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Autonomia regionale, un seminario per capire gli scenari futuri

Quale autonomia? La prospettiva regionale alla luce della riforma costituzionale, questo il titolo del seminario del 16 maggio scorso tenuto presso la ex facoltà di Giurisprudenza, organizzato da S.C.I.A. (Spazio culturale ius et actio).

L’autonomia regionale è un tema di fondamentale importanza, considerando che la nostra Regione è dotata di uno Statuto speciale e perciò dovrebbe avere maggiore indipendenza dal potere statuale. Tuttavia tutto questo con la nuova riforma in fieri potrà essere cancellato.

Il dibattito è stato moderato da Andrea Cannizzaro. Dalle sue parole emerge come il tema sia di poco interesse fra gli studenti e nell’opinione pubblica, nonostante nel corso della storia le istanze autonomistiche ritornino ciclicamente, come in Scozia o come a Roma per la quale si ipotizza una forma speciale di autonomia.

Il primo intervento tra i relatori è di Andrea Piraino, docente di diritto regionale, secondo cui negli ultimi tempi, vista la  cattiva amministrazione della politica, l’opinione pubblica abbia attribuito un’accezione negativa all’autonomia, da qui ne consegue un allontanamento della cittadinanza alle tematiche politiche. Sostiene il professore che autonomia significa possibilità di scelta politica diversa dall’indirizzo dello Stato, ma nonostante questo con la nuova riforma costituzionale vi è un ritorno allo statalismo; infatti, conclude dicendo che paradossalmente la riforma da un lato istituisce il Senato delle Autonomie, dall’altro lato lo esautora da molte competenze.

Segue l’intervento del deputato regionale Francesco Cappello, membro della Commissione Statuto all’Ars, il quale dichiara: “E’ necessario il recupero della nostra appartenenza al territorio. Per molto tempo ci hanno fatto sentire degli italiani in Sicilia, noi dovremmo ribaltare il concetto e sentirci dei siciliani in Italia.” L’intervento del deputato focalizza l’attenzione sulla permanente attualità dello Statuto, ma tutto dipende da come lo si intepreta e del resto questo, spesso, non viene attuato.

Infine emerge che la prospettiva futura per una risoluzione sistematica dei problemi economici regionali potrebbe essere la costituzione di una Macroregione Mediterranea in un’ottica europea, composta da parte del Sud Italia, dalla Catalogna e dalla Provenza.

Riguardo Salvatore Casarrubea

Salvatore Casarrubea
Classe '94, diplomato al Liceo Classico, attualmente frequento la facoltà di Giurisprudenza. Mail: salvocasarrubea@gmail.com

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