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Quinta giornata del Festival delle letterature migranti: il programma

Dopo la Festa ‘a ballu di ieri sera, questa quinta giornata del Festival si apre con una riflessione sulla periferia che, come fantasma, appare e riappare per poi sparire di nuovo. Attraverso le foto di Grazia Bucca rivivremo una periferia di Palermo: lo Zen 2. Dalla fotografia si passa al cinema perché il Festival è multiforme e ha a cuore ogni forma d’arte, ecco perché alle 11.30 presso Palazzo Branciforte si parlerà di cinema italiano contemporaneo e con Dario Zonta si potrà esplorare questa galassia. Successivamente esploreremo un’altra galassia, quella dei populismi planetari, quella che, nonostante le sue mille forme, è sempre il sintomo di una crisi di rappresentanza. Marco Revelli, autore di Populismi 2.0, analizzerà i populismi planetari leggendoli come una “malattia senile della democrazia”.

Dopo essere stati al Palazzo delle Aquile, ritorneremo all’Archivio storico comunale per ben due incontri. Alle 12.30 ci perderemo nell’affascinante mondo del traduttore dragomanno attraverso le testimonianze di Gioia Guerzoni e Carlo Giordano. Alle 16.30 Palermo sarà di nuovo protagonista del Festival, stavolta non da una prospettiva oggettiva ma soggettiva con gli occhi di Leonardo Sciascia e attraverso le parole di Maria Rizzarelli. Alle ore 17.00 scopriremo, invece, un aspetto della Palermo seicentesca legata all’Inquisizione spagnola.

Sempre alla stessa ora saremo catapultati in un altro secolo, in un altro periodo, quello che va dal 1939 al dopoguerra che rivivremo attraverso le parole di Corrado Stajano. Il ventesimo secolo è il secolo delle guerre mondiali, il secolo del caos in cui era difficile sintetizzare l’Europa. Alle 17.30 presso Palazzo delle Aquile il protagonista del nostro incontro sarà Europeana. Breve storia del XX secolo di Patrik Ouřednik, autore che attraverso quest’opera restituisce il disordine del tempo e la contraddittorietà delle vicende umane.

Alle ore 18.00, invece, Palermo torna ad essere al centro della nostra discussione, nello specifico rifletteremo su un lato della città che oggi è considerato periferico ma che negli anni ’60 e ’70 si ergeva a nuovo centro attraverso il romanzo Zero maggio a Palermo di Fulvio Abbate.

E proprio perché il punto di partenza del Festival è costituito da libri, Piazza Bellini sarà animata da un jukebox letterario dove il pubblico è invitato a scegliere quale brano ascoltare e un lettore-editore, armato solo di un leggio e della propria voce, farà rivivere il racconto di alcuni autori contemporanei.

In un’era dove la globalizzazione è predominante, diventa fondamentale riconoscere gli spazi, i limiti, i propri confini, quelli della Terra e chi meglio di Franco Farinelli, geografo e saggista italiano, può aiutarci a ripensare la Terra?

Il tema dei confini si fonde con quello delle migrazioni, che è anche l’argomento centrale dei workshop residenziali di scrittura creativa, che si svolgerà presso Moltivolti, in cui l’attualità delle esperienze diventa storia scritta e quindi testimonianza.

Durante il Festival abbiamo tante volte parlato di Europa, ma parleremo anche di America, quella del sogno, quella la cui storia degli ultimi decenni si interseca con il percorso musicale di Bruce Springsteen. Alessandro Portelli decifrerà gli Stati Uniti attraverso l’opera del musicista del New Jersey.

Foto scattata durante la realizzazione del progetto del Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo
Foto scattata durante la realizzazione del progetto del Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo

La quinta giornata del Festival e così anche questa terza edizione si concluderà con un lavoro di cooperazione che vede al centro quattro studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo e sei minori stranieri non accompagnati che, insieme, hanno esplorato il capoluogo siciliano concentrandosi sullo spazio e sul linguaggio e in questo incontro conclusivo mostreranno dei corti che raccontano quella che è la loro percezione dello spazio che abitano.

Riguardo Valeria Cannizzaro

Valeria Cannizzaro
Sono nata a Palermo nel 1992. Sono laureata in lingue, ho un master in Global Marketing e uno in Business Administration. Sono appassionata di eventi culturali, di libri e di cinema.

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