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SMODA 2017
SMODA 2017

SMODA, elogio dell’alternativa

La settima dal 3 al 9 luglio ha trasformato Palermo in un contenitore di eventi legati al dorato e a tratti inaccessibile mondo del fashion e della moda. Mentre a Piazza Pretoria si svolgevano le sfilate blindate di due stilisti come Dolce e Gabbana, grati per tutti gli input che negli anni la nostra città ha regalato loro, sabato sera, poche strade più in là, in una cornice altrettanto suggestiva,  le scalinate delle Poste Centrali, capolavoro dell’architettura razionalista, un altro evento sicuramente meno esclusivo, anzi decisamente inclusivo della gente e per la gente, la quarta edizione di SMODA.

SMODA è una manifestazione iniziata nel 2007 da un’idea di Skip Valguarnera che nel suo atelier, parruccheria e barber shop, insieme con un gruppo di visionari hanno dato vita ad “Antimoda”, un’iniziativa che è cresciuta negli anni trasformandosi nel 2012 nell’appuntamento SMODA. Una sfilata di moda alternativa? Non solo.

SMODA è moda, ma è anche performance, danza, arte ed è anche il contrario di tutto questo. Partiamo dall’idea, quindici stilisti siciliani che lavorano per mesi per realizzare non soltanto dei vestiti ma delle idee. Da temi importanti come la violenza sulle donne o i disastri ambientali sono stati realizzati abiti e performance con materiali riciclati, dall’alluminio, alle carte da giuoco, dai tasti di una pianola ai cavi da computer, che conferiscono un aspetto assolutamente unico a queste creazioni. La pura artigianalità, l’inventiva e la capacità di realizzazione e della manipolazione dei materiali è la stessa delle maestranze degli stilisti più affermati, ma dedicata non al lusso ma ad un’idea di denuncia e di racconto. Agli stilisti si sono affiancati make up artist e modelle che hanno fatto si che le immagini visionarie degli stilisti prendessero forma. Il risultato è uno spettacolo alternativo a tratti punk a tratti favolistico, sicuramente sempre interessante e coinvolgente.

SMODA 2017 Backstage
SMODA 2017 Backstage

SMODA, come ha anche ricordato Skip in apertura della manifestazione, ha coinvolto quest’anno più di duecento persone che a vario titolo hanno prestato gratis il loro impegno e il loro tempo per creare, realizzare e mettere in scena più di due ore di spettacolo offerto alla città. Durante la serata, in una sorta di circo mediatico e post moderno, si sono succeduti ballerini con coreografie underground come il gruppo degli Shamless, attori, scultori e ancora skaters e bikers avvicinando sempre di più Palermo a quelle che sono performance godibili in città come Berlino o Londra. Basta fare un attimo attenzione a quello che avviene in città per rendersi conto che ogni giorno di più cambia e si modifica la percezione da parte dei palermitani della propria dimensione di cittadini di un microcosmo che fin dai tempi più antichi è stato una sorta di enorme pentolone delle streghe che partoriva, dalle commistioni più impensate, arte e bellezza. Sì, bellezza, SMODA è anche bellezza, ed è sicuramente arte alternativa per questo è una manifestazione importante perché alimenta la ricerca e la voglia di elevarsi ad un livello culturale più alto e assolutamente dovuto ad una città come Palermo.

SMODA 2017
SMODA 2017

Infine SMODA è anche competizione. I quindici stilisti, Eleonora Alessi e Maria Grazia Troia (sbellezza), Rosa Maria Antona (contaminazione ambientale), Katia Calandrino (la rivolta del mondo animale), Chiara Graziano (dipendenza da social network), Gemma Lo Bianco (disastri ambientali in mare), Alessandra Mangiapane (bombardamenti in Siria), Marta Plumari (eutanasia), Margherita Chiaramonte (favola dark), Oria (flusso di coscienza), Dawda (violenza contro le donne), Pietro Lipari (libertà dei sensi), Fabrizio Lisciandrello e Elena Gambino (sbarbie), Dario Spitalieri (sovrastrutture), Fulca Di Lattuga (immigrati), Francesca Mandalà (macchina da guerra), si sono confrontati con una giuria per ottenere uno shooting fotografico e l’esposizione delle proprie creazioni nel flagship store NHVR di Via Libertà. Alla fine ha vinto la stilista Gemma Lo Bianco con i suoi abiti che rievocano i disastri ambientali in mare.

Riguardo Gianfranco Spatola

Gianfranco Spatola
Palermitano, medico e fotografo dopo diversi anni come fotoreporter, divenuto ricercatore universitario inizia ad utilizzare le sue conoscenze fotografiche nel campo della ricerca medica e in particolare nell’utilizzo di microscopi e software di analisi d’immagine. Essendo a Parigi nei giorni dell’attentato al Bataclan del 2015 realizza diversi scatti che oggi, su invito dell'ERSU, risultano visibili come installazione permanente al pensionato universitario S. Saverio di Palermo in un aula dedicata proprio al Bataclan. Nel 2013 e nel 2014 tiene un “Laboratorio di Fotografia e fotografia teatrale e di scena” per il corso di Laurea magistrale in Teatro Cinema e Spettacolo multimediale della Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Palermo.

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