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Programma Erasmus, l’ERSU Palermo ha ospitato Sofia Corradi

In occasione del convegno dal titolo “ERASMUS: un passaporto per l’integrazione e l’istruzione universitaria”, svoltosi il 3 febbraio presso la residenza universitaria dell’ERSU e organizzato dall’ERSU Palermo, la città ha ospitato Sofia Corradi, anche detta “mamma Erasmus”, la docente che ha dato vita al programma di mobilità universitaria che quest’anno giunge al suo trentennale. Fino al 2004 Professore Ordinario di Educazione permanente degli adulti (Lifelong learning) nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Statale degli Studi Roma Tre, ha ideato il programma nel 1969, iniziativa che è stata riconosciuta ai massimi livelli dell’Unione Europea, quando è stato attribuito alla docente il Premio Europeo Carlo V.

“Il programma nasce perché mi avevano fatto arrabbiare di brutto quando ero una studentessa. – racconta Sofia Corradi a IoStudio – Di ritorno da un anno di studio alla Columbia University di New York, dove ero stata grazie a una borsa di studio Fullbright, mi è stato molto arrogantemente rifiutato il riconoscimento degli studi appena compiuti. Ero giovane e volevo cambiare il mondo, volevo che un’esperienza all’estero, che nella storia era sempre stato un privilegio riservato a pochi giovani di famiglie abbienti, diventasse invece un’opportunità concessa a chiunque volesse coglierla”. 

Dal 2014 l’Erasmus, rinominato Erasmus Plus, è stato potenziato e diverse sue azioni sono state estese a tutti i continenti ed anche ad attività lavorative. Nonostante la ben nota crisi economica mondiale, il contributo finanziario dell’Unione Europea è stato incrementato del 45% ed ammonta oggi a ben quindici miliardi di euro per il settennio 2014-2020. Il programma Erasmus ha consentito e facilitato lo scambio di quasi quattro milioni di studenti fra circa quattromila università ed oggi cresce al ritmo di un milione di studenti ogni tre anni, favorendo lo sviluppo di un prezioso complesso di qualità e abilità trasversali quali: lo sviluppo della creatività, dell’autonomia, rafforzare i legami con il prossimo, conoscere una nuova cultura e una nuova lingua, aumentare la propria capacità di interazione.

“E’ vero che l’esperienza all’estero cambia la tua vita – affermano gli studenti erasmiani intervenuti al termine del convegno – Quando si torna si soffre di una sorta di “depressione post-Erasmus. Oltre ad aprire molte porte, è un’opportunità che infonde anche coraggio, ti insegna a vivere, a conquistare quell’autonomia di cui hai bisogno, aumenta il tuo fattore di socializzazione”.

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

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