Home / #IoDicoLaMia / Referendum trivelle, una scommessa persa
referendum

Referendum trivelle, una scommessa persa

Dopo un anno di lotte, manifestazioni ed assemblee il referendum sulle trivellazioni del 17 Aprile non ha raggiunto il quorum. E’ stato appena il 35 % degli aventi diritto al voto a recarsi alle urne. Il Sì ha ottenuto circa l’87% delle preferenze, ma ciò non è bastato. Ripercorriamo le tappe che hanno portato alla consultazione popolare del 17 Aprile.

L’ITER CHE HA PORTATO AL REFERENDUM

La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile un solo referendum sulle trivelle: il quesito riguarda la durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già rilasciate. A proporlo sono stati nove Consigli regionali (Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise). Questo stesso quesito era già stato dichiarato ammissibile dalla Cassazione.
I quesiti referendari proposti erano in tutto sei. In un primo tempo l’Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione li aveva accolti tutti. Ma il governo ha introdotto una serie di norme nella legge di Stabilità che hanno messo mano alla materia, ribadendo il divieto di trivellazioni entro le 12 miglia mare.La Cassazione ha dovuto quindi nuovamente valutare i referendum e a quel punto ne ha ritenuto ammissibile solo uno, il sesto: il quesito riguardava nello specifico la norma che prevede che i permessi e le concessioni già rilasciati abbiano la “durata della vita utile del giacimento”

LO  SCONTRO SULLA DATA

Il consiglio dei ministri ha pertanto deciso di indire il referendum per giorno 17 Aprile. Ma sulla data è stato scontro : i comitati no-triv, Greenpeace e le associazioni ambientaliste avevano difatti chiesto al governo di fissare il referendum in contemporanea con le prossime amministrative nel mese di Giugno.
La mossa di anticipare la data del referendum rispetto alle amministrative è stato letto come un chiaro segnale per i militanti no-triv: l’intenzione del governo far di tutto pur di non far raggiungere il quorum, che avrebbe validato l’esito delle urne. “E’ uno schiaffo alla democrazia– avevano dichiarato alcuni esponenti del comitato no-triv nazionale – il governo Renzi dimostra di aver paura ad affrontare il tema in maniera seria e rispettosa della volontà dei suoi cittadini“.
Non sprechiamo 300 milioni di euro, si accorpi la data del referendum sulle trivelle con quella del primo turno delle amministrative – aveva chiesto il presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni – In questo modo si agevolerebbe la partecipazione dei cittadini alla consultazione e si eviterebbe un inutile sperpero di denaro pubblico che invece potrebbe essere investito per interventi utili per il Paese”.

I COMITATI NO TRIV  MOBILITATI  PER IL REFERENDUM

All’indomani del via libera della Cassazione, che ha ammesso il quesito referendario  contro le trivellazioni e l’estrazione di idrocarburi entro le 12 miglia marine contenuto nel decreto sviluppo Italia, in tutta la Penisola i comitati no triv si sono organizzati per mettere in difficoltà il governo. In Sicilia il 9 gennaio, per esempio, a Licata  migliaia di cittadini hanno invaso le strade del comune per dire no alle trivellazioni, in particolare contro il progetto off-shore ibleo che prevede la realizzazione di otto pozzi di esplorazione e produzione per l’estrazione di gas e la ricerca di petrolio al largo della costa siciliana tra Gela, Licata e Ragusa. Al grido di “u mari non si spirtusa” comitati, associazioni, cittadini, studenti universitari e liceali hanno sfilato per le vie di Licata ribadendo il loro no al progetto.

 

 

Riguardo Angelo Casano

Angelo Casano
Nato a Pantelleria il 12-11-1991, studente presso il corso di laurea in medicina e chirurgia dove ha ricoperto la carica di rappresentante del corso di studi. Scrive anche per il blog www.agorapnl.it e www.infouni.it

Leggi anche

led lights

Arte moderna, nuove forme futuristiche di espressione estetica

Una delle principali caratteristiche della magnificenza dell’uomo è definita nella sua peculiarità di produttività infinita, …

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *