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Scoperta un Qanat in zona Notabartolo

È di pochi giorni fa la scoperta di un Qanat nei pressi di via Notarbartolo, in via Cilea a Palermo. Ancora una volta Palermo si dimostra colma di ricchezze sotterranee.

È stato il giornale online Balarm a pubblicare la notizia, ai cui microfoni, l’architetto del Comune di Palermo Franco Mereu, presente durante l’esplorazione della scoperta, ha dichiarato: “il Qanat dovrebbe seguire il tratto della via Tramontana, all’incrocio con via Cilea; l’opera si trova a circa 4 metri al di sotto del piano stradale e risulta interrotta da entrambi i lati, a circa 20 metri, dal punto di ingresso, per evidenti collassi della copertura, successivamente riempiti”.

Il nuovo tratto del Qanat è stato scoperto durante gli scavi per il posizionamento della fibra ottica: si è verificata un’ampia voragine nel punto in cui insiste la struttura. L’attività di ispezione è stata condotta dal Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano che ne ha curato i profili tecnici, alla presenza della dott.ssa Laura Riolo e del dott. Stefano Vassallo, archeologi della Sovrintendenza dei Beni Archeologici e Culturali.

Opere di ingegneria idraulica risalenti al IX secolo, periodo della dominazione araba-musulmana in Sicilia, i Qanat sono cunicoli sotterranei che avevano la funzione di captare e trasportare l’acqua, mediante l’energia ad essa conferita dalle pendenze del territorio, nelle zone abitate o da coltivare della Città. Si tratta di canalizzazioni sotterranee che comunicano con la superficie tramite lo sviluppo di pozzi verticali, così permettendo l’approvvigionamento idrico. I Qanat, un tempo rispondenti ad esigenze di prima necessità, oggi sono, invece, la testimonianza dell’eclettismo culturale cui è dotata la Sicilia e, in questo caso, il suo capoluogo.

La scoperta di questo nuovo segmento di Qanat, infatti, fa comprendere ancora di più come Palermo sia stata, prima di divenire città, un terra dalle mille risorse, capace di permettere la vita a tante popolazioni, nel corso dei millenni, diverse per cultura, lingua e religione. Ebbene, oggi ancor prima di ieri, si scoprono i segni di quell’avvicendamento fra popoli intervenuto nel corso degli anni. Segni che non si scorgono soltanto, esteriormente, per le strade, tra una chiesa o una moschea, ma anche in quella parte nascosta che, resta invisibile, anche se giornalmente calpestata.

 

Riguardo Salvatore Casarrubea

Salvatore Casarrubea
Classe '94, diplomato al Liceo Classico, attualmente frequento la facoltà di Giurisprudenza. Mail: salvocasarrubea@gmail.com

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