palco della Sala Strehler. Minore solo per i posti disponibili agli spettatori e no per l’interesse dei titoli e per la qualità degli spettacoli, nell’intima sala del teatro dei palermitani sarà possibile ammirare: “Centomila, uno e nessuno. La curiosa storia di Luigi Pirandello”, “Galois”, “La sonata di Kreutzer” versione teatrale dello scritto di Tolstoj, “Geppetto e Geppetto”, “Guerrin Meschino”, “Tandem”, “C’era e c’era Giuseppe Schiera” con Salvo Piparo e Costanza Licata, “Acqua di Colonia”, “Goliarda music-hall”, “Fratelli”, “De revolutionisbus. Sulla Miseria del genere umano” da due Operette di Giacomo Leopardi,  “La Veglia”, “Milite ignoto. Quindicidiciotto”, “Mozart. Il sogno di un clown”. Chiuderà la stagione “La Scortecata” di Emma Dante, tratto da una fiaba de Lo cunto de li cunti di Giovambattista Basile.

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Alla conferenza stampa sono intervenuti anche il presidente del Teatro, Giovanni Puglisi, l’assessore alla cultura del Comune di Palermo, Andrea Cusimano e l’assessore al Turismo, allo Sport e allo Spettacolo della Regione Siciliana, Anthony Barbagallo. Insieme al direttore Roberto Alajmo la presentazione è stata una occasione per parlare di bilanci – in positivo per l’associazione -, della necessità di maggiori finanziamenti per la fabbrica culturale del Biondo (mentre si assiste a una sempre maggiore assenza di contribuzione) e delle visioni future che il teatro si propone come la candidatura a divenire teatro di interesse nazionale nel 2018 anno in cui Palermo sarà Capitale italiana della Cultura.

E a proposito di visioni, fino al 31 dicembre 2017, anno in cui Palermo è la Capitale italiana dei Giovani, per tutti gli under 2015 continuerà a essere possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli in Sala Grande a 10 euro e per gli spettacoli un Sala Strehler a 5 euro. Per chi volesse abbonarsi, infine, i nuovi abbonamenti saranno disponibili dal 3 ottobre 2017 e i costi spaziano nei vari turni e nei vari settori da un minimo di 68 euro a un massimo di 210. Il teatro dimostra così di essere aperto a tutte le esigenze e interpreta al meglio il suo ruolo di luogo della formazione della comunità.

Nell’auspicio che queste intenzioni siano soddisfatte non rimane che invitare “i miei venticinque lettori” a sfruttare questa splendida occasione.

Riguardo Andrea Cannizzaro

Andrea Cannizzaro
Nato il 29 luglio 1994 a Palermo dove frequento il corso di studi in Giurisprudenza. La mia mail è andreacannizzaro94@gmail.com

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