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Fonte: www.i.ytimg.com
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Silent Fires, i giochi d’artificio silenziosi

Conosciuti in tutto il mondo e amati da adulti e bambini, i fuochi d’artificio rappresentano una delle attrazioni principali durante le feste; che sia Natale o Capodanno, Ferragosto o la festa del paese, i giochi pirotecnici, o, piromusicali, “costringono” centinaia di persone ad aspettare anche l’una di notte, per assistere a quel gioco di botti e colori nel cielo che, alla fine, termina sempre con la così detta “masculiata”.

Tuttavia, i danni provocati dai botti, nel caso specifico agli animali domestici e randagi, non sono per nulla indifferenti.

È proprio dello scorso Capodanno la storia di Lola, una meticcia di pastore tedesco che, terrorizzata dai petardi e dai botti, è scappata, il più lontano possibile, dal giardino della sua casa.

Fonte: www.corrierefiorentino.corriere.it
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La sua fuga nella notte, purtroppo, è finita nel peggiore dei modi. I suoi padroni hanno tappezzato la zona di volantini, la postina del luogo si è offerta di distribuire le locandine, gli autisti degli scuolabus hanno contribuito alla diffusione delle informazioni: «È docile e buona sia coi cani che con le persone. C’è un’intera famiglia che la aspetta a casa», era scritto negli annunci diffusi anche via internet.

Ma niente di tutto questo è servito a riportare in tempo l’amata Lola a casa sua.

Il suo corpo è stato infatti ritrovato sotto un ponte sul torrente Isone all’Antella. Chi l’ha visto ha chiamato la polizia municipale e i vigili del fuoco, e il veterinario è risalito alla famiglia di Lola tramite il microchip.

«Era un cane grosso, non sarebbe scivolato in un torrente con l’acqua così bassa. Non aveva fratture — dicono però i suoi padroni — Può essere stata la paura a generare un malore».

Lola è stata solo una delle tante vittime del nostro divertimento, è solo un esempio, perché chissà quanti cani e gatti randagi muoiono per la paura provocata dai fuochi, così come molti volatili, fuggono per la paura dal proprio nido, abbandonando per sempre i propri piccoli che poi, inevitabilmente, muoiono.

È, innanzi tutto, una battaglia di civiltà, di solidarietà nei confronti dei più deboli, di chi vuole risparmiare minuti di choc agli animali durante gli spettacoli pirotecnici.

Si tratta di portare avanti una campagna che metta il silenziatore agli spettacoli pirotecnici, esaltandone la spettacolarità, che deve soddisfare gli occhi e non le orecchie.

Per ovviare a questi inconvenienti, sono nati i fuochi d’artificio silenziosi o coreografici, in cui non è presente alcun rumore fragoroso, ma tanti effetti speciali come cascate, fontane, sbruffi e girandole.

L’arte pirotecnica nasce in Giappone e i nipponici sono dei veri e propri maestri.

La fioritura dei ciliegi si chiama «hanabi» e i fuochi d’artificio «hanami»; con questa semplice similitudine si comprende che cosa significhi per loro uno spettacolo pirotecnico. Fiori che sbocciano, pagode dai mille colori.

Ma soprattutto, i giapponesi, insofferenti dei rumori molesti, danno luogo a spettacoli silenziosi, preferendo l’arte e la suggestione visiva al rumore.

Per quanto non si possa eliminare del tutto il rumore, perché la salita in cielo richiede una camera di scoppio, lo si può attutire in modo sostanziale, mentre i disegni che sbocciano nel cielo non hanno bisogno di alcuno scoppio.

Il benessere degli animali, domestici e non, vale molto di più di un semplice botto.

Riguardo Elisabetta Lucia Medaglia

Elisabetta Lucia Medaglia
29 anni, di Palermo, ho conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza nel 2014, mi sono abilitata prima come giornalista pubblicista e, in seguito, come Perito Grafologo Professionista , e sono cultore di Filosofia del Diritto presso l'università LUMSA di Palermo .

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