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Molestie alle studentesse, denunciare gli episodi per fare porre rimedio alle Autorità

Alcune studentesse dell’Università degli Studi di Palermo hanno segnalato alla redazione di ioStudio di aver ricevuto molestie da sconosciuti nelle zone limitrofe all’area della cittadella universitaria.

A tutte abbiamo consigliato e consigliamo ovviamente di denunciare alle autorità, alla vigilanza privata e all’Università (nel caso succedesse dentro la città universitaria) quanto raccontatoci. Ma andiamo alle testimonianze.

Alcune studentesse raccontano di un uomo che si aggira in auto chiedendo indicazioni sulle segreterie o sul posizionamento del bar, rivelando poi in un secondo momento i propri intenti: “E’ successo tutto qualche mese fa – racconta una giovane di vent’anni – stavo tornando a casa dalle lezioni quando un uomo sulla trentina mi ha fermata per chiedere informazioni. Ho risposto più di una volta alle sue domande insistenti, poi mi sono accorta che dall’interno dell’auto quell’uomo si era denudato, quindi sono corsa via e ho raccontato tutto alle mie coinquiline. Ho avuto paura e non sono riuscita nemmeno a prendere la targa della sua macchina”.

“Un uomo giovane – racconta un’altra studentessa – ha fermato anche me, proprio mentre andavo via dall’ultimo parcheggio dell’università, vicino la pompa di benzina. Un’auto che veniva da lì mi ha superata, accostandosi davanti a me. L’uomo all’interno si è avvicinato chiedendomi diverse informazioni, alla fine tentando di convincermi a uscire. Mi sono spaventata parecchio e ho dato gas per scappare il prima possibile. Spero che qualcuno possa fermare queste persone, non si può andare avanti così”.

Le molestie sarebbero continuate anche di recente, secondo quanto riportato da altre studentesse, che raccontano però di un uomo sulla cinquantina: “Si è avvicinato in macchina – continua un’altra ragazza – chiedendo come potesse arrivare in un noto bar della zona. Era un uomo sulla cinquantina e dopo aver risposto più volte, mi sono accorta che si era denudato”.

Un’altra studentessa racconta di essere stata fermata sostando in attesa del bus, descrivendo lo stesso uomo: “Voleva costringermi a salire in auto con lui – ha dichiarato – a quel punto mi sono allontanata parecchio per ignorarlo, ma mi ha raggiunta per la seconda volta. Per fortuna è arrivato il mio autobus e sono andata via”.

C’è da sperare che con l’inizio dell’anno 2019 il fenomeno non abbia a ripetersi e invitiamo tutte e tutti i frequentatori della cittadella universitaria a denunciare recandosi presso il più vicino commissariato o stazione dei carabinieri questi molestatori al fine di consentire di porre rimedio anche attraverso apposite azioni di prevenzione.

Per i casi di bullismo, invece, ricordiamo che esiste un’apposita app, YOUPOL, particolarmente dedicata ai giovani per aiutarli a segnalare anche anonimamente  problemi di questo tipo (ma anche fenomeni criminali come lo spaccio di droghe).

b0dbbf9d-febd-4120-829f-70591eff8753_origL’app – una volta scaricata gratuitamente sullo smartphone o sul tablet – consente di mettersi in contatto, direttamente e in tempo reale, con la più vicina stazione di Polizia e di inviare fotografie, video, segnalazioni scritte allo scopo di denunciare episodi di bullismo, di violenza o di spaccio di droga, ai quali il denunciante stia assistendo o abbia assistito in prima persona. Quando di esegue l’accesso all’applicazione, l’utente può decidere se comunicare alle autorità anche i suoi dati identificativi o se effettuare invece la segnalazione in modo anonimo.

L’applicazione consente anche l’esatta localizzazione del dispositivo che si sta utilizzando e del luogo in cui si è verificato l’evento.

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

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