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Renzi a Palermo: l’università ci aiuti a cambiare il paese

“Oggi in uno dei teatri più belli al mondo rivolgo un pensiero a tutti coloro che vivono l’università come il luogo dell’incontro, del dialogo e del confronto. Il mio pensiero va a tutti gli studenti e ai docenti che che animano e hanno animato, come il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’Università degli studi di Palermo”. Così il premier Matteo Renzi ha salutato i partecipanti all’inaugurazione del nuovo anno accademico 2016/2017 alla presenza del rettore Fabrizio Micari e delle più alte cariche accademiche delle università del Sud. Nel frattempo all’esterno un centinaio di studenti universitari, docenti e ricercatori protestavano contro il governo e denunciavano proprio la preoccupante condizione delle università del Sud.

“Non voglio oggi fare l’elenco delle cose fatte o di quelle che faremo a proposito dell’Università. Oggi voglio lanciare una sfida a lei magnifico rettore e a voi docenti e studenti. Vorrei parlare con voi del ruolo che l’università oggi riveste qui a Palermo, in Sicilia, in Italia”.

Un discorso ampio quello del premier Matteo Renzi. Tanti i punti toccati nel suo intervento: dalla comunicazione alla politica americana, dal G20 che si terrà proprio in Sicilia, a Taormina, alle sfide del futuro.

“L’università deve avere il senso della visione e dell’orizzonte, in un contesto europeo e mondiale in continuo mutamento – esorta il premier – nella geo-politica del mediterraneo, la Sicilia occupa un posto in primo piano non solo per la sua collocazione geografica, ma soprattutto per la qualità culturale che nei secoli la Sicilia ha sempre espresso: un luogo di incontro di civiltà. La Sicilia e l’Italia tutta hanno un potenziale enorme e non hanno idea di come vengano percepite nel mondo. Diciamo che abbiamo un problema di autostima. Tendiamo a elencare quello che non funziona – continua Matteo Renzi – e invece io voglio dire, citando un intellettuale di questa terra come Elio Vittorini, che serve una cultura che ci protegga dalle sofferenze e ci aiuti a superarle”.

“Questa terra deve ragionare sul proprio futuro uscendo dalle tentazioni sia alla rassegnazione, sia al facile ottimismo. In un mondo in cui si pensa che valgono solamente i numeri, io penso che in realtà vi sia qualcosa di più importante: i valori della cultura, dell’educazione e della conoscenza. Noi quindi abbiamo bisogno di una Università che ci stimoli, che si faccia sentire, che pensi e ragioni sulle cose che non vanno, che non ceda alla cultura della rassegnazione. Oggi abbiamo bisogno di un cambio di passo culturale, che deve partire proprio dalle vostre classi universitarie”.

“Abbiamo messo dei primi soldi sulle università, ma siamo consapevoli che non bastano, che non sono sufficienti. Sfido lei, magnifico rettore ,voi docenti Universitari. Vi assicuro che la politica si prenderà le proprie responsabilità, fatelo però anche voi. Vincete le resistenze interne e mostrate di saper competere nel mondo grazie alle vostre qualità straordinarie e alle vostre eccellenze. Aiutateci a cambiare il paese”.

Riguardo Angelo Casano

Angelo Casano
Nato a Pantelleria il 12-11-1991, studente presso il corso di laurea in medicina e chirurgia dove ha ricoperto la carica di rappresentante del corso di studi. Scrive anche per il blog www.agorapnl.it e www.infouni.it

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