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Qualunquismo, astensionismo e populismo, sfide e prospettive democratiche future in un progetto dell’ANDE

Si sono da poco conclusi gli incontri proposti per l’anno scolastico 2017/2018, rivolti ai giovani studenti dei licei, e che rientrano nella sesta edizione del progetto AndexlaScuola, patrocinato dall’ERSU Palermo, dal titolo: “Tra qualunquismo, astensionismo e populismo: quali sfide per la democrazia?”. 

L’iniziativa ha come obiettivo principale quello di coinvolgere e ed informare le nuove generazioni su temi politici di attualità e rilevanza sociale, nell’intento di promuovere la partecipazione civica e di sensibilizzare la cittadinanza nel coinvolgimento attivo alla vita politica. Al termine degli incontri, i giovani presenteranno un loro elaborato sui temi trattati, la cui scelta della forma sarà libera. I licei palermitani coinvolti nel progetto di quest’anno sono stati tre: il liceo artistico Catalano, il liceo classico Meli e il liceo scientifico Galileo Galilei.

Grazie al contributo e alla collaborazione di docenti universitari – come i professori Muscolino e Corselli, filosofi della politica e docenti all’Università degli Studi di Palermo, e il professore Marco Armanno, costituzionalista alla facoltà di Giurisprudenza di Palermo – ed esperti, quali il giornalista professionista e coordinatore del quotidiano online LiveSicilia, Roberto Puglisi, gli incontri hanno visto la partecipazione sentita dei giovani studenti, accogliendo l’occasione di dibattito e riflessione sui temi proposti.

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Che cosa s’intende per “populismo”?: “La risposta populista – spiega il docente Muscolinoè una reazione verso una vasta gamma di cambiamenti repentini a cui oggi assistiamo: la concorrenza sfrenata, la grande fluidità negli spostamenti data da un abbattimento delle frontiere, la ripresa dei fondamentalismi religiosi. Oggi si parla di crisi della democrazia, ma si tratta prima di tutto di una crisi culturale. Il progetto stesso dell’Unione Europea, così come era stato proposto alle origini, oggi è in crisi, e questo spiega la risposta populista”. 

Un cambiamento che si riflette anche nei modi di fare politica e nelle forme in cui si presenta la nuova rappresentanza, ma quali sono oggi gli strumenti di controllo che gli elettori hanno nei confronti dei rappresentati?: “La prima e fondamentale forma di controllo – continua il docente Muscolino – è il sapere pensare. Su internet cerchiamo spesso una conferma ai nostri preconcetti, al contrario non approfondiamo cercando l’opinione di chi la pensa diversamente, non socializziamo e non cerchiamo di creare una coscienza critica. Possiamo parlare di un meccanismo di tribalismo della rete. Il problema è proprio la mancanza di un confronto reale”.

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“Aristotele definiva l’uomo come animale politico – afferma il professore Corselli – oggi invece la politica ci considera animali nel senso tribale del termine. Il bene comune perseguito dalla politica diventa interesse privato e personale. E’ un dato di fatto che la narrazione politica debba adeguarsi ai tempi in cui essa viene impiegata e ai diversi contesti socio-culturali. Oggi il linguaggio è popolano, esposto alla carenza di conoscenza e all’eccitabilità della massa. Il problema principale è che l’opinione pubblica è stata diseducata all’aggregazione nei luoghi in cui si faceva educazione civile e civica”.

A garanzia di un sistema democratico che funzioni secondo norme e principi che si ispirano alla libertà e all’eguaglianza dei cittadini, la Costituzione resta il testo fondamentale di riferimento, come ricorda il professore Armanno nel corso dell’incontro svolto al liceo Galilei: “La prima indicazione fondamentale è quella di tenere in considerazione sempre nel suo insieme il testo della Costituzione, perché spesso nel dibattito politico si mette da parte questa esigenza di una lettura congiunta. Il suo testo deve essere applicato nel modo più pieno possibile. Come diceva Pietro Calamandrei, uno dei componenti dell’assemblea costituente: “La politica non è una cosa piacevole, ma la libertà è come l’aria: ci si accorge di essa quando manca. Su questa bisogna vigilare dando il proprio contributo alla vita politica”.

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Dal punto di vista di chi si occupa di fare notizia, invece, la deriva è soprattutto culturale e riguarda lo sviluppo e l’estensione del fenomeno delle fake news: “Abbiamo perso il senso delle parole – afferma il giornalista Roberto Puglisila parola è invece un elemento dinamico, è critica, la parola è immagine. Viviamo in un mondo che non accetta la sua complessità, perciò l’ignoranza è elevata come forza. Le persone sono incapaci di filtrare la realtà, non riescono più a comprendere il senso di ciò che leggono. Il lettore non approfondisce più e così finisce per formare un’opinione sull’immagine immediata”.

Tanti e diversi i contributi anche dei giovani studenti, intervenuti nel corso del dibattito a conclusione di ogni incontro: “La gente ha perso fiducia – racconta il giovane Riccardo del liceo Galileo Galilei – verso i politici. Ma non sa più essere coerente, perché ciò che esprime con il voto non rispecchia la sua reale volontà”.

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

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L’Aeolian Vocal Ensemble vola a Riga

L'AEOLIAN Vocal Ensemble è in partenza per la Lettonia, dove parteciperà come unico coro italiano alla prestigiosa manifestazione internazionale Riga Sings International Choir Competition, che si svolgerà dall'1 al 5 maggio. L'Aeolian Vocal Ensemble è nato da un'idea di Monica Faja. Il suo nome è molto noto negli ambienti musicali della Città ed anche al di fuori di essa. Monica, insieme alle altrettanto celebri sorelle Flora e Roberta, tutte musiciste e cantanti, sono infatti virtuose figlie del compianto Maestro Angelo Faja, flautista e direttore d’orchestra di fama internazionale che è stato per vent’anni maestro preparatore dell'Orchestra Giovanile Italiana. Le tre artiste sono inoltre nipoti del Maestro Norino Buogo, illustre docente di Solfeggio e Teoria Musicale, colonna del Conservatorio Scarlatti di Palermo, e che è stato anche lui per molti anni Direttore di Coro. Monica, pensando a come i suoi studenti potessero approcciarsi attivamente alla musica anche fuori dalla scuola, ha costituito, richiamando un gruppo di ex allieve, un coro di voci bianche tutto al femminile. Le componenti del gruppo sono poco più di 30, principalmente tra i 14 e i 24 anni, tutte provenienti dall’esperienza del Coro di Voci Bianche della Scuola “A. Pecoraro” di Palermo. Il repertorio scelto, senza preclusione di genere, epoca, lingua e nazionalità, pone una particolare attenzione al Classico Contemporaneo (Erika Budai, Rupert Lang, Eric Whitacre, Fabio Alberti, Karl Jenkins, Susanne Lindmark, John Rutter; David L. Brunner; John Hatfield; Loreena McKennitt;…) evidenziando una ricerca approfondita sulle nuove tendenze musicali in fatto di coralità, senza tralasciare il doveroso aggancio con il repertorio tradizionale (Vivaldi, Bach, Pachelbell, Purcell, Strauss). Non mancano i brani arrangiati e riorganizzati dal gruppo in funzione del coro. ll repertorio alterna brani a cappella con altri con accompagnamento pianistico e percussioni, curato rispettivamente dai maestri Rosalba Coniglio e percussioni Gaspare Renna, i quali accompagneranno il coro nella trasferta lettone. Durante l’esibizione il coro intreccia il suo canto con particolari movimenti scenici appositamente studiati dalla formazione,guidata dalla coreografa Sabrina Piazza. La combinazione di movimenti simbiotici alle armonie, ritmi e vocalità dà vita ad una autentica esperienza musicale sia per gli artisti che per gli spettatori. regalando un’esperienza a tutto tondo, diversa dalla stereotipata staticità delle formazioni corali. L'insieme di tutte queste caratteristiche rende l''”Aeolian Vocal Ensemble” l’unico coro femminile di questi tipo presente in Sicilia.

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