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Rifugio del cane abbandonato, storia di passione e impegno

PALERMO. Parco della favorita. L’area verde più estesa del capoluogo siciliano ospita, in Viale Diana 3, il Rifugio Del Cane Abbandonato, gestito dalla Sezione di Palermo della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Al suo interno troviamo più di duecento cani, tutti vittime di abbandono, di cui si curano numerosi volontari, animati da forza, buona volontà e da una profonda passione.

Per far fronte alle molteplici esigenze, il lavoro giornaliero all’interno del rifugio comporta delle turnazioni tra i volontari, che svolgono le quotidiane attività, quali, ad esempio, la pulizia dei box o la distribuzione del cibo; essi, inoltre, hanno il compito di liberare dalle gabbie i cani, di modo che, a rotazione, abbiano la possibilità di correre e giocare nei giardini, a seconda del tempo a loro disposizione.

“Cerchiamo di fare e di dare il meglio, provando a garantire ad ognuno di loro le stesse possibilità”, queste le parole di Ilena Di Maggio, volontaria al rifugio da oltre 5 anni, parole che lasciano immaginare l’impegno che questa attività comporta. Un impegno notevole, un impegno quotidiano, un impegno che, in ogni caso, necessita anche di un aiuto esterno, un aiuto che, fortunatamente, arriva sia dai così detti “volontari esterni”, ossia coloro i quali si occupano delle attività di promozione, quali la diffusione degli eventi, imperniati sulla raccolta del cibo o sulla divulgazione dei principi dell’associazione (come avviene una volta al mese a Piazza Unità d’Italia), sia dai cittadini palermitani e italiani che, grazie alla loro generosità, contribuiscono con delle donazioni al sostentamento degli ospiti del rifugio.

Nessun tipo di sovvenzione è, infatti, previsto da parte delle pubbliche istituzioni, pertanto le uniche entrate economiche per gli oltre duecento ospiti del rifugio, sono garantite dalle offerte e dalle donazioni dei cittadini.

Sono duecento cani in cerca di una famiglia, duecento cani che sperano, un giorno, di poter lasciare quel box e di entrare a far parte di una vera casa.

L’adozione di un cane, tra l’altro, comporta la possibilità, per un altro che vive ancora per strada, di essere accolto all’interno della struttura. Infatti, la situazione del Rifugio del Cane Abbandonato della Favorita è al collasso in quanto, sino ad oggi, il Comune di Palermo non  ha messo in atto le misure necessarie, previste per legge, per fronteggiare il fenomeno del randagismo. Tutto ciò ha comportato, già da qualche tempo, l’istituzione del “numero chiuso”, il che implica un blocco degli ingressi ad altri animali proprio per mancanza di spazio, di tempo e di risorse economiche.

Il principio base dell’associazione – conclude la Di Maggio – è proprio la sterilizzazione, l’unico mezzo per combattere il randagismo.

Facendo nostre queste parole, auspichiamo che il Consiglio Comunale, pur oberato dai tanti problemi della città, non si dimentichi dei cani che, come tutti gli esseri viventi, meritano rispetto ed amore.

 

 

 

Riguardo Elisabetta Lucia Medaglia

Elisabetta Lucia Medaglia
29 anni, di Palermo, ho conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza nel 2014, mi sono abilitata prima come giornalista pubblicista e, in seguito, come Perito Grafologo Professionista , e sono cultore di Filosofia del Diritto presso l'università LUMSA di Palermo .

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