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Seră biserică debutta a Palermo

Si è tenuta venerdì 11 settembre alle 12:00 a Palazzo delle Aquile, la conferenza stampa di presentazione dello spettacolo teatrale SERĂ BISERICĂ (traduzione dal rumeno: “La serra-chiesa”), che debutterà giovedì 17 settembre allo Spasimo di Palermo.

L’autore è Giacomo Guarneri ed è diretto oltre che dello stesso Guarneri, anche da Marcella Vaccarino.

Seră biserică, accende i riflettori su un tema di scottante attualità, ossia la condizione delle donne romene nelle campagne del ragusano, sfruttate e abusate da alcuni imprenditori agricoli locali.

Lo spettacolo andrà in scena nell’ambito del progetto “Io non tratto”.

“Io Non Tratto” è una campagna di sensibilizzazione contro la tratta di esseri umani, che ha goduto del supporto del Comune di Palermo realizzata nell’ambito del progetto del Ciss Cooperazione Internazionale Sud Sud “Root – Azioni integrate contro la tratta” finanziato dall’Unione Europea e realizzato in partenariato con il Cesie.

L’idea di uno spettacolo che raccontasse cosa accade nelle campagne del ragusano è dell’associazione “Santa Briganti” che poi lo ha anche coprodotto insieme all’associazione “La pentola nera” di Palermo.

Seră biserică è il frutto di una ricerca sul campo condotta lungo tutta la “costa trasformata” del ragusano, dove Guarneri e Vaccarino hanno incontrato braccianti rumene, ricercatori, sindacalisti e associazioni di volontari sensibili alle loro condizioni.

Guarneri e Vaccarino con questo spettacolo cercano di raccontare la quotidianità che affrontano queste donne, la loro consuetudine.

Questo spettacolo, come un filo rosso, conclude la triade di opere già scritte da Giacomo Guarneri sul tema del lavoro.

Guarneri ha esordito come autore nel 2007 con Danlenuàr (Premio Enrico Maria Salerno per la Drammaturgia 2008) dove viene affrontato il vero e proprio esodo che seguì al famoso Protocollo di Roma, il cosiddetto “accordo minatore-carbone” con cui, nel 1946, il Governo italiano s’impegnò a inviare la propria manodopera al lavoro sotterraneo in Belgio, in cambio di un prezzo di favore nell’acquisto di carbone da quel Paese. Dopo arriva Radio Belìce non trasmette (Premio Etica in atto 2013): radiocronaca, ambientata nella Sicilia di Danilo Dolci, di vent’anni di lotte di operai e braccianti uniti in nome della «piena occupazione».

Adesso arriva Seră biserică che parla della condizione della donna sfruttata. Ne esce fuori uno spettacolo teatrale di situazione con un testo di forte spessore drammaturgico che incornicia l’umanità con tutte le sue sfaccettature, con le sue virtù e le sue miserie, che ruota attorno al potere esercitato dallo “zio” su queste donne che si trovano abbandonate in mezzo al nulla delle campagne completamente assoggettate a lui.

SINOSSI

 Quella di Zio è un’azienda a conduzione familiare, produce pomodori. È estate quando due donne rumene, Alina e Nicoleta, iniziano a lavorare per lui: braccianti di giorno e guardiane di notte. Il podere è isolato nelle campagne, recintato, inaccessibile. Non ci sono altri occhi, non ci sono testimoni. C’è un uomo che vorrebbe «un poco di amore», e ci sono donne vulnerabili. Zio esprime la sua brama, lo fa a modo suo. Alina e Nicoleta hanno reazioni inconciliabili. Una è idealista, l’altra pragmatica. L’incontro di tre diverse solitudini genera una dimensione claustrofobica. Il ricatto, più o meno esplicito, genera rifiuto o consenso, sacrificio o abuso, intimidazioni, rimorsi. S’innesca un processo di reazioni a catena. L’uomo familiarizza con la sua tensione all’assoggettamento, le donne mettono in atto complesse strategie volte alla sopravvivenza. Ogni personaggio ha le sue ragioni, il suo passato che riaffiora, e una disperazione che somiglia ora all’amore ora alla morte.

 

 

Riguardo Elisabetta Lucia Medaglia

Elisabetta Lucia Medaglia
29 anni, di Palermo, ho conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza nel 2014, mi sono abilitata prima come giornalista pubblicista e, in seguito, come Perito Grafologo Professionista , e sono cultore di Filosofia del Diritto presso l'università LUMSA di Palermo .

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