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Senza Pietà

Morire per un selfie. Morire per mancanza di umanità.

Un piccolo di delfino è l’infelice protagonista dell’ennesimo atto di insensibilità dell’uomo.

L’episodio si è verificato sulla spiaggia di Santa Teresita, in Argentina.

Probabilmente morto per disidratazione o per insolazione, un cucciolo di delfino è stato tirato fuori dall’acqua per la curiosità dei turisti, sempre che di semplice curiosità possa parlarsi, perché condannare a morte certa un così bell’animale portandolo via dal suo habitat naturale, non è di certo sinonimo di curiosità, ma di disumanità.

Nelle foto, scattate da Hernan Coria e condivise su Facebook, si vedono i bagnanti passarsi il piccolo delfino come un trofeo di mano in mano, ansiosi di scattare una foto con l’animale.

Il delfino appartiene alla specie “pontoporia”, anche conosciuti come delfini francescani, una razza classificata come “vulnerabile” nella “lista rossa” delle specie minacciate della International Union for Conservation of Nature (IUCN).

A lanciare l’allarme sulla morte del delfino è stata la Wildlife Foundation Argentina: «Il delfino detto ‘francescano’ non può rimanere fuori dall’acqua per molto tempo, ha una pelle grassa molto spessa che gli permette di immagazzinare calore e questo lo porta a disidratarsi e morire molto rapidamente».

I delfini appartengono al mare, ma, evidentemente, i curiosi bagnanti della spiaggia di Santa Teresita non la pensavano così o, probabilmente, non gli importava.

Un gran numero di persone si sono, infatti, radunate intorno al cucciolo di mammifero che, impotente di fronte a tutta quella folla, si dimenava nel tentativo di liberarsi, ma nessuno sembra essersi preoccupato del fatto che il cucciolo stesse morendo lì, davanti ai loro occhi.

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La corsa all’autoscatto migliore ha chiaramente fatto venir meno tutto il buonsenso e la pietà dei bagnanti.

“I bagnanti se lo passavano tra le mani, come se fosse un pupazzo, e successivamente è stato abbandonato senza vita sulla sabbia bollente”, ha raccontato un testimone a Sky News.

Ma alcuni ritengono che il delfino fosse già morto, quando la folla di turisti si è radunata intorno all’animale, secondo quanto raccontato da un bagnante al Guardian. “Il delfino era già morto arenato sulla spiaggia di Santa Teresita, prima che le decine di bagnanti lo prendessero in mano per scattare una foto”.

La causa della morte è stato il surriscaldamento del corpo. “Tutto è accaduto in cinque minuti. L’animale era già deceduto, qualcuno ha provato a riportarlo in acqua, ma non c’è stato nulla da fare. L’acqua era molto calda, ed era pieno di meduse, per questa ragione molti non hanno avuto il coraggio di entrare in mare”.

Ammesso che il delfino fosse effettivamente già morto al suo arrivo sulla spiaggia argentina, e che quindi il tour dei selfie sia avvenuto in un secondo momento, resta da chiedersi quanta crudeltà, quanta arroganza, quanto egoismo e quanta poca empatia ci voglia per non riuscire a immaginare, a partecipare alla sofferenza di qualcuno così vicino a te.

Dunque, al di là di come si siano realmente svolti i fatti, c’è comunque qualcosa di ignobile dietro a questa sfrenata cultura del selfie, che spinge la massa a ignorare le regole basilari del rispetto e a diventare così arroganti, insensibili e impietosi nei confronti del mondo animale.

E, a pochi giorni dall’orrore che il mondo ha visto in Argentina, ecco un’altra brillante prova di come, purtroppo, i casi di idiozia collettiva continuino a moltiplicarsi. La reporter Ashleigh Walters di Florida News ha riportato le immagini di un uomo che, a forza, cattura un piccolo squalo e lo trattiene sulla spiaggia per delle foto.

Dal video non risulta chiaro quanto l’animale sia rimasto sulla spiaggia e se una volta rimesso in acqua (in cui sembra molto disorientato) sia o meno riuscito a riprendere il largo. Resta il fatto che l’essere umano, riesce ogni giorno a mostrare il peggio di sé.

Qui il video originale.

https://www.facebook.com/ashleightv/videos/834141696731179/

Riguardo Elisabetta Lucia Medaglia

Elisabetta Lucia Medaglia
29 anni, di Palermo, ho conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza nel 2014, mi sono abilitata prima come giornalista pubblicista e, in seguito, come Perito Grafologo Professionista , e sono cultore di Filosofia del Diritto presso l'università LUMSA di Palermo .

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