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Fonte: ROARS

Rimborso delle tasse universitarie: il Consiglio di Stato dà ragione agli studenti

Nella giornata di venerdì 15 marzo 2016, la seconda sezione del Consiglio di Stato ha pubblicato il parere nel quale si esprime in favore dell’ammissione del ricorso per il rimborso delle tasse universitarie per mille300 studenti, vincitori e idonei della borsa di studio, iscritti all’Università degli studi di Palermo per gli anni accademici 2014/2015 e 2015/2016.

Il più alto tribunale amministrativo ha riconosciuto l’interesse a richiedere il rimborso malgrado la decisione sarebbe potuta essere di competenza della Presidenza della Regione Siciliana e degli organi regionali, essendo gli atti impugnati di competenza della Regione Siciliana, poiché il diritto allo studio è materia di competenza della Regione.

Un ulteriore passaggio burocratico che non muterà il risultato a cui si è sostanzialmente giunti dopo il parere (clicca qui per leggerne il testo) del Consiglio di Stato. Gli studenti dovrebbero così ricevere 219 euro, relativi alla sola tassa di iscrizione, per l’anno accademico 2014/2015, mentre per l’anno accademico 2015/2016 la cifra varia da 220 a 730 euro, in quanto comprensiva anche dei contributi universitari.

Gli avvocati Francesco Leone e Simona Fell che hanno promosso il ricorso per conto delle associazioni studentesche RUN Palermo, Vivere Ateneo, UniAttiva ed NRG,  in un comunicato congiunto affermano: “Gli studenti, secondo il Consiglio di Stato, hanno subito un danno grave e possibilmente irreparabile, poiché trovandosi nell’impossibilità economica di corrispondere quanto richiesto hanno rinunciato al proseguimento degli studi universitari”.

Una vicenda risoltasi positivamente per gli studenti universitari ma che racconta, da una parte, il problema di fare cassa dell’università e, dall’altra, una cattiva gestione del problema. Il primo atto impugnato è la delibera del Consiglio d’Amministrazione dell’UniPa n. 53 del 10 luglio 2014. In essa si delibera che anche i beneficiari dei servizi ERSU paghino le tasse universitarie e quindi non abbiano il rimborso delle stesse una volta risultati vincitori. Dall’altra parte, i successivi atti impugnati, le delibere 50 e 51 del C.d.A. del 9 giugno del 2015, non prendono in considerazione la sentenza 275 del 2015, una sentenza che già dichiarava inapplicabili le decisioni dell’anno prima intimando all’Università il rimborso delle tasse universitarie. Degli atti quindi, questi del 2015 che prolungano, insomma, gli effetti negativi della delibera dell’anno prima continuando a ledere il diritto allo studio universitario, in modo acclarato.

Adesso bisogna verificare se l’Università applicherà la sentenza solo ai ricorrenti o la estenderà a tutti coloro che si trovavano nelle condizioni dei ricorrenti al fine di uniformare il proprio agire nei confronti dell’utenza.

Riguardo Andrea Cannizzaro

Andrea Cannizzaro
Nato il 29 luglio 1994 a Palermo dove frequento il corso di studi in Giurisprudenza. La mia mail è andreacannizzaro94@gmail.com

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