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Quale destino per gli studenti lavoratori di unipa?

Da diversi anni, ormai, il numero di giovani siciliani che si sposta in varie parti d’Italia per iniziare o continuare il proprio percorso accademico è in continua crescita. Tra i ‘superstiti’ che riempiono le aule delle facoltà del sud e partecipano alla vita universitaria, vi sono ragazzi che hanno deciso di intraprendere gli studi vicino casa. Una scelta consapevole ma non sempre libera. Oltre a chi, infatti, sceglie di studiare in Sicilia senza condizionamenti esterni, molti di quelli che restano sono vincolati da problemi economici o familiari. A Palermo, la vita di uno studente è senz’altro meno costosa rispetto ad altri poli attrattivi del nord.

Tuttavia, non sempre è possibile sostenere le gravose spese accademiche. Seppur gli studenti-lavoratori di unipa si sentano delle “mosche bianche”, questi rappresentano una realtà tangibile che non può essere semplicemente ignorata. In diverse facoltà italiane, si svolgono lezioni online o tutoraggio serale per venire incontro a questo tipo di esigenze.

Presso l’Università di Palermo, fino all’a. a. 2009/2010, erano previsti contributi per gli studenti lavoratori fuori corso. La delibera recitava: « il Consiglio di amministrazione garantirà il trenta per cento di rimborso del contributo d’Ateneo agli studenti fuori corso, studenti lavoratori (a tempo indeterminato o a tempo determinato con contratto almeno annuale) che sosterranno esami con profitto. Gli iscritti al vecchio ordinamento dovranno avere sostenuto almeno due esami nel corso dell’Anno Accademico, mentre per gli iscritti ai corsi del nuovo ordinamento sarà necessario avere maturato almeno 12 crediti formativi. La deliberazione del Consiglio di amministrazione dell’Università di Palermo, valida per l’anno accademico in corso, è giunta a seguito delle richieste da parte degli studenti di “ammorbidire” l’abolizione delle agevolazioni per fuori corso lavoratori, applicata a partire da quest’anno nell’ambito del riordino generale delle contribuzioni».

Ma qual è la condizione attuale degli studenti lavoratori? Una nuova delibera, vigente per l’A. A. in corso, spiega: «Agli studenti fuori corso vengono estesi gli stessi importi e le stesse modalità di pagamento applicate agli studenti in corso, pertanto non sono più previsti gli esoneri in qualità di “Studente lavoratore” o in qualità di “Studentessa madre”».

Allo stato attuale delle cose, ad uno studente lavoratore non resterebbe che dimostrare di essere uno studente lavoratore indipendente. Se non fosse che «L’agevolazione per Studente Indipendente è stata abrogata con decorrenza dall’anno 2015/16 poiché inclusa nel calcolo ISEE».

Quale soluzione? L’iscrizione con acquisto crediti (anche detta Part-Time): «L’importo del contributo di Ateneo per gli studenti che sceglieranno l’immatricolazione a Corsi di Studio ai sensi dell’art.25 (iscrizione con acquisto crediti o part-time) del vigente Regolamento di Ateneo, verrà determinato in proporzione al numero dei crediti degli insegnamenti scelti (in maniera proporzionale all’impegno annuo standard normalmente pari a 60 CFU)». In pratica, pagando di meno, si può acquistare un dato numero di crediti all’anno.

Insomma, la soluzione proposta è un rallentamento del proprio cammino universitario che, se da un lato potrebbe andare incontro parzialmente alle esigenze di chi ha impegni lavorativi, dall’altro rallenta vertiginosamente il normale corso di studi e allunga i tempi per la laurea. Ciò può quindi condurre facilmente al passaggio da “in corso” a “fuori corso”, stato per cui non è prevista tra l’altro l’iscrizione part time.

Si auspica che possano essere presi maggiori provvedimenti che vadano incontro, in maniera più attenta e sensibile, a questa categoria di studenti, così da garantire un vero diritto allo studio.

 

Riguardo Miryam Lo Dato

Miryam Lo Dato
Laureata in Lettere presso l'Università degli Studi di Palermo, specializzata in Filologia Moderna e Italianistica.

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