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Rapporto Ocse: In Italia bassa la percentuale dei giovani laureati

In Italia, nel 2017, il 30% dei giovani 20-24enni era senza lavoro, non studiava e non frequentava nessun corso di formazione (i cosiddetti NEET) rispetto a una media del 16% nei Paesi dell’area OCSE. La quota di NEET è più elevata per i giovani di età compresa tra 25 e 29 anni (34%): raggiunge il 28% tra gli uomini e il 40% tra le donne in tale fascia di età, la quinta percentuale più elevata tra i Paesi dell’area OCSE e partner. E’ quanto emerge dall’ultima edizione di ‘Education at a Glance 2018’, organizzato dall’Ocse insieme con l’Associazione TreeLLL.

Nel complesso in Italia i laureati sono solo il 18%, di cui il 14% con una laurea da vecchio ordinamento o specialistica. La media Ocse è del 36%, quella Ue del 32%: praticamente il doppio, anche non calcolando la formazione terziaria non universitaria, e includendo le cosiddette lauree brevi. In Germania con la percentuale di laureati si raggiunge il 28%. In Francia si è al 33%. Non regge il confronto con i Paesi anglosassoni: in Usa, Australia, Regno Unito si arriva al 45%, in Canada si vola al 57% di laureati in età lavorativa.

Secondo quanto emerso dal rapporto le diseguaglianze incominciano all’asilo. Siamo uno dei Paesi in cui la famiglia di origine, e in particolare l’avere almeno un genitore laureato, conta di più nell’accesso all’Università. Proprio perché la laurea da noi tende a essere ereditaria, per quanto il numero di giovani dottori sia aumentato negli ultimi dieci anni (passando dal 19 per cento del 2007 al 27% del 2017), il passo è stato troppo lento e ormai siamo maglia nera in Europa.

Riguardo Angelo Casano

Angelo Casano
Nato a Pantelleria il 12-11-1991, studente presso il corso di laurea in medicina e chirurgia dove ha ricoperto la carica di rappresentante del corso di studi. Scrive anche per il blog www.agorapnl.it e www.infouni.it

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