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“Sette punte mille usi”, a Unipa seminario informativo sulla canapa – Utilizzo industriale e testimonianze.

Il 30 maggio presso l’aula Magna “G. P. Ballatore” del Dipartimento S.A.F. dell’Università degli studi di Palermo (ex facoltà di Agraria), si è tenuto il seminario informativo dal titolo “Sette punte mille usi”.

Giusi Fabio, referente dell’associazione AISF (Associazione Italiana Sindrome Fibriomialgia), affetta da fibriomialgia, ha riportato la sua testimonianza sul decorso della malattia. Dopo sette anni  tra dolori e frustrazione data dall’incapacità  di individuare la patologia e somministrare una cura, le è stata diagnosticata una patologia che, però, non è stata ancora compresa dal sistema sanitario. L’appello di Giusi Fabio è di mettere a disposizione delle persone sofferenti come lei, affette da patologie debilitanti, le sperimentazioni sulla  cannabis.

Alessandro Raudino, in qualità di presidente dell’associazione Cannabis Cura Sicilia, denuncia invece l’imperizia dei medici italiani nell’informarsi riguardo le terapie che usufruiscono della cannabis. Un altro problema è il costo elevatissimo dei farmaci che un paziente non può giornalmente permettersi: ad esempio il Bedrocan, infiorescenza femminile di canapa essiccata, del valore di 35 euro al grammo, di cui dose massima giornaliera consigliata è di dieci grammi.
Se lo stato non aiuta la divulgazione delle proprietà terapeutiche di questa pianta, sostiene il presidente dell’associazione, dovrebbero essere i consumatori stessi ad occuparsene in maniera consapevole. Sicuramente si stanno facendo passi avanti ma non basta, “un paziente non può essere considerato un criminale” com’è successo a qualche malato di cancro che non potendo acquistare la cura in farmacia, ha deciso di violare la legge coltivandola.

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Giuseppe Nicosia, educatore alimentare, esperto e cultore della canapa, antiproibizionista e redattore per On Air Magazine, in questo seminario ha esposto alcune proprietà della pianta che se utilizzate potrebbero rivoluzionare il mondo per come lo conosciamo oggi.
Da un ettaro di canapa si ricava tanta carta quanta se ne ricaverebbe da quattro ettari di foresta, va da sé che in un momento storico in cui la popolazione mondiale aumenta esponenzialmente e così anche il fabbisogno di derivati della cellulosa, questa pianta potrebbe rappresentare la svolta per rimediare al triste e autolesionista fenomeno della deforestazione.
La canapa trova applicazione nella bonifica dei terreni coltivati perchè grazie al processo di fitorisanamento, l’apparato radicale della pianta è in grado di estrarre dal terreno metalli pesanti. Una volta volta contaminata, la pianta può essere riutilizzata nel campo della bioedilizia ad esempio. Mattoni di canapa, calce e acqua sono rimacinabili e riutilizzabili, biodegradabili, ignifughi, in grado di regolare il livello di umidità e gli sbalzi termici. L’edilizia incide del 30-40% sulle emissioni di CO2 nell’atmosfera, 1m3 di canapa secca può sequestrare 108kg di anidride carbonica.
Altro punto di forza è il possibile impiego nella produzione di biocarburanti come etanolo di canapa che rappresenta una valida alternativa ai combustibili fossili. Dalla canapa si possono inoltre estrarre bioplastiche totalmente biodegradabili impiegate nella costruzione di automobili migliori per caratteristiche e competitività di mercato, come quella utilizzato da Heny Ford nel 1955 nella costruzione della sua Ford Hemp Body Car, mai entrata in commercio.

L’ultimo intervento legislativo è stato, invece, portato avanti dalla parlamentare della Camera dei Deputati Loredana Lupo, sullo status legislativo della canapa in Italia.
Tramite la nuova legge “Norme per il sostegno e la promozione della coltivazione e della filiera della canapa” è prevista una dotazione economica destinata alle filiere e alla trasformazione. La cosa importante è che la legge proposta è pensata per dare a tutti la possibilità di coltivare la canapa a scopo industriale, acquistando semenze certificate, evitando così che il monopolio della pianta finisca nelle mani di pochi.
É previsto un aumento del livello di THC dallo 0,2% allo 0,6%, dato di cui la parlamentare non si ritiene abbastanza soddisfatta visto che le variazioni dipendono dai fattori ambientali, climatici e metereologici, quindi difficilmente controllabili.

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Riguardo Giorgia Ciulla

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