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Siamo tutti migranti. L’intervento di Leoluca Orlando

La mattina del 10 ottobre è Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, a chiudere il ciclo di interventi. Le conferenze in programma hanno avuto come filo conduttore la Letteratura come resistenza e hanno trattato storie di donne schiavizzate e di profughi non considerati uomini. Orlando, che da anni appoggia la Consulta delle culture, durante la tavola rotonda allestita nella sala di Palazzo Cefalà, ha voluto dire la sua e dare inoltre nuovi spunti di conversazione che Flore Murard Yovanovitch ha colto senza esitazione.

Il sindaco si fa promotore dell’integrazione dei migranti nella società, e ha approvato insieme alla Consulta delle culture la Carta di Palermo: Mobilità umana internazionale, col proposito di abolire il permesso di soggiorno e riformare radicalmente la legge sulla cittadinanza. Quest’ultimo rappresenta un atto storico per la città di Palermo, un atto di civiltà e di umanità che va oltre tutte le barriere della discriminazione.

Orlando ritiene il Festival delle Letterature migranti un’ottima occasione per Palermo per proseguire verso una totale comprensione della diversità, affinché la città acquisisca l’ennesimo motivo di vanto.

«Palermo è alla costante ricerca di una nuova identità: bisogna ringraziare i migranti per aver dato a Palermo un volto nuovo, colorato, gioioso e multietnico. Da città monoculturale ecco che si è aperta a nuovi orizzonti, ed è innegabile che sia stato merito dei numerosi migranti. Loro hanno aiutato Palermo a ritrovare la sua identità».

Chi non è migrante?– Chiede il sindaco –ognuno di noi lo è, l’eccezione oggi è non esserlo.

 

Riguardo Gaia Butticè

Gaia Butticè
Nata ad Agrigento il 12/03/1991, vivo tra Favara e Palermo. Ho una laurea in Lettere e sono al momento iscritta al secondo anno di Filologia moderna e italianistica

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