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tagli all'università
Fonte CRUI

Quanti soldi investe lo Stato nelle Università? Ecco il FFO 2016

Luglio è un mese fondamentale per le tasche degli studenti che si apprestano a godersi le vacanze. Luglio è il mese in cui sono quantificate le risorse che lo Stato attribuisce alle Università e viene attribuito il Fondo di Finanziamento ordinario delle Università (da ora FFO).

Luglio è dunque il mese in cui si concretizza la sorte di ogni ateneo e del sistema universitario. A settembre ci saranno solo da pagare le tasse. Quella del FFO è una strada che parte, in verità, già da Dicembre quanto il Parlamento approva la legge di bilancio e che arriva al traguardo in questi giorni.

Nel 2015 lo Stato aveva investito 6923 milioni di euro. Nel 2016 investirà 6921 miliardi di euro.

Si registra così l’assenza di tagli a cui si era invece assistito negli anni precedenti. Spending Review di circa 800 milioni se non si considerano le provvigioni per spese non strettamente legate agli atenei. Non si registra l’inversione di tendenza con un aumento di finanziamento come auspicato  dalla CRUI che, nella passata primavera, aveva promosso delle iniziative in tal senso. E se si accettavano quelle premesse (sintetizzate nel video che a seguito si ripropone), si può continuare ad affermare che l’Italia non investe sull’Università.

 

Il finanziamento

Attendendo la ripartizione ateneo per ateneo e aspettando di scoprire se l’Università di Palermo riceverà più fondi, è consentito analizzare lo strumento di finanziamento nell’insieme.

Il FFO è composto principalmente da tre voci. La quota base che è una voce di finanziamento che dipende dalla grandezza dell’ateneo. La quota premiale, voce che è dipende dalle prestazioni dell’ateneo, dalla sua efficienza in alcuni campi. Infine l’intervento perequativo che serve a finanziare gli atenei delle are meno ricche del paese.

Queste tre voci valgono 6334 milioni sul totale di 6921. Sono decisamente la torta e non delle fette.

Alla quota base sono sottratti 18o milioni circa che vengono spostati nella quota premiale (quest’anno unita con quella perequativa). È così immaginabile che i fondi dell’ateneo palermitano diminuiscano se questo confermerà la prestazione poco brillante degli anni passati. L’Università di Palermo, infatti, trae più benefici dalla capitalizzazione della quota base, che negli anni ha un trend negativo.

Non si può non notare come la quota premiale così intesa non fa altro che allargare al forbice tra atenei migliori, in quanto più efficienti, e atenei peggiori.

Sarebbe, invece, decisamente più giusto per l’intero sistema universitario nazionale che la quota premiale si aggiungesse al finanziamento base valutando l’attività anno per anno. Il metodo attuale, redistributivo, divide le risorse sulla base di una percentuale nazionale, prendendo in considerazione prestazioni relative e non assolute. Cioè per ciascuna università non viene considerato il punto di partenza da cui verificare  il risultato in termini di crescita, ma viene preso in esame solo il risultato finale non considerando il punto di partenza ovvero i risultati precedenti. Così avrà più valore la differenza tra 10 e 11 che tra 1 e 10. Ad esempio, se l’Unipa dovesse svolgere, ogni anno, prestazioni onerose in termini di sforzo economico e organizzativo, partendo da zero ma senza mai raggiungere le prestazioni delle università migliori come La Sapienza, i suoi sforzi sarebbero inutili e non considerati.

Esisteranno così due circuiti uno virtuoso e l’altro vizioso che permanendo queste regole non potranno mai spezzarsi. Superfluo dirlo un raggionamento che penalizza gli atenei del sud. In definitiva, non ci troviamo davanti a un meccanismo che aiuti a migliorare realmente le università che vogliono fare uno scatto in avanti, ma paradossalmente davanti a un meccanismo che sembra volere aiutare solo i più forti.

Clicca qui per leggere il testo del decreto.

Riguardo Andrea Cannizzaro

Andrea Cannizzaro
Nato il 29 luglio 1994 a Palermo dove frequento il corso di studi in Giurisprudenza. La mia mail è andreacannizzaro94@gmail.com

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