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Pubblico. scena ed orchestra del "Die Fledermaus"- Wir sind Wien Festival - Laaerbergbad. Ph.  Erika Giannusa
Pubblico. scena ed orchestra del "Die Fledermaus"- Wir sind Wien Festival - Laaerbergbad. Ph. Erika Giannusa

Revival dell’Opera itinerante e innovazione: compromesso possibile?

L’idea dell‘Opera Lirica itinerante è un retaggio storico del Novecento il cui padre iniziatore si ravvisa in Igor Stravinskij, che dopo il suo modello musicale è stato sorgente inesauribile di emulazioni, falsi tentativi di originalità, sforzi di continuità e sviluppo di una idea di Opera vicina al pubblico. L’Histoire du soldat è espressione di un periodo di recessione economica, forse non troppo lontano da quello che viviamo oggi, in cui una personalità come  quella di Stravinskij si ingegnò per innovare un genere e farsi imprenditore della sua musica, portandola di città in città nella Svizzera del 1918  con un piccolo teatro facilmente trasportabile.

Nel nostro recente vissuto musicale ci sono state iniziative simili come L’Opera Camion che ha debuttato a Roma e a Palermo proponendo il Barbiere di Siviglia di Rossini durante la Stagione 2017/2018. Non negando il livello sociale  e il ruolo di diffusione del patrimonio culturale di queste iniziative, il loro impatto rispetto all’evoluzione della musica e del genere dell’Opera Musicale è irrisorio in quanto non presentano elementi di innovazione scenografica ma di continuità con il passato storico rappresentato da Igor Stravinskij, senonché al posto di esservi un teatro trasportabile vi è un camion. Il plauso ed il merito da riconoscere, di contro, è il coinvolgimento del pubblico, potenziale fruitore del prodotto artistico e acquirente del mercato dell’industria culturale. Si configura così la fisionomia di una trovata pubblicitaria, promozionale e di marketing applicata alla musica che non in tutti i casi è garanzia di qualità.

Durante il festival Wir sind Wien ha avuto luogo la rappresentazione “Die Fledermaus” Operetta di Johann Strauss, che prevede repliche fino al 21 giugno 2019. La regia di queste rappresentazioni ha la particolarità di essere stata pensata anch’essa come itinerante, ma resa fruibile all’interno delle piscine pubbliche di Vienna.

Momento dell'Operetta die Fledermaus - Wir sind Wirn Festival. Ph. Erika Giannusa
Momento dell’Operetta die Fledermaus – Wir sind Wirn Festival. Ph. Erika Giannusa

La scelta della piscina, come luogo di rappresentazione dell’opera, secondo la descrizione fornita nel deplian esplicativo della manifestazione, riguarda la possibilità di pensare  tale luogo come ideale spazio scenico per la festa del Principe Orlofsky. Durante la rappresentazione svoltasi alla piscina di Laaerbergbad, varie sono state le interpolazioni testuali e musicali all’opera originale che hanno allungato ulteriormente il tempo del racconto di un’Opera che già dalle recensioni del 1874 era stata criticata per la presenza di numeri superflui. Zieher sul suo Deutsche Musikzeitung osservò: “Anche in questo caso il libretto non vale molto, la musica ha il suo fascino, ma non è veramente travolgente e poi l’operetta è troppo lunga, abbonda di numeri superflui, ed è ricca di personaggi superflui.” Il tallone d’Achille già insito in questo lavoro teatrale è stato dunque ulteriormente amplificato dalla realizzazione scenica viennese che con lo scopo benevolo di aggiungere inserti comici  solo recitati alla scena per divertire gli astanti, ha deturpato una rappresentazione già svilita dall’assenza di una amplificazione sonora che avrebbe giovato all’intera fruizione dell’opera.  Vi sono stati inseriti elementi tratti dal musical come il brano All der Jazz vista la popolarità accordata a questo genere a Vienna,  dove pullulano le rappresentazioni di questo tipo. Trovate sceniche sono state l’uso della piscina come quinta teatrale, ove i cantanti al termine dell’aria si tuffavano per uscire di scena.

Momento di rilassamento , prima del secondo atto della recita per l'Ensamble corale. Ph. Erika Giannusa
Momento di rilassamento , prima del secondo atto della recita del “die Fledermaus” per l’Ensamble corale. Ph. Erika Giannusa

E’ stato usato anche il pedalò per inscenare l’arrivo del Principe Orlofsky alla festa ed i salvagenti per simulare l’utilizzo di abiti settecenteschi come se sotto di essi ci fosse un panier, l’intelaiatura fatte di stecche d’osso o di balena, che amplificava a dismisura l’ampiezza dei fianchi nella moda del 1700.  La bravura tecnica e scenica ed attoriale dei cantanti è stata sacrificata dall’assenza di amplificazione che ha privato il pubblico di un ascolto stereofonico. Il pubblico sedeva rannicchiato nelle stesse scalinate in cui vi era l’ensemble orchestrale, potendo percepire solo parzialmente i suoni di destra o sinistra in base al lato in cui era seduto.  La presenza di bagnanti durante la prima ora della recita ha ulteriormente messo in difficoltà i musicisti, che hanno condiviso il palco – piscina anche con loro.  La direzione musicale dell’ensamble a cura di Raphael Schluesselberg ha evidenziato una predilezione per la precisa nella scansione del tempo e il rispetto dell’agogica accompagnando l’esecuzione musicale senza ricercare una enfatizzazione dinamico – espressiva ma piuttosto cercando di conferire scorrevolezza e comprensibilità nel gesto.

Lo schermo sul quale vengono proiettate live le opere alla Wiener StaatsOper
Lo schermo sul quale vengono proiettate live le opere alla Wiener StaatsOper

 Anche all’Opera di Vienna è stato allestito uno schermo proiettore per il periodo estivo affinchè i passanti possano, malgrado il traffico cittadino, godere degli spettacoli che si svolgono in teatro, live anche dall’esterno dell’edificio, con risultato di apprezzabile interesse di pubblico.  In Italia  ed all’estero altri esperimenti sull’opera sono stati tentati, come lOpera High Tec che introduce aspetti tecnologici nella scenografia da parte del torinese Davide Livermore, che introduce giochi di tecnologia, video mapping e proiezioni. La sfida  tecnologica è utile se produce l’integrazione dei linguaggi e non sostituisce il ruolo dello scenografo ma lo completa.  In conclusione un compromesso tra revival e innovazione è possibile ed auspicabile, forte però di una volontà di progresso culturale che non si può realizzare se non nelle produzioni compositive nuove, che si avvalgano di questi tentativi registici, musicali, scenografici pregressi per sviluppare anche nuove frontiere drammaturgico – musicali. 

Riguardo Erika Giannusa

Erika Giannusa
Erika Giannusa è nata a Palermo, il 06/12/1993. Pianista, compositrice e soprano lirico. Si dedica al giornalismo ed alle recensioni di eventi e manifestazioni in Italia ed in Europa.

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