Home / #EatSicily / Sarde a beccafico: il piatto del popolo
google

Sarde a beccafico: il piatto del popolo

Le sarde a beccafico, in siciliano sardi a beccaficu, è un piatto tipico della cucina tradizionale italiana riconosciuto e inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T.). Può essere servito come un primo o come un antipasto e la sua ricetta è sicuramente tra le più conosciute e apprezzate nel panorama gastronomico italiano – e nella fattispecie siciliano – grazie al suo delicato equilibrio tra i sapori.

La sua ricetta non è altro che la rivisitazione di un piatto che nel XIX secolo, durante il regno dei Borboni, era molto apprezzato tra i nobili e le famiglie aristocratiche. Il beccafico era l’elemento principale del piatto, un volatile simile a una capinera ghiottissimo di fichi e, proprio per questo, dalla carne molto saporita che veniva quindi cacciato e poi cucinato e farcito con le sue stesse viscere e interiora.

Questo piccolo uccello però era un bene di lusso che il popolo non poteva permettersi e quindi le donne popolane palermitane che erano al servizio delle famiglie nobili decisero di rielaborare la ricetta e di sostituire il beccafico con le sarde, alimento di cui anche i più poveri potevano godere. 

In sicilia ci sono molte versioni che variano da provincia a provincia, come quella messinese o catanese, ma la versione palermitana – che proponiamo di seguito – è quella classica. 

Ingredienti:

500 gr di sarde

5 cucchiai di pan grattato

50 gr di pinoli

50 gr di uva passa

Olio extra vergine d’oliva q.b.

Sale e pepe q.b.

Foglie di alloro

Succo di mezzo limone e succo di mezza arancia.

Procedimento:

Pulire le sarde, privarle delle teste e delle lische, e lasciare la coda. Sciacquarle, asciugarle bene e aprirle. Nel frattempo preparare la muddicaovvero del pan grattato fatto dorare a fuoco basso in una padella antiaderente e amalgamarlo poi, quando sarà dorato, con un filo d’olio. Aggiungere al composto sale, pepe, uva passa, pinoli e il succo di arancia e limone e mescolare bene il tutto. Quindi adagiare su ogni sarda un poco del ripieno appena ottenuto e arrotolarla fino ad ottenere un involtino da disporre su una teglia oleata e  infilzare con degli spiedini alternando le sarde con una foglia di alloro. Aggiungere un filo d’olio e una spolverata di pan grattato e cuocerlo in forno per venti minuti circa.

Farlo riposare per qualche minuto prima di servire.

 

Riguardo Clarissa Caramanno

Clarissa Caramanno

Leggi anche

Arancina’s day: fra gusto e tradizione

La lista delle arancine più buone di Palermo. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Con carne, al burro, ai formaggi, vegetariana, al salmone, con la salsiccia e persino al cioccolato, sono tanti i gusti tra cui poter scegliere e da gustare in compagnia o da soli.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *